New York era piena di tram. Furono fatti fuori da quel sindaco italo-americano a cui la città decise poi di dedicare un aeroporto, Fiorello La Guardia. Gli autobus, ai tempi, sembravano più comodi, più moderni. Ed avevano fior di sponsor nelle industrie del petrolio, dei motori e dei pneumatici. San Francisco era piena di tram, ben più di quei pezzettini per turisti che rimangono oggi. “A Streetcar Called Desire” (Un Tram Chiamato Desiderio) era ambientato a San Francisco. Rio de Janeiro aveva parecchi tram. E’ rimasto solo il “bondinho” che va a Santa Teresa. Barcellona aveva un network di tram. Tutti spazzati via tranne la tramvia blau (blu) che porta al Tibidabo (poi nello scorso decennio hanno rimesso in piedi un nuovo network). Negli anni ’50, la città con il network più esteso al mondo era Sidney. Oggi non rimane nulla. Melbourne, che seguiva Sidney a ruota ma che invece difese i propri tram, è oggi la città con il network più esteso di tutto il mondo. I tram sono rimasti un importante mezzo di trasporto nelle città della Mittel Europa, di qua e di là del muro: Vienna, Praga, Brno etc. E, ovviamente, nelle città dell’Unione Sovietica: Mosca, San Pietroburgo, Riga. A Riga producevano i tram per tutta l’URSS. Oggi, li comprano da Skoda, nella Repubblica Ceca. Tante città hanno fatto fuori i tram. Milano, che li ha in parte mantenuti, deve essere però l’unica città al mondo che ha decine o forse centinaia di km di rotaie del tram abbandonate. Una vergogna senza fine. #Expo2015
Milano
Non è una città per pedoni
E tanto meno per ciclisti, anziani o bambini. Per non parlare, poi, di chi purtroppo è costretto su una sedia a rotelle. Andare in giro a piedi per Milano è deprimente. Spesso non c’è letteralmente spazio sui marciapiedi. Quando vuoi attraversare la strada, guardi non dove ci sono le strisce pedonali, ma dove c’è un buco fra le auto.
No, non dico che è peggio che durante l’amministrazione Moratti. E’ uguale identico.
Milano: cosa facciamo?
Quando hai 100 mila auto parcheggiate sui marciapiedi – o in curva, sulle strisce pedonali, sulle aiuole etc – hai due possibilità e due sole: o aumenti il numero di parcheggi, o diminuisci il numero di auto. Se hai una soluzione “alternativa”, sarà bene che tu venga armato di numeri per convincermi. Se la tua soluzione alternativa è quella del car sharing, mi scuserai ma mi incazzo. E’ vero, si dice che ogni auto del car sharing POTREBBE far sparire fino a 10 auto di cittadini che la usano poco. Ma anche ammesso e non concesso che sia così, servirebbero 10 mila auto del car sharing, non 450.
“La capitale dello sharing”
In campagna elettorale: Milano sarà bellissima, Milano ciclabile, Milano a misura d’uomo! Estenderemo Area C, limiteremo il traffico, riapriremo i Navigli. Uno dei candidati, noto a molti per la furbata all’italiana dei “giardini verticali”, diceva addirittura: Cambiare città, rimanendo a Milano.
2 anni e mezzo dopo: facciamo Expo, che quello sì che è importante. Non vi diciamo però quanti visitatori ci aspettiamo, che lo sanno tutti che sarà un mega flop. Area C funzionicchia ma non la estendiamo, fregandocene dei referendum. In compenso, Smart e Trabant per “entrare in centro”.
Evvai!

