Un fallimento totale

Oggi si chiude Expo. Ripeti con me: E’ stato un fallimento totale.

Prima domanda: sai qualcosa di più su come viene prodotto il cibo che mangi, tanto il cibo prodotto qui quanto quello importato da lontano? Su concimi, diserbanti o anti-parassitari chimici? Sugli OGM? Sulle condizioni di lavoro di chi lo produce, sui rischi per la salute di chi lavora in agricoltura, su quanto vengono pagate queste persone, sulla deforestazione…

No. Neppure io.

Seconda domanda: sai qualcosa di più su come vivono le persone che vivono della terra con un dollaro al giorno, di come lavorano la terra, di piccole cose che si potrebbero fare per dar loro un grande aiuto? O su come, al contrario, le multinazionali, sponsor di Expo oppure no, non facciano che cercare di rubare terre a questi poveri Cristi?

No. Neppure io.

Quindi Expo è stato un fallimento totale.

(Tranne che per Coca Cola, Farinetti e McDonald’s)

Ma come? Hanno venduto 20 milioni di biglietti. Venduto, innanzitutto, è una parola grossa. In secondo luogo, la grandissima maggior parte – parliamo dell’80-90% – dei biglietti per questo evento “internazionale” sono stati dati o comprati in Italia. In terzo luogo, ci avevano giurato e stragiurato che sarebbero andati in pari, e invece…

Mentre ci sono eventi più interessanti che magari fanno solo 200 mila visitatori ma che probabilmente fanno utili. A dicembre, per dire, torna L’Artigiano in Fiera.

Ma dici davvero?

Sì, dico davvero. Le uniche cose positive di Expo 2015 sono secondo me il logo, indubbiamente bello, e l’ottimo lavoro di ATM e Trenord che hanno assicurato i collegamenti alle mandrie di aventi biglietti gratuiti o fortemente scontati per l’inutile pagliacciata. Leggi anche cosa ne pensano Gianni Barbacetto e Marco Maroni.

Non possiamo perdere Milano

Mancano nove mesi alle elezioni comunali, e non si sente mezza idea che sia mezza per il futuro di Milano. Le uniche cose che si sentono sono cose tipo: Non possiamo perdere Milano. E’ roba nostra, garantisce “posti”, ci abbiamo messo la nostra bandierina e la difenderemo fino alla fine. Oppure: quel candidato-bandierina, che tanto candidati con uno straccio di idea neanche a parlarne, non riesce ad accalappiare (immagino non dicano così, ma il senso è esattamente quello) un numero sufficiente di voti nel famoso “centro”.

Ovvero, politics as usual e, as usual, nessuna attenzione alle policy, a come fare le cose, ai progetti per la città e per il futuro. E quella bellissima sensazione che sia “normale”, per così dire, e neppure un filo scandaloso, invece, che sia la città a essere al servizio dei politici, delle loro battaglie di potere e aspirazioni personali, e non il contrario.

Città europea

Quando senti dire: “Milano è una città europea”, cosa vuol dire?

a) che ce l’abbiamo in mano noi (noi che facciamo quest’affermazione) di “sinistra”.

b) che gli anni ’80 dei paninari, dei socialisti e della Milano da bere non finiranno mai.

c) che non è una città del Sud. Se lo dice la sinistra, va bene; se lo dice la Lega, no. E Saviano, ad esempio, dice l’esatto contrario: dice che Milano è una grande città del Sud. Decidetevi.

d) che è al livello di Sofia, Bucarest e Tirana. Anche se io auto sui marciapiedi a Sofia non ne ho viste.

Park sharing a Milano

Stasera ho usato per la prima volta il car sharing. La cosa che mi è piaciuta di più è che vedi quanto costa. E non è poco. E già che ci siamo, una comunicazione di servizio: come cazzo si inserisce la retro su quelle simpatiche macchinette biancoazzurre? Poi ho pensato: e se trovassimo il modo di far pagare in automatico a tutte le auto dei privati non 25 centesimi al minuto per l’uso, che ognuno si paga la sua, ma anche solo 25 centesimi all’ora per il parcheggio sul suolo pubblico? Su TUTTO il suolo pubblico.

Se c’è un motivo per cui ho odiato l’Amministratore di condominio, è stato che ha voluto regalare i parcheggi ai residenti, come se uno si fosse comprato o avesse preso in affitto (gratuito) non solo x metri quadri di appartamento, ma anche un pezzo di strada. Poi mi sono detto: e perché mai fermarci al parcheggio legale? Albertini è andato oltre: ha legalizzato anche l’illegale parcheggio sui marciapiedi. E l’ha fatto, va fatto notare, negli stessi anni in cui Enrique Peñalosa lo combatteva e debellava a Bogotà.

Quindi: un sensore sulla tua auto e dei sensori per strada. Ogni volta che parcheggi dove non dovresti, tipo sui marciapiedi o in mezzo agli alberi, sono non 25 centesimi all’ora, ma 2,50 Euro all’ora. 60 Euro al giorno. In automatico, non ci sono santi. La lasci sempre sul marciapiede? Sono 1800 Euro al mese, thank you very much. Ah, ogni tanto la usi, o la parcheggi in un garage, o sei fuori Milano, o ogni tanto la parcheggi addirittura in modo regolare? Bene. Calcoliamo tutto. Non ci vuole poi molto.

Perché in effetti non posso importi un contatore come quello dei car sharing per farti pagare per l’uso della tua auto al minuto, o anche solo per farti vedere quanto ti costa ogni volta che la usi, per quanto indubbiamente mi piacerebbe poterlo fare. Ma lo spazio pubblico, quello non vedo proprio perché mai te lo dovremmo regalare. E le multe, quelle funzionano solo in città civili, dove le irregolarità sono poche e punibili. Qui ci vuole un sistema in automatico che scali soldi dalla tua carta di credito.