Secondo me a Mountain View stanno assumendo i markettari del tipo sbagliato. Uno come me, uno ruspante e che le 4 P del marketing non sa neanche cosa cazzo sono non lo prenderebbero mai. Prendono quelli con l’MBA a Stanford, quelli che si ubriacavano e/o ciulavano nel campus mentre Larry e Sergey programmavano giorno e notte. Peggio ancora, mi sa che stanno iniziando a prendere quelli che nel 1999 volevano aggiungere una chat e l’oroscopo a ogni sito o andavano in giro a dire a tutti che il futuro erano i vortal…
Perchè dico così? Sto cercando di capire Google Analytics. Meraviglioso, uno strumento che magari costava mille dollari al mese e ora è gratis. Meraviglioso, ma i vari tipi di statistiche sembrano elencati quasi a casaccio, al punto che per creare un senso a ciò che vedo e rivedo e vedo un’altra volta ancora online ho deciso di farmi uno spreadsheet (no, non su Google Spreadsheets). Secondo me Analytics è in mano a un ingegnere, non a un markettaro giusto abituato a voler capire cosa succede sul suo sito.
Se invece vuoi un esempio di cosa fanno i markettari sbagliati – eh, sì, i markettari sono un po’ come il colesterolo, ci sono quelli giusti e quelli sbagliati – vedi i pop-down che qualche genio di un markettaro ha aggiunto alla Google Toolbar per Internet Explorer. Detto questo, io sono convinto che di qui a 4 mesi l’azione GOOG varrà 600 dollari. Hesse andrà in pensione, e io finalmente avrò un lavoro. Scegli me, Stefano! So che anche lui è senza lavoro, ma a te, Stefano, serve un maggiordomo che usi GMail, altro che Jeeves! ;-)
Google Solar
Pare che un data center, e sa il cielo quanti ne hanno, consumi l’elettricità che consuma una città di 40.000 abitanti. Larry Page ha detto più volte che il prezzo dell’energia elettrica è una delle variabili che potrebbero mettere a rischio l’azienda (certo più di MSN Search, ndr). Ora, Google ha iniziato a convertire il Googleplex all’energia solare.
Secondo me questa è la più bella notizia di questo 2006. Che quei due – o tre – sono abituati a fare la differenza, quando ci si mettono.
Una tagcloud per GMail
Ho ripulito un po’ la mia GMail. Un lavoraccio. L’ho settata per visualizzare 50 messaggi per pagina, il che è come dire che in homepage ho spazio per non più di 40 label, se voglio che la colonna di sinistra sia più o meno lunga come quella delle email. Ma ci vuole tanto a darmi la possibilità di usare anche delle tag, o label che dir si voglia, di secondo livello, che non vengano visualizzate in homepage ma a cui io possa accedere cliccando su other labels e visualizzando un pop-up con una enorme tagcloud della mia vita su GMail? Tanto per darti un’idea: cocomment lo uso da una settimana, e ho già 50 tag. Uso del.icio.us molto meno di GMail – io vivo su GMail, al punto che uso Thunderbird come back-up di GMail ! – ma di tag su del.icio.us ne avrò 300…
Mentre se volessi usare GMail come feed reader me ne servono almeno mille! (ehi, lo sapevi?)
Da noi aspettano Quaero ?
L’Università Complutense di Madrid ha deciso, prima Università non anglosassone, di aderire al progetto Google Library. Così Jose Antonio Magal, il direttore della Biblioteca:
It is a unique opportunity to democratise our library’s store of knowledge. For years, libraries have jealously guarded a major part of human knowledge… now we’re going to open our doors.
Io lo dico da tempo. Bisognerebbe invitare Google a mettere online non solo i libri delle nostre biblioteche, ma anche tutti i documenti dei nostri tribunali e della nostra pubblica amministrazione, che se non lo fanno loro, certo non lo farà mai nessuno…
