Irreale

Milano questi 3 giorni è stata irreale.

Sembrava quasi una città e non solo un parcheggio a cielo aperto di automobili.

E’ vero: anche se metà città era via, c’erano ancora auto parcheggiate sui marciapiedi. Purtroppo non ha infatti senso spostarle anche se ci sono posti liberi, perché lì la multa non la si prende quasi mai, mentre in strada ogni tanto se fanno il lavaggio strade sì.
(perché, poi, c’è il lavaggio strade mentre invece il lavaggio marciapiedi non lo si fa?)

No. Milano di solito è irreale

E’ un paesone (guarda la pianta della città) nella pianura padana e senza vento, dove d’inverno non piove e c’è alta pressione mista a nebbia, di solo 1 milione e 350 mila abitanti e con 700 mila auto private di cui almeno 100 mila parcheggiate dove è vietato, in curva, sulle aiuole, sui marciapiedi, in mezzo al poco verde dove giocano i bambini.

Aggiungi a queste 700 mila auto dei milanesi altre 700-800 mila auto di chi viene in città da fuori tutti i giorni feriali, ed è fatta. Non è una città. E’ un posto dove andare in bici è pericoloso e camminare vuol dire fare lo slalom fra auto parcheggiate sui marciapiedi. E se sei su una carrozzella: niente slalom, e quindi non esci mai di casa.

E’ un posto dove ti senti strano, alternativo, amano dire a sinistra, oppure semplicemente non normale, ad andare in giro a piedi, e ogni tanto vieni pure fermato dalla polizia perché stai camminando velocemente (a me è capitato). Un posto dove i genitori portano i figli a scuola in auto “perché là fuori con tutte quelle auto è pericoloso”.

E’ un posto malato di automobili. Un posto letteralmente dipendente, come nel senso di una tossicodipendenza, dall’automobile che viene usata anche per fare 300 metri per andare a comprare il pane o il giornale. Tanto la lascio in mezzo alla strada “per un minutino”. E, tornato indietro, la posteggio comodamente sul marciapiede sotto casa.

Poi la sera la prendo di nuovo per andare in palestra a fare una lezione di “bike”.

Cosa fare?

Visto che il clima non lo si può cambiare e le strade non le si possono allargare (e non servirebbe a nulla), si può provare a intervenire solo su due variabili: lo spazio e il tempo.

Lo spazio

Si può (si deve!) provare a dare accesso a tutta la città (non solo al centro) solo a chi paga un ticket; oppure solo a chi ha la targa pari o dispari; oppure anche a nessuno, bloccando del tutto il traffico privato. Sì, si può fare. E no, non è vero che “mancano le metro” (che poi a Milano al limite si dice: i metrò, che è maschile). O che è necessario un piano di ferrovie.

Sono tutte cazzate che vanno bene per chi ha poca voglia di fare. Quel minimo sindacale per poter essere considerato “di sinistra” sì, ma cambiare veramente le cose no. Togli tutte le auto, e i bus ci mettono metà del tempo. Senza aver fatto nulla, è come se tu avessi raddoppiato i mezzi. Se li raddoppi davvero, senza auto di fatto li hai quadruplicati.

No, non si può fare dall’oggi al domani. Dall’oggi al domani si può solo sperare che venga a piovere. Ma lo si può fare alla grande in 5 anni di governo della città. Nel primo anno lo si inizia a fare in alcune zone della città. All’inizio ti minacceranno di morte, ma se lo fai bene poi avrai le mamme che ti chiederanno di farlo anche nei loro quartieri.

Il tempo

Se non si ha il coraggio di cambiare le cose, se si è convinti che sia da adulti intelligenti passare ore e ore seduti in coda su delle costose stufe che inquinano per andare a 20 km/h lamentandosi del “traffico” (che sono sempre gli altri, mentre in realtà non sei bloccato nel traffico: sei il traffico!), che almeno si risparmi questo strazio ai bambini e ai ragazzi.

Questi tre giorni di 6 ore di blocco del traffico non hanno risolto nulla dal punto di vista dell’inquinamento, ma ci hanno dato una città a misura d’uomo, silenziosa, senza stronzi che suonano il clacson, con gente che passeggia. Ho visto addirittura una persona in giro su una carrozzella, che è la normalità in una città normale e una stranezza a Milano.

Possiamo avere un blocco del traffico tutto l’anno almeno dalle 9 alle 17? Le scuole le facciamo iniziare alle 9.30, e diamo la possibilità ai bambini e ai ragazzi di andare a scuola a piedi o in bici, da soli o accompagnati da qualche mamma o da qualche nonno, in una città che abbia le fattezze, almeno per quelle ore, di una città civile e per bene.

 

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