Google ha un competitor

Beh, il vero e pericolosissimo competitor si chiama Facebook, ovviamente.

Però DuckDuckGo è simpatico, è fatto bene (e da una sola persona!) e ha avuto più di 1 milione di ricerche lo scorso mese (Google qualche miliardo di ricerche, immagino).

Non ci sono più scuse

Google ha completato l’integrazione con Doubleclick – tenendo il nome del peggior online brand di tutti i tempi, secondo me. A questo punto, per quanto può funzionare, tanto per chi la compra quanto per chi la vende, la pubblicità online funziona. Siamo vicini all’optimum tecnico, insomma. Liberi poi tutti, chi di provare a vendere servizi premium più che pubblicità, chi di usare il web per dare servizi ai propri clienti invece che per far loro lo shampoo e il lavaggio del cervello, chi di lanciare improbabili twitter aziendali, chi di provare a vendere la propria pubblicità in modo slegato e indipendente da Google…

Pubblicità in homepage

Su Google. Per l’HTC Magic con Vodafone. A 149€ in abbonamento a 50€ al mese, oppure con ricaricabile ma non si capisce bene con quale piano tariffario e con che costo per i dati.
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Google turns 10

It was on September 7, 1998, dice Slashdot]. In dieci anni, Google ha cambiato il mondo. Alla domanda di Slashdot, però, vale la pena di rispondere: Is the world a better place because of Google? Sì, in generale, soprattutto per gli utenti comuni e per chi gestisce piccoli business.

No, invece, secondo me, per come le grandi aziende affrontano Internet. Negli anni in cui Google iniziava a lanciare Adwords, il panorama media del web era stato sconvolto dal crash delle dotcom. Non si capiva più nulla, e vi era se non altro la possiblità che le aziende capissero che per molte di esse il modello di presenza sul web basato sull’acquisto di advertising non avesse senso. Un passo alla volta, e poi a balzi sempre più grandi, invece, Google ha ridato dignità e reso anzi ormai quasi necessario spendere soldi a palate in advertising sul web, cosa che imho non ha molto senso tranne che per le aziende che fanno direct marketing. Oggi, investire con Google è come investire su Canale5: è molto più facile che tu venga licenziato se non lo fai, che se lo fai male. Quante sono, viceversa, le aziende che hanno sperimentato davvero cosa vuol dire avere una presenza non solo sul web ma anche in mezzo al web e con il web? Ben poche. Intanto Google, che di pubblicità non ne ha mai fatta, va avanti alla grande. Con un duplice obiettivo: “to organise the world’s information” e, dico io, “to publish all the ads that’s fit to publish”. E visto che hanno una capitalizzazione di Borsa che è 80 volte quella del NY Times, hanno ragione loro.