In treno. Lei: una bimba, e in attesa del secondo. Ma degli occhi azzurri tondi e davvero pazzeschi. E: zero trucco, zero rossetto, zero orecchini, zero anelli (del tutto), zero braccialetti, zero catenine, zero tatuaggi. Come le italiane ;-)
Arriviamo in stazione, e tira giù tutto da sola, passeggino, borsa etc. La bimba, un paio d’anni, una piccola peste bionda e con gli occhi azzurri, è di fianco a me. Le dò la mano, la prende, scende da sola e mi ringrazia. Ah, douce France!
Unitevi. No, unitevi no, che mi sembra che siate già fin troppo uniti e amici e amiconi e di sicuro troppo accondiscenti l’uno dei confronti dell’altro. Piuttosto: svejatevi, cazzo!
Mercoledì scorso, Digg ha lanciato la v4, la già allora molto discussa nuova versione del sito. Risultato: un solo (mini) post in tutto in lingua italiana. Da lì, è andata solo peggio: le polemiche, furiose, sono montate: sia perchè il sito aveva ancora dei bug importanti, oltre che delle funzionalità che nessuno aveva richiesto, sia, soprattutto, perchè permetteva ai grandi editori, la CNN, la BBC, Time, Newsweek, Mashable, CNET etc, di dare in pasto l’intero feed dei propri post al sistema, col risultato di procurare una notevole limitazione sia della varietà delle fonti, il che è male per tutti, sia dell’importanza di chi passa ore e ore a cercare notizie strane per condividerle sul sito e arrivare ad avere una certa fama sul sito stesso. Ieri si è consumato il cosiddetto Abandon Digg Day [ADD] e per protesta molti utenti hanno votato fino in cima alla pagina di Digg diversi articoli provenienti dal sito rivale reddit, e tantissimi hanno chiesto la cancellazione del proprio account, e sono poi confluiti su reddit stesso, dove siamo molto preoccupati per l’arrivo delle incolte masse e per quello che rischia di essere un Eternal September. Una pippa come tante, dirai. Sì, certo. Ma più grande di tante altre, e in teoria di una certa importanza per tutti questi autoproclamatisi Social Media Expert e Community Manager italici, nessuno dei quali ha speso una sola parola sull’avvenimento…
Incontrato numero due ragazze che conosco – una bionda e una mora – in giro in bici, questa sera. Milano, non è arrivata l’ora di mettere al bando tutte quelle automobili di merda? Yes We Can.
Il Presidente Berlusconi rappresenta tutto ciò che di meglio c’è in noi italiani.
- Sandro Bondi
Anche se non l’avesse mai detto, come fa a smentire una roba del genere? ;-)
1) non è possibile forzare wordpress in modo che, per chi lo voglia, non debba più essere necessario fare login ogni volta che si arriva sul sito?
2) non è possibile, poi, far sì che, cliccando sul mio nickname dalla home, io possa vedere gli ultimi commenti che ho inserito e gli eventuali commenti inseriti dopo il mio commento?
I blog hanno dato un contributo importante a un annoso problema della civiltà italica. Non ti è mai capitato, a un convengo, di imbatterti in uno di quelli che, a fine presentazione, fanno domande più lunghe della presentazione stessa, e con il solo scopo di farsi belli e di far vedere che ne sanno di più o hanno letto di più del relatore stesso? Ecco, oggi possono fare un bel post, mandare un bel trackback o anche, se molto molesti, appiccicare il loro post nei commenti. E noi, passare oltre.
Siamo già, più o meno, arrivati a essere d’accordo che se vuoi fare il consulente di qualcuno per i cosiddetti “Social Media” è bene che, come minimo, tu sia esperto anche di qualcos’altro, oltre che dei social media stessi. Che so, di pubblicità, di relazioni pubbliche, e di come affrontare una crisi di PR, o di direct marketing, se vuoi, o pensi di, poter vendere direttamente via Twitter quanto vende Dell – il che però abbiamo già scoperto voler dire: poco.
Ci sono almeno altri due post che andrebbero letti al riguardo: questo, molto divertente, di uno che ce l’ha fatta ad abbandonare prima tutti i social-cosi e poi anche Twitter, dopo aver smesso con l’alcool.
E quest’altro, di un giovane imprenditore, che ci dice che
Tweeting, Tumblring, Facebooking, blogging, etc., are all routine tasks that can be performed by any person out there with basic English skills and a friendly personality
e che
It’s a fantasy that having 100 or 1,000 more friends or followers will bring you more business even though social networks are nothing more than echo chambers in which nobody is listening.
Ma il punto fondamentale, secondo me, è un altro ancora: perchè mai un’azienda dovrebbe affidare a terzi la propria presenza e la propria voce sul web, ovvero in un mondo dove le cose sono più semplici, dove non deve produrre complicati spot per la tivù, e dove potrebbe, finalmente, fare a meno di intermediari, e aprirsi ai propri clienti per davvero, e non solo far finta di farlo, e magari anche rendere i propri dipendenti raggiungibili dai propri clienti?
Risposta: per lo stesso (pessimo) motivo per cui non hanno mai imparato a usare il web, per lo stesso motivo per cui continuano a fare siti web imbalsamati, per lo stesso motivo per cui continuano a voler controllare i messaggi esattamente come se fossimo negli anni ’50, con Eisenhower Presidente degli Stati Uniti, e non Obama: per paura. Vuoi davvero aprire la tua azienda al web, e/o ai Social Media, che è poi la stessa cosa? Fantastico!
Innanzitutto, devi dare accesso a Internet a tutti i tuoi dipendenti. In secondo luogo, devi incoraggiare tutti i tuoi dipendenti a usare un po’ il web, e anche Facebook e Twitter etc. dall’ufficio. E poi, vedere cosa succede. Quelli che leggono solo il sito della Gazzetta, forse tanto vale togliere loro la possibilità di usare il web. Quelli che, con intelligenza, cercano da soli di capire se possono fare qualcosa di utile per l’azienda con questi strumenti, invece, vanno incoraggiati.
Perchè un’azienda che utilizza il web e/o i Social Media come se fosse un altro strumento di PR anni ’50, con brochure, comunicati stampa, controllo dei messaggi, e uno solo che parla, il responsabile PR, che è quello ufficialmente designato dall’azienda e ha il compito di parlare un linguaggio biforcuto che i tuoi clienti ormai odiano, è, secondo me, un’azienda che potrebbe anche fare a meno di far finta di essere così ggiovane, cool, duepuntozero e che capisce come va il mondo.
E, viceversa, un’azienda che decidesse se non di abbattere del tutto, almeno di provare a diminuire la distanza fra chi è dentro l’azienda, nella famosa torre di avorio e vetro, e cioè i dipendenti tutti, quelli che ne sanno più dei PR, e chi è fuori, e che compra i suoi prodotti, è un’azienda che, per la prima volta da un secolo, può provare davvero a iniziare o a riprendere il filo di un discorso con i propri clienti che l’era del mass marketing aveva cancellato e, di fatto, reso impraticabile.
E’ da elogiare.
Un amico giornalista di sinistra – di cui evito di dire nome, cognome, il giornale per cui scrive etc, visto che queste cose le ha scritte su Facebook, il che è come dire al bar fra amici, e visto che spero non scriva queste cose anche sul giornale per il quale scrive – si chiede:
se l’aggressione a Maroni invece che a Bergamo, ad opera di attuali o potenziali elettori del partito del ministro, fosse avvenuta a Napoli, quali reazioni staremmo avendo adesso da parte del governo?
Secondo me la domanda in sé è lecita. Io non ho una risposta. So però dirti cosa ha scritto la Padania riguardo agli ultras dell’Atalanta “potenziali elettori del partito del Ministro”, ovvero:
E’ successo che alla festa della Lega Nord a Bergamo i terroristi hanno sfidato lo Stato.
L’articolo di Luciano Dussin è disponibile sul sito della rassegna stampa della Camera dei Deputati, e ora anche su Scribd. Aspetto qualcosa del genere anche sui giornali di sinistra, anche se il Ministro degli Interni è della Lega. Scusami, adesso, ma esco un secondo a comprare la Padania.
Io un post più autolesionista di questo Diventare “Esperti Social Media” di Elena onestamente non so se l’ho mai letto. Tra l’altro, sembra scritto da Veltroni.
Visto che sarò via il weekend, e che ho voglia di staccare un po’, che gli ultimi post su Vendola sono stati davvero un parto, e visto che me ne stanno succedendo di tutti i colori, e che ieri sera ai Giardinetti di Porta Venezia a Milano ho pure rischiato, terzo arrivato dopo due altri ragazzi in bici ben più coraggiosi di me, pure di prenderle, per difendere un ragazzo gay già aggredito da due albanesi, di cui uno davvero grande grosso e cattivo…
Ecco, dicevo: visto che fra un paio di settimane ci sarà la BlogFest, riusciamo a mettere insieme una domanda decente – almeno una – da fare a Franco Bernabé? Che ne so, qualcosa del tipo…
Ma con tutto l’ottimo lavoro che Telecom Italia sta facendo, fra Venice Session e altro, riguardo all’innovazione, è mai possibile che non si riesca a fare proprio nulla per far migliorare i conti dell’azienda senza licenziare persone a migliaia alla volta?
Una cosa così, anche semplice, almeno per far capire che anche se nessun blogger posta più nulla di negativo contro Telecom Italia, le notizie, almeno, le leggiamo ancora. E la tua domanda è…?
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