Come il cinema

Sto guardando, o dovrei dire ascoltando alla televisione, il Tour de France.

Non so perché, sento che parlano del cinema ai tempi dei fratelli Lumière, e sento dire che gli spettatori pagavano il biglietto non tanto per la storia che veniva raccontata con i film, bensì per vedere i meravigliosi artifici tecnologici che venivano usati.

Penso subito: sembra il web. Flash, gli effetti, i contatori, le nuove tecnologie.

Scimmie eravamo e scimmie rimaniamo.

Come diceva Bernbach, per vendere qualcosa — incluso per vendere le meraviglie del web ad aziende che vogliono essere alla moda anche se neppure rispondono alle email — la cosa più intelligente da fare è concentrarsi sull’uomo (scimmia) che non cambia.

Te la do io la Silicon Valley

Prima cosa: la Silicon Valley assomiglia un po’ alla periferia nord di Milano.
Ho visto posti più belli, insomma. Soldi, però, ne girano davvero tanti.

Seconda cosa: se vuoi fare soldi nella Silicon Valley, dai retta a me.
Fai come tanti italiani emigranti prima di te: apri un ristorante!

Nel 2000 ho trovato posti nella Valley dove un risotto costava 18 dollari.
Ai tempi, con 36 mila lire dopo l’amaro ti portavi via anche la sedia.

Terza cosa: la Silicon Valley è una corsa all’oro continua, finché dura.
Inventano, diventano un monopolio da loro e poi lo impongono al mondo.

Non lo dico solo io che il monopolio è il modus operandi standard del
capitalismo americano — te lo racconta anche The New York Times.

E come sono bravi a raccontare balle nella Valley, nessuno. Basti dire cosa
ci hanno fatto credere riguardo a sharing economy o smart city…

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Repl

Repl è un nuovo ambiente di sviluppo, editor e compiler. Nel browser.
È un prodotto interessante e pare avere dietro le persone giuste.

Cosa succederà?

Faranno di tutto per farlo diventare lo standard fra i programmatori
quindicenni, ragazzi che fra 5 anni prenderanno duecentokappa, come si
dice a Milano, nella #citythatneverstops, come cantava Beppe Sinatra.

A quel punto, giovane aspirante startupparo italiano, anche se non sai cucinare
ti si presenta un’altra opportunità per realizzare il tuo American Dream.

Dai retta a me: metti su un servizio innovativo: washyourunderwear.io

Perché questi baldi giovani che cambiano il mondo per qualche strano
motivo non sanno leggere e capire le istruzioni della lavatrice.

Tu lava le mutande ai giovani, che è come vendere pale durante la corsa all’oro.
Lascia che un altro fesso provi a creare il nuovo Instagram o il nuovo TikTok.

Ci salverà la Silicon Valley?

Ci salverà la Silicon Valley dal coronavirus? No, non diciamo cazzate.

La Silicon Valley investe un miliardo di dollari in una piattaforma su cui chiunque può scrivere quel cazzo che vuole in 140 caratteri, compresi veline, calciatori e tronisti.

E partecipanti a realitisciò che poi, grazie all’aiuto dei Democrats e del New York Times, si trasformano in presidenti degli Stati Uniti. Perché Internet sta dalla parte della democrazia.

La Silicon Valley investe svariati miliardi di dollari in una app per chiamare i taxi, perché, cribbio!, chiamarli col telefono funzionava bene da decenni e quindi non andava bene.

La Silicon Valley investe svariati miliardi di dollari in app per portarti a casa la pizza perché è egalitaria e vuole che ogni fattorino possa essere imprenditore di sé stesso.

E poi altri miliardi di dollari perché i programmatori impegnati a cambiare il mondo con le brillanti invenzioni di cui sopra possano non dover mai fare la spesa o la lavatrice.

La Silicon Valley è solo una macchina per fare soldi. Basta con L’ideologia di Internet!

Hollywood

Hollywood è un posto migliore e più onesto della Silicon Valley. Migliore perché è pieno di gnocca, invece che di glassholes, crasi di glasses (quelli di Google) e assholes.

Più onesto perché è dura essere più disonesti della Silicon Valley, di gente che ha creato locuzioni verbali come targeted advertising, smart city, social media, sharing economy

A Hollywood dicono quello che dovrebbe dire anche ogni buon pubblicitario: Nobody knows anything. O più probabilmente, visto che sono americani: Nobody knows nothing.

Un film con un piccolo budget e nessuna star diventa un successo strepitoso? Sa il cielo come hanno fatto. Un altro con grande cast e battage pubblicitario non va? Capita.

Nella Silicon Valley, invece, ti riempiono di grafici colorati e ti mettono in testa la malsana idea che i dati sarebbero in grado di parlare da soli. Dati autospieganti, insomma.

Quando sento le più strane teorie sullo sviluppo che avrà il Covid-19, penso la stessa cosa che pensa gente che lavora a Hollywood da decenni: Nobody knows nothing.