Metropolitana M4 a Milano

La vera domanda sulla Metropolitana M4 a Milano è la seguente: una volta che sarà pronta dimezzeremo le carreggiate destinate alle automobili da viale Argonne fino a San Babila e in tutta via Lorenteggio? Diventerà tutta una zona a 30 km/h?

Oppure, dopo aver fatto lo stesso con i tram 50 anni fa (dimenticandoci pure di togliere le rotaie), avremo solo sgomberato le strada da quegli antipatici autobus in modo che possano essere più libere per chi deve scorazzare in auto?

Si potrà “entrare in centro” lungo queste due grandi direttrici con le macchinine bianche e blu e con quelle degli altri servizi di Car Sharing a qualunque ora, oppure la cosa sarà consentita solo di notte quando la Metropolitana M4 sarà chiusa?

Un fallimento totale

Oggi si chiude Expo. Ripeti con me: E’ stato un fallimento totale.

Prima domanda: sai qualcosa di più su come viene prodotto il cibo che mangi, tanto il cibo prodotto qui quanto quello importato da lontano? Su concimi, diserbanti o anti-parassitari chimici? Sugli OGM? Sulle condizioni di lavoro di chi lo produce, sui rischi per la salute di chi lavora in agricoltura, su quanto vengono pagate queste persone, sulla deforestazione…

No. Neppure io.

Seconda domanda: sai qualcosa di più su come vivono le persone che vivono della terra con un dollaro al giorno, di come lavorano la terra, di piccole cose che si potrebbero fare per dar loro un grande aiuto? O su come, al contrario, le multinazionali, sponsor di Expo oppure no, non facciano che cercare di rubare terre a questi poveri Cristi?

No. Neppure io.

Quindi Expo è stato un fallimento totale.

(Tranne che per Coca Cola, Farinetti e McDonald’s)

Ma come? Hanno venduto 20 milioni di biglietti. Venduto, innanzitutto, è una parola grossa. In secondo luogo, la grandissima maggior parte – parliamo dell’80-90% – dei biglietti per questo evento “internazionale” sono stati dati o comprati in Italia. In terzo luogo, ci avevano giurato e stragiurato che sarebbero andati in pari, e invece…

Mentre ci sono eventi più interessanti che magari fanno solo 200 mila visitatori ma che probabilmente fanno utili. A dicembre, per dire, torna L’Artigiano in Fiera.

Ma dici davvero?

Sì, dico davvero. Le uniche cose positive di Expo 2015 sono secondo me il logo, indubbiamente bello, e l’ottimo lavoro di ATM e Trenord che hanno assicurato i collegamenti alle mandrie di aventi biglietti gratuiti o fortemente scontati per l’inutile pagliacciata. Leggi anche cosa ne pensano Gianni Barbacetto e Marco Maroni.

Non possiamo perdere Milano

Mancano nove mesi alle elezioni comunali, e non si sente mezza idea che sia mezza per il futuro di Milano. Le uniche cose che si sentono sono cose tipo: Non possiamo perdere Milano. E’ roba nostra, garantisce “posti”, ci abbiamo messo la nostra bandierina e la difenderemo fino alla fine. Oppure: quel candidato-bandierina, che tanto candidati con uno straccio di idea neanche a parlarne, non riesce ad accalappiare (immagino non dicano così, ma il senso è esattamente quello) un numero sufficiente di voti nel famoso “centro”.

Ovvero, politics as usual e, as usual, nessuna attenzione alle policy, a come fare le cose, ai progetti per la città e per il futuro. E quella bellissima sensazione che sia “normale”, per così dire, e neppure un filo scandaloso, invece, che sia la città a essere al servizio dei politici, delle loro battaglie di potere e aspirazioni personali, e non il contrario.

Città europea

Quando senti dire: “Milano è una città europea”, cosa vuol dire?

a) che ce l’abbiamo in mano noi (noi che facciamo quest’affermazione) di “sinistra”.

b) che gli anni ’80 dei paninari, dei socialisti e della Milano da bere non finiranno mai.

c) che non è una città del Sud. Se lo dice la sinistra, va bene; se lo dice la Lega, no. E Saviano, ad esempio, dice l’esatto contrario: dice che Milano è una grande città del Sud. Decidetevi.

d) che è al livello di Sofia, Bucarest e Tirana. Anche se io auto sui marciapiedi a Sofia non ne ho viste.