Prima si racconta ai quattro venti che si sta parlando con Guardiola, chiaramente inavvicinabile. Poi con Ancelotti, che ne ha già abbastanza della nazionale brasiliana. Forse per far vedere che ci hanno provato con i migliori. Con lo svantaggio che a questo punto qualunque candidato sembrerà una seconda o terza scelta.
Ed ecco la mossa geniale: Maldini e Leonardo puntano su un loro amico che in panchina non ha fatto che raccogliere insuccessi ed esoneri, un anno alla Juventus, uno in una sconosciuta squadra turca, poi in Serie B con la Sampdoria — e che attualmente è allenatore di una squadra di Serie B di Dubai e, non bastasse, testimonial di un’azienda di scommesse russa molto vicina a Putin.
Maldini, Leonardo e Pirlo continuino pure con quello che facevano prima.

