dotcoma torna a tirare!

No, non sono i visitatori. Venti mila visitatori al mese non li facciamo più dai
(bei) tempi in cui Berta filava. Sono i commenti di spam. Ma è già qualcosa.

L’Unità

“Hanno ucciso L’Unità”. “E’ stato il fuoco amico”. “Rimarremo qui a combattere”. Signori, non siete nel Chapas a fare i guerriglieri. Avevate un lavoro interessante e ben pagato. Poi il mondo cambia, e anche voi siete cambiati. Probabilmente, in direzioni opposte. Per un motivo o per l’altro, l’azienda non va più bene. Nessuno legge più quello che scrivete. Neppure nel PD, pare. In bocca al lupo!

Getting ready to relaunch

Yesterday was a great day – thanks to those who helped me out!

My to-do list for later this morning:

1. add a Twitter button to the blog, and probably get rid of trackbacks.
As I must have written before somewhere, Twitter is the new trackback.

2. check if my Facebook button is ok or if it’s better to switch to the
official one by Facebook. I can’t think of why I should. Can you?

3. decide what to do about comments. Here it gets tricky. Facebook would
be the obvious choice for any blog interested in “getting traffic”, right?
But that’s not us. Plus, they don’t back up comments to my database.
Plus, I already have some comments lost in an xml file by IntenseDebate
I’d actually love to get back. Is there any smart hack to get both those ID
comments and my WordPress comments into either Disqus or LiveFyre?

4. or is there a way to hack Facebook comments and push those comments
to wp? Because, come to think of it… we don’t mind traffic, do we?

5. is Feedburner still the option that sucks the least for RSS feeds?
Can they help me create a feed for a single category, like posts in English?

Oh, yes: we tweet.

And we track you with Doubleclick. We like “conversations”, you know.

Si accettano suggerimenti…

Nuovo dotcoma. Homepage solo con post in inglese. Più semplice del previsto: basta mettere i post che vuoi che compaiano in homepage in una (o più) categoria(e), e poi richiamarli così.

Ho ancora tre o quattro cose da mettere a posto.

Si accettano suggerimenti :)

1. togliere quel “dotcoma »” da davanti al titolo del post (permalink), che va bene che non me ne frega del SEO, ma a tutto c’è un limite.

> done! Grazie Andrea!

Installato All In One SEO Pack e ci pensa lui :)

2. mettere data e numero di commenti, ovvero: “28 luglio 2014 — 0 commenti”, in inglese. Anche questo dovrebbe essere banale, ma…

> done! Grazie Paolo!

Cambiato: define(‘WPLANG’, ‘it_IT’); in: define(‘WPLANG’, ”); in wp-config.php

3-4. mettere un plugin per far vedere quanti tweet, retweet etc vengono fatti dei miei brillantissimi post. O anche un’integrazione più profonda. E magari passare a far gestire i commenti con Facebook, anche se il precedente tentativo, con IntenseDebate, non era andato bene…

> idee?

Per chi fosse interessato a queste cose, il nuovo piano editoriale prevede homepage e Twitter nella lingua della perfida Albione, e Facebook (e gli altri post, nascosti) per l’italico chiacchiericcio.

La Lista Tsipras

Riflettevo l’altro giorno mentre ero seduto sulla tazza del cesso (e dove, se no?) sul grande successo della Lista Tsipras. Sì, insomma, sono arrivati sopra il 4% e quindi mandano gente al Parlamento Europeo. Poi litigano fra di loro perché una “che ci aveva messo il nome solo per tirar su voti”, che a me sembra una cosa gravissima, poi decide invece di andare al Parlamento Europeo a prendere i soldi (a lavorare, si vedrà). E, ovviamente, litigano le “diverse anime” (clan) di un partitino da 4% : siamo più di sinistra noi, no, noi, noi siamo pro-Palestina, noi anche pro-zingari, noi pro-zingari gay, noi anche pro-zingari ebrei etc. Tutto questo mentre le fabbriche chiudono e il Paese affonda.

Grande successo? Ma Bertinotti non aveva il 10% dei voti? Il buon Alexis, che immagino (o almeno spero) molto pentito di aver prestato il proprio nome a sti cialtroni, in Grecia ha preso il 26,58%. Podemos, creata davvero dal nulla – non dai resti ormai putrescenti dell’ex-ex-comunismo – in 6 mesi e senza una lira di finanziamento pubblico, in Spagna ha preso l’8%. Questi hanno sì e no tenuto i voti che avevano, hanno lanciato un altro “brand” che fra un anno sparirà, hanno litigato come al solito come delle checche isteriche, non hanno costruito nulla e alle prossime elezioni vere torneranno a baciare il culo al PDD* di Renzi. E lo chiamano successo. Basta mettersi d’accordo sulle parole.

* Partito Diversamente Democratico