Ma quale “governabilità”?

La “governabilità” è un falso problema. Il Paese per ora – nell’attesa che sparisca il PD – è diviso in 3: chi sta con Silvio, chi sta con chi sta con Silvio e chi è stanco di questo balletto.

Con il Paese così spaccato, esiste una Legge Elettorale capace di far uscire una maggioranza in grado di governare? E se esiste, è una Legge da scegliere o da evitare? (vedi Cile, 1970).

Quello che invece è davvero necessario è che ci sia finalmente una Legge Elettorale che lasci decidere ai cittadini, in collegi tutti uninominali, da chi vogliono essere rappresentati a Roma.

Ovviamente, andremo nella direzione esattamente opposta. Torneremo a un bel proporzionale, e cancelleranno un altro referendum, quello col quale gli italiani avevano detto basta al proporzionale.

Poi tu chiamala, se vuoi, “democrazia”.

22 maggio 2013 -- 3 commenti

Fare soldi con la politica

Sono “indignati” perché Grillo guadagnerebbe col blog.

Ma tanto per iniziare: indignati de che?
Siete al governo con B. e ancora volete parlare?

Altro che biowashball: sono convinti che Grillo e il riccioluto
abbiano messo su tutto questo circo per “portare ‘audience’
al blog” e quindi per “fare soldi con la politica”.

Capito? Non sono i politici incapaci e che prendono soldi
come se piovesse e benefit assurdi a fare soldi con la politica.

Non sono i loro amici che controllano “pacchetti di voti”
e piazzano in banche (MPS?), fondazioni, ASL, ospedali,
partecipate, A2A, SEA, Expo, Alitalia, Trenitalia etc.

Non sono i capitalisti grandi e piccoli attaccati alla
sottana dello Stato, da chi fa le rotonde e i marciapiedi
per i comuni e trova il modo di sapere quanto offrono
i suoi competitor nella gara, o magari viene solo lui
a sapere di una gara e poi casualmente vince…

…fino ai grandi, gli Gnutti&co a cui regalano Telecom,
i Benetton a cui regalano Autostrade, gli Agnelli a
cui regalano soldi da 50 anni (e Alfa Romeo, distrutta),
i criminali che speculano sulla salute degli altri a Taranto,
o Berlusconi a cui regalano le frequenze televisive…

No, non sono questi a fare soldi con la politica.

Quello che “fa soldi con la politica”, a sentire queste
teste di cazzo, è uno di 65 anni, uno che 30 anni fa già
si poteva permettere la Ferrari, uno che col suo lavoro
onesto nel 2005 ha dichiarato 4 milioni di Euro, e ora
gira in camper per tutta Italia e si fa un culo così gratis
perché si è rotto i coglioni di questa gente di merda.

22 maggio 2013 -- 0 commenti

Anni (a) Novanta

Gli anni ’90, segnati dalla vittoria sul comunismo, passeranno alla storia come il decennio più ideologico di sempre: gli anni della “fine della storia” (LOL), del “mercato” e della globalizzazione.

22 maggio 2013 -- 0 commenti

Che acquisisca…

“Che acquisisca personalità giuridica, e poi vediamo quanti voti prende…”

(cit, Patrizia Arria)

21 maggio 2013 -- 0 commenti

La (mia) verità su Casaleggio e il M5S

Se vuoi ti dò la mia opinione. Però ti chiedo gentilmente di ricordarti (e di riportare, se vorrai parlare della mia opinione; se invece metti un link a questo post, basta quello) che: non sono iscritto al M5S; non ho informazioni riservate di nessun tipo; non ho mai conosciuto Casaleggio.

E allora? Io ho un’opinione su tutto, anche su cose di cui non so nulla. E comunque di sicuro ho più conoscenze del campo web e più “immaginazione sociologica” (Giddens, mi pare) di coloro che hanno aiutato la Gabanelli a mettere insieme un servizio francamente un po’ scarsino.

E i proventi della vendita dei panini con la salamella
alle Feste de L’Unità vanno nelle casse del PD?

Tutta qui la grande inchiesta? You can do better, Milena!

Dunque: Casaleggio è un manager e un imprenditore. Bravo o meno bravo, a seconda dei punti di vista. Però sarebbe bene essere coerenti, e non dire un giorno che è un esperto a “manipolare le masse” (detto da gente che invitava a votare PD per “smacchiare il giaguaro”, e/o da gente che ha votato PD, poi) e il giorno dopo che è un incapace. O l’una o l’altra cosa.

Casaleggio ha una piccola (dieci? venti persone?) azienda che si occupa di comunicazione sul web. Negli ultimi 3 anni, sempre più risorse aziendali sono state impegnate per sostenere il M5S. Probabilmente gratis et amore dei, o certo non alle tariffe a cui potrebbe vendere i suoi servizi a chi produce dentifrici o automobili (“manipolare le masse”, remember?).

A questo punto, Casaleggio si è accorto di una cosa: non solo il M5S può cambiare il Paese; lui e la sua società hanno anche la possibilità di creare “un social network” (non sarò io a dirti su quale modello) che potrebbe da un lato aiutare e molto il Movimento 5 Stelle, e dall’altro diventare un nuovo polo editoriale di primissimo livello in Italia, ben oltre l’attuale blog.

Se riuscisse in questa operazione, potrebbe non solo scardinare il sistema dell’informazione – tanto per essere chiari: secondo me ci sono le potenzialità per diventare più grandi di Corriere.it e Repubblica.it – ma anche rientrare in senso economico dell’investimento in tempo, risorse, passione, impegno, mancati guadagni e rischi che si è assunto in questi anni.

Al tempo stesso, potrebbe dare gratis – sostenuto dalla pubblicità e potenzialmente guadagnando dei soldi dall’operazione – uno straordinario strumento di lotta, organizzazione e informazione al Movimento. E’ il sogno di tutti: fare quello che ti appassiona e guadagnarci anche. Tanto? Poco? Non ne ho idea. Time will tell. Corriere.it e Repubblica.it sono in perdita.

Te lo ripeto un’altra volta: non so nulla, sto solo fantasticando. E magari, chissà, ci sono invece davvero dei piani oscuri che io non riesco a vedere. Ma se le cose invece stessero più o meno così, ci sarebbe qualcosa di grave? E se anche fosse (ed è da dimostrare), chi ha l’autorità morale per dirlo? I partiti coi loro giornali privati che paghiamo tutti e non legge nessuno?

I grandi gruppi industriali coi loro giornali, così legati a doppio filo ai partiti, al punto che Montanelli diceva che se da un giornale se ne andava via un giornalista “in quota a un certo partito”, veniva sostituito da un altro dello stesso partito, anche se il primo si occupava di politica estera e quello nuovo era un esperto di ciclismo? (poi per forza che il livello è quello che è)

I partiti che non hanno più nulla da dire, che hanno smesso di andare nelle piazze e di dare retta alla propria base, che ormai vanno in giro solo sotto scorta o vanno in tivù a dire sempre le stesse banalità nella loro RAI lottizzata? I partiti che nessuno segue sul web, nelle loro rispettive pagliacciate pagate coi soldi pubblici, che siano ForzaSilvio.it o YouDEM.it? Parliamone.

21 maggio 2013 -- 4 commenti

Sostenere il Compagno B.

La proposta Finocchiaro-Zanda è una non tanto velata minaccia di tipo mafioso:
insistete a votare per l’ineleggibilità di B, e noi vi facciamo fuori.

21 maggio 2013 -- 5 commenti

Bisogna essere dei geni (o dei criminali)

Il tuo partito è presente in modo capillare sul territorio, con sedi, volontari etc. Il tuo avversario, invece, è l’uomo più ricco del Paese nonché proprietario di tre televisioni. Dove vai a trovare un modello per il tuo partito post-comunista e post-democristiano? Negli Stati Uniti, dove le elezioni costano miliardi di dollari e si vincono o perdono in televisione da 50 anni a questa parte.

Poi arriva uno che fa quello che hai smesso di fare da anni, va in piazza, parla con la gente, si confronta, parla con le associazioni e i movimenti, usa il web e non la tivù (il web per il PD = YouDem), dice ai cittadini che devono impegnarsi, fa democrazia dal basso, e tu cosa fai? Prima lo chiami “fascista” e dici che è meglio votare per Berlusconi, e poi cerchi di escluderlo dalle elezioni.

20 maggio 2013 -- 2 commenti

Tradimento annunciato?

Fin dal nome, intendo. “Partito Democratico”. Aiò, what’s America? Che richiamarsi alla Resistenza faceva schifo. Alla Resistenza di tutti, intendo, anche ma non solo dei comunisti. No, scherzi, meglio guardare altrove, in quello stesso fritto misto che ci ha propinato in videocassetta da direttore de L’Unità: li Kennedy, Easy Rider, Hollywood, un po’ di Woodstock, Martin Luther King.

Guai a toccarglielo, Martin Luther King. Ti ricordi quando Berlusconi disse che anche lui aveva un sogno? E no, eh. Quello è un sogno nostro e guai a chi lo tocca. Fammi capire, Veltroni: se uno avesse – certo, non è il caso del Banana, il vostro alleato – il sogno di un Paese più efficiente, più snello, meno conflittuale, più aperto a chi vuole rischiare in proprio… no, quello non va bene?

Partito Democratico. Un’America che quasi non esiste. Ci siamo fatti vendere un’auto usata da uno che probabilmente non sa neanche l’inglese. Quella, al limite, è la ControAmerica.

20 maggio 2013 -- 0 commenti

Crisi ideologica

Crisi ideologica in vista per il PD: non ci sono più nè il comunismo, nè la Torino-Lione.

Ah, sì, e sono anche al governo con Berlusconi da 18 mesi…

20 maggio 2013 -- 0 commenti

Alberto San Juan

Ma allora non è solo Grillo che ha certi grilli per la testa…

Encara no conoixem la democràcia. Ni Stalin era comunista, ni Aznar, Zapatero i Rajoy són demòcrates. Una democràcia ha de ser un sistema en què el conjunt dels ciutadans gestionin i decideixin com volen que sigui la societat i com volen organitzar-se per conviure. La classe política hem de ser tots, no els polítics professionals. No ha d’existir la professió de polític, tots hem de ser éssers polítics. I a l’hora de fer juntes de govern o el que sigui, ja anirem trobant gent i fent torns. Sempre hi ha gent amb més capacitat de dinamitzar, d’organitzar i de dirigir, però controlats pels ciutadans de manera directa i partecipativa.

E inoltre…

Riure és una arma revolucionària fonamental. Si estàs amargat no pots fer la revolució, perquè acabes acceptant la guillotina.

- Alberto San Juan, actor

E domani compro Democrazia senza partiti di Adriano Olivetti.

20 maggio 2013 -- 0 commenti