Moratti bis

Moratti bis? No, Presidente, non ce l’ho con lei. Lei ha già dato più di quello che poteva dare. Per vincere una Champions, ha ridotto quasi sul lastrico l’azienda che fondò suo padre. Apprezzo lo sforzo, ma ora lasci fare all’indonesiano.

No, sto parlando della Giunta Pisapia che, dopo 4 anni di lavoro, mi sembra una buona continuazione della criticatissima giunta di Letizia Moratti. Ma come? Ma come “ma come?” Guardiamo ai progetti: cosa ha apportato di nuovo Pisapia?

Ok: la raccolta differenziata e il car sharing.

Ma la pista ciclabile intorno al Parco Sempione non assomiglia molto a quella intorno ai Giardini di Porta Venezia della Moratti? E anche il resto, sono tutte idee della Moratti, e spesso sbagliate: Expo. M5. M4. BikeMi. Ecopass/AreaC.

Persino la Darsena. Ricordiamo agli smemorati che è stata la Moratti a salvarla dal criminale progetto di farne un parcheggio sotterraneo come avrebbe voluto il peggior sindaco della storia di Milano, l’Amministratore di Condominio.

Non solo: lo stesso progetto della nuova Darsena, che ti piaccia oppure no cambia poco, è della Moratti. Basta guardare le rastrelliere per le bici: Maran non avrebbe mai comprato sta merda. Mi chiedo: quando vedremo i progetti di Pisapia?

Le automobili

Le automobili sono un mistero. La cosa che mi colpisce di più, più persino dei loro costi esorbitanti, della lista infinita di accessori, con impianti stereo che il 90% delle persone non ha in casa, delle leve del cambio fatte a forma di cazzo, per due mercati su tre, della loro ridicola inutilità in città, di quanto un sacco di gente ci sia patologicamente attaccata, delle pubblicità ridicole, o da uomo che non deve chiedere mai, o da cafone di città, o da donna indipendente, esattamente come le pubblicità delle sigarette tanti anni fa, o fra paesaggi bucolici in campagna, e della ancora più ridicola pretesa di essere “ecologiche” è la loro bruttezza: tranne Alfa Romeo, BMW e la Fiat 500, le altre fanno parecchio cagare.

A chi servono le statistiche

Non è una domanda: ho proprio deciso di spiegarti a chi servono le statistiche.

In breve: a chi ha qualcosa di cui si deve giustificare. Quindi, tira fuori dei numeri. Qualsiasi tipo di numeri. Idealmente, con dei bei grafici colorati. Facciamo due esempi semplici semplici: il Social Media Marketing e il Comune di Milano.

Hai deciso di “investire” dei soldi su Twitter, Vine, Vimeo, Tumblr, Instagram e sa il cielo quale altro sosciàl ancora? E’ il futuro, lo dicono tutti. Se le vendite si fossero impennate, non avresti avuto bisogno di giustificarti di nulla, giusto? Se qualcosa di strano o simpatico che hai fatto con uno di questi strumenti ti avesse portato al Tg1 delle 20, uguale.

Se invece non è chiaro cosa fai tutto il giorno e soprattutto se serve a qualcosa oppure no, devi tirar fuori delle info-balle (info-grafiche) per far capire a tutti che il tuo contributo è essenziale per il futuro dell’azienda.

Prendiamo il Comune di Milano. Lasciamo da parte le simpatie, che Maran è l’unico simpatico e alla mano che io abbia mai conosciuto del PD di Milano. Ormai sono quasi 4 anni che sono al governo. A me sembra la stessa città di prima.

Meglio: lo stesso parcheggio a cielo aperto di automobili di prima.

Sì, certo, di cose ne hanno fatte di sicuro. Una che a me piace ricordare è che hanno messo a posto le scale mobili rotte della metropolitana, cioè un lavoro oscuro per il quale non si finisce osannati sui giornali. Ma la città è cambiata? No.

Sono pronto a scommettere che fra un anno, alle prossime elezioni, ci racconteranno quanti km di piste ciclabili hanno fatto. Se le cose fossero cambiate e funzionassero davvero, lo si vedrebbe a occhio nudo.

Previsioni Expo 2015

Proviamo a fare una premessa prima di darti le mie previsioni Expo 2015: se tu avessi una città conciata come è conciata Milano, con i muri delle case pieni di graffiti, la città sporca e cento mila auto parcheggiate sui marciapiedi tutte le sere, preferiresti che la vedessero tante persone o poche? Io se non fossi sicuro di riuscire a lasciare una buona impressione ad almeno tre turisti su quattro, preferirei che la vedessero poche persone.

La cosa positiva, per così dire, è che succederà. La cosa negativa è che il conto lo pagheremo noi, come sempre. So già che molti di voi mi chiameranno un “gufo” (sic), ma ecco le mie previsioni Expo 2015: i conti del famoso “libro giallo” (Expottimisti), che sono poi gli stessi conti della Moratti o quelli con cui Aledanno avrebbe voluto le Olimpiadi a Roma, prontamente stoppato da Monti che gli ha detto di non dire cazzate, sono sballati.

Come faccio a saperlo? Ma, sai… se a pagina 24 si parla di 20 milioni di visitatori e di un prezzo medio del biglietto di 25 Euro e poi a pagina 38 si parla non di 500 ma di 600 milioni di incassi previsti dai biglietti, qualche dubbio mi sorge subito. Se 20 milioni di visitatori devono spendere 200 milioni di Euro in vendita delle mascotte (stessa pagina), i dubbi aumentano. Poi ci sono 400 milioni di Euro degli sponsor, non proprio due lire.

E tutto ciò se le spese di gestione non si gonfieranno, come avviene ogni volta in Italia. Poi ci sono le spese di costruzione, che dovrebbero ammontare a 1,3 miliardi di Euro, quasi del tutto coperte (1,2 miliardi) da chi costruirà un padiglione sul sito (pagina 39). Non ho nessun dato oltre a questi. Ma le mie personali previsioni Expo 2015 — ok, scommesse, non previsioni — mi fanno pensare a un buco di fra mezzo miliardo e un miliardo di Euro.

E le tue?