Pisapia a un terzo del cammin…

20 mesi di Giuliano Pisapia come Sindaco di Milano. Un terzo del mandato. Sei soddisfatto? Io no. C’è un piano per migliorare l’efficienza delle caldaie per il riscaldamento delle case? Con che obiettivi? Entro quando? C’è un piano per dimezzare il numero di auto che entrano in città tutti i giorni? C’è un piano per dimezzare il numero di auto dei milanesi o, in alternativa, trovare un posto dove metterle? Perché sui marciapiedi non si parcheggia in nessun Paese civile del mondo. C’è un piano per togliere le rotaie del tram abbandonate, per dimezzare il numero di cartelli, “panettoni” e altre schifezze abbandonate in giro per la città? C’è un piano per rendere la città sicura e fruibile per pedoni, ciclisti, bambini, anziani o persone con handicap? C’è un piano per riaprire i Navigli e provare a lanciare in modo serio Milano come la Città di Leonardo (Cenacolo, Castello, Navigli) invece di vendere orrende t-shirt con scritto “Milano” in Piazza San Babila? Pare di no.

In compenso, c’è un piano – peraltro tenuto il più possibile nascosto ai cittadini – per vendere SEA per fare Expo 2015 il cui obiettivo è regalare altre zone da edificare ai soliti.

BikeMi pubblicizza le auto

In via Amadeo 2 è stata installato un osceno pannello pubblicitario. Le bici del BikeMi più vicine sono a due km circa di distanza. In compenso, abbiamo bellissime pubblicità di auto giapponesi e coreane. Purtroppo è normale, quando lanci un servizio – BikeMi, intendo – con l’intento di farti pubblicità e basta, o per fare scandalo con un’opera d’arte di avanguardia. E’ normale, quando è solo un qualcosa in più (e che finirà a fare pubblicità alle auto), e non un servizio il cui scopo è fare qualcosa in meno, per uscire da questa logica malata del PIL che deve crescere sempre, per diminuire il numero di auto in questa città che più che una città è un parcheggio a cielo aperto di automobili.

Lettera Aperta a Pierfrancesco Maran

Ciao Pier,

sono appena tornato da qualche giorno di vacanza e non solo a Valencia. Dove…

1) la città vecchia, grande almeno quanto la circonvallazione della 94 a Milano, è quasi tutta pedonale, tutta allo stesso livello, senza marciapiedi e coi pavimenti in marmo. Nelle poche strade dove passano le auto, vige e viene rispettato un limite di 30 km/h.

2) il servizio ValenBisi (BikeMi) funziona ovviamente 24 ore al giorno, e se non proprio ovunque in città, di sicuro vicino alle Università sì. Da noi a Milano, cosa aspettiamo a mettere le bici e togliere le auto parcheggiate sui marciapiedi in Città Studi? La Befana?

3) restringono non i passaggi pedonali, come ho letto con raccapriccio che vuoi fare a Milano, eletto anche con il mio voto, bensì, come ovvio e giusto che sia, la carreggiata per le auto in prossimità delle strisce pedonali, per far rallentare le auto.

4) i controviali della città, fra una corsia e l’altra, non sono luoghi dove abbandonare le automobili come a Milano, che è ormai più una discarica a cielo aperto di automobili che una città, bensì luoghi dove ci sono statue, panchine, parchi giochi per bambini o piste ciclabili.

La domanda, semplice quanto scontata: a Milano invece cosa abbiamo intenzione di fare?

Fallimento 2015

Giri per Milano, quella città disastrata – in mano al Far West delle auto, oltre la soglia massima di inquinamento per un terzo dei giorni dell’anno e con un arredo urbano che fa pena, con pavimentazioni senza un disegno e senza senso, rotaie abbandonate dei tram, pali di ogni tipo, cartelli ovunque, pubblicità esterna invasiva – che l’Assessore al Traffico, l’Assessore alla Cultura e il Sindaco, beati loro, vedono come bellissima, e non capisci: ma in che anni siamo? Zone intere della città, dalla zona uffici di via Pompeo Leoni alla zona Garibaldi con il nuovo tunnel solo per le auto, a via Imbonati, tanto per citare le prime zone che mi vengono in mente, pensate e costruite come se fossimo a Los Angeles, con tutto basato sull’automobile. Ti guardi in giro, e vedi cantieri ovunque. E no, non sono i lavori per Expo 2015, perchè Expo 2015 non si farà. Non ci sono i soldi. Londra 2012 è costata quasi 10 volte quanto avevano preventivato. Per Expo 2015 si parlava di 11 miliardi di Euro. Ora si parla di 2 miliardi. Non prendiamoci in giro. I cantieri sono per appartamenti e uffici, quando Milano è già piena di appartamenti e uffici sfitti. La scena sembra quella di una città e di un Paese usciti non 20 anni fa da Tangentopoli, ma da 40 anni di comunismo o di franchismo, e in pieno miracolo economico. Quello che potevano essere 5 o 10 anni fa Berlino o Varsavia, dove costruivano con i soldi della Germania dell’Ovest, o Barcellona e Madrid, dove costruivano con soldi che non avevano. Come si dice sub-prime – notare la neolingua – in spagnolo? Qui da dove arrivano i soldi? E a chi venderanno, in un Paese con una economia che sta morendo e banche che concedono mutui solo se offri come garanzia un’altra casa di proprietà? Ho sempre pensato a quella bruttura che sarebbe stato Expo 2015 come a Windows Vista. Quando arriva, anzi prima che arrivi, bisogna cambiare sistema operativo. Prima Ubuntu, poi il Mac. E qui, fare le valigie e andarsene.