Browser wars: la sfida finale

Pare che sia vero, non ne parlano solo La Stampa e Il Corriere come era successo per la copertina di Vogue: Google sta per lanciare Chrome. Alcune sensazioni: penso che sia il progetto più grande che Google abbia mai intrapreso dopo il motore di ricerca + adwords/adsense. Non so quando ci arriveranno, ma dovrebbe essere chiaro a tutti che il loro obiettivo è di arrivare all’80% di mercato di browser, contando anche le nuove versioni di Firefox e magari di Safari, che supportano meglio dei browser attuali le applicazioni che fanno un uso intensivo di javascript, tipo Google Docs. Insomma, questa è la fase-2 di Google, ovvero l’attacco frontale a Office.
La cosa più interessante, poi, è capire cosa farà Microsoft, che sono ormai 10 anni che hanno perso lo smalto di un tempo e non riescono più a copiare gli altri e a farli fuori con la loro potente macchina di marketing e con la loro abitudine a includere tutto (bundling) in un sistema operativo che peraltro ormai nessuno vuole più. Il loro motore di ricerca, il loro sistema operativo tutto fighetto e trasparente e simile a OS X, il loro YouTube, il loro iPod, la loro suite di Office online…
Ora, prima ancora che sia uscito, si trovano a dover decidere se lanciare il loro Google Chrome. Inseguono con il 75% del mercato! Includeranno pezzi di quel codice che giustamente Google rilascerà con una licenza Open Source nel loro nuovo Internet Explorer, come immagino faranno Firefox e forse Safari? Dubito proprio. Proveranno a lanciare un nuovo Internet Explorer che fa le cose che farà Chrome ma che supporterà solo Office Live? (si chiama così, vero, il loro Google Docs?). Ci sarà da ridere, che finora hanno sì e no capito come funziona il pop-up blocker…

Ecco Chrome, il browser di Google!

Qui davvero il browser – multi-processo, con una forte integrazione con Google Gears, con una nuova virtual machine per javascript – inizia a diventare il tuo SO. Molto interessante!

a one trick pony

Questa, come noto, la definizione di Google secondo Ballmer. Non male, anche se il suo predecessore aveva addirittura detto che the Internet is just a fad. Il trick è la pubblicità, sola fonte di entrata di Google. Come se fare una sola cosa, ma molto importante e molto bene, fosse qualcosa di cui vergognarsi. Come se, al contrario, Microsoft facesse invece utili non solo da software pieni di problemi e di cui esistono in giro alternative migliori, gratuite e non.

E poi, i pony al limite sono due. Adwords, che presto fatturerà quanto Windows, e Adsense che presto (o no? L’articolo non lo dice) fatturerà quanto Office. E il software gratuito sta benone, direi, e ha almeno in parte anche trovato un modello di business (i servizi di assistenza e di configurazione). Mentre mi pare più difficile far fuori Google offrendo, che so, un motore di ricerca “più gratuito” per gli utenti, oppure pubblicità gratis per gli inserzionisti ;-)