Agli uomini italiani

Vorrei scrivere due righe agli uomini italiani basate sulla mia “esperienza mio malgrado” con i gay non troppo gay (nel senso di non troppo felici) della mia palestra. Uomini italiani, se vedete una donna che vi interessa, ditele: CIAO! Se non vi risponde, o se vi risponde: che cazzo vuoi, come io risponderei di sicuro a uno di questi gay-non-gay che più che fissarti non sanno fare, incassa, porta a casa, stai zitto e non darle mai più fastidio in vita tua a meno che non venga lei a cercarti. Smettetela, dio santo, di fissare le donne. Grazie.

Euro sì Euro no

L’Euro come noto è una pessima idea del piccoletto francese e del panzone tedesco.

Il Professor Mortadella — che nessuno dica che le cazzate le sparava solo Berlusconi — disse che ci avrebbe consentito di guadagnare come se avessimo lavorato un giorno di più lavorando un giorno di meno. La Thatcher (guarda un po’ se mi tocca difendere anche la Thatcher), che è di destra e quindi come noto non capisce nulla o almeno così ci dissero, disse che avrebbe stritolato le economie più deboli e periferiche.

Poi ho pensato che anche Montanelli era di destra. E Falcone. E Borsellino. E Travaglio.

E mi sono chiesto: e se per caso questi di destra fossero semplicemente dei realisti, e quelli di sinistra invece quelli che invece di andare a lezione si facevano le canne?

Dittatura dei partiti

E’ incredibile il successo e l’eco mediatica che hanno i tentativi anche più patetici e maldestri di dividere gli italiani su temi totalmente irrilevanti quali le adozioni gay. Totalmente irrilevanti perché è al governo la cosiddetta “sinistra” da un anno e mezzo, e non solo non hanno fatto nessuna legge in tal senso, ma non vi è nessuna proposta in tal senso, e nessuno farà mai una legge in tal senso in Italia. L’unica cosa che hanno abbozzato finora è una “riforma” della Costituzione che non avevano mai detto di voler fare. E l’hanno fatta alleandosi con la cosiddetta “destra” e con un condannato in via definitiva.

E se per caso un giorno gli italiani si dovessero pronunciare a favore delle adozioni da parte di coppie gay o di single attraverso un referendum, peraltro resi più difficili dal governo del “Partito Diversamente Democratico” al governo, è pressoché sicuro che i partiti lo ignoreranno. Come hanno già ignorato il referendum sul sistema elettorale maggioritario per la scelta dei parlamentari e quello sul finanziamento pubblico ai partiti. Come avrebbero fatto sul nucleare se non ci fosse stata Fukushima e una levata di scudi degli italiani, e come hanno fatto e stanno facendo con quello sull’acqua pubblica.

Perché l’Italia non è una “democrazia”. L’Italia è una dittatura dei partiti.

Una dittatura di partiti disonesti, incapaci, legati al gioco d’azzardo e alle mafie.

Pubblicità su Instagram

Pensa che strano: stanno iniziando a vendere pubblicità su Instagram !

Per nulla strano, invece, che coloro che dieci anni fa si sarebbero strappati le vesti se avesse fatto una cosa del genere Flickr siano invece tranquillamente e placidamente a favore della novità. Aveva ragione Churchill: non essere progressista da giovane vuol dire essere senza cuore; non essere conservatore da più anziano vuol dire essere senza cervello.

Detto questo, non serve la sfera di cristallo per indovinare cosa succederà.

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Brand Milano

Nella supposta — nel senso di medicina che si assume per via rettale — capitale del design fanno siti con una grafica così. Ti prego di notare la bella scritta chic (shit?) in blu.

Cosa c’entrerà, poi, il BikeMi con il Semestre Europeo lo sa il cielo. Li vanno a prendere in bicicletta a Linate, dove hanno riempito Viale Forlanini delle bandiere dei 28 Paesi UE?

E i delegati UE faranno finta di non ricordarsi dei soldi che l’Unione Europea ha dato all’Italia per la costruzione dell’aeroporto di Malpensa che ora giace semi abbandonato?

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A cosa serve Facebook

Ti sei mai chiesto a cosa serve Facebook? E a cosa serve Facebook alle aziende?

Ho appena dato un’occhiata a oltre 2700 post di questo blog per assegnarli a una categoria e fare un po’ di ordine. Ne ho buttati via oltre il 10%. Ecco a cosa serve — a cosa sarebbe servito — Facebook. Per le cazzate: per i post scritti al volo mentre guardi Ballarò o i Mondiali di calcio. Per roba troppo personale. Per gli sfoghi. Per cose estemporanee.

E Twitter? Beh, è ovvio: Twitter per le cazzate di max 140 caratteri. Nel mio caso: Facebook per cazzate più lunghette ma non troppo e in italiano, e Twitter per cazzate più brevi e in inglese. Qualunque cosa per la quale fosse valsa la pena di buttare via almeno 5 minuti per scriverla in modo decente avrei dovuto scriverla sul blog, e non su Facebook.

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