Fascismo

Fascismo oggi può voler dire solo due cose:

1) Occupazione sistematica dei mass media, e narrazione orribilmente di parte dei fatti. Ovvero, quello che succede in Italia dal 1922 circa, mese di ottobre. Va notato che le cose sono forse fin peggiorate con la Repubblica dei partiti, a partire dagli anni ’70 circa, e peggiorate ulteriormente col PD di Renzi, visto che nessuno pare ergersi contro chi è al potere adesso (dove sono finiti i Moretti, Benigni, i girotondisti etc?).

2) Concezione centralista dello Stato e del potere, basati su una Sacra Costituzione fondante che sembra discendere dai cieli come le Tavole di Mosé e che sarebbe la base su cui si fonda la Nazione, ovviamente “unica e indivisibile”. In questo senso, sono “fascisti” non solo il PP ma anche il PSOE (e ovviamente C’s) in Spagna. Sicuramente il FN, ma forse anche PS e UMP in Francia. E tutti i partiti in Italia, PD incluso.

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E’ curioso che coloro che più di tutti si riempiono la bocca della parola ‘fascismo’, di solito più che altro per dare addosso a chi la pensa diversamente da loro, rientrino in pieno in entrambe le sopra citate definizioni di ‘fascismo’. Parola che per il resto, come scrisse Orwell nella seconda metà degli anni ’40, vuol ormai dire poco:

Many political words are similarly abused. The word ‘Fascism’ has now no meaning except in so far as it signifies ‘something not desirable’.

From: Politics and the English Language, in: Why I Write, page 109.

Il Ministro del Welfare

La scuola italiana può essere spiegata così: invece di insegnarti le 4 figure retoriche più importanti e come le si usano, te ne danno una lista di 30, buone parte delle quali hai difficoltà anche solo a pronunciare. Anni dopo, ti ricordi vagamente che le figure retoriche erano una lunga lista di nomi strani, la sineddoche, quelle robe lì.

Perché lo scopo della scuola italiana, esattamente come lo scopo del giornalismo in Italia, e della società tutta in Italia, non è di insegnare e aiutare a capire il mondo ma, al contrario, di farti pensare che imparare non abbia senso e sia una perdita di tempo, o di farti sentire inadeguato. E che ci pensino gli altri, alle cose importanti.

Così, non è per nulla casuale che lo stesso sistema di potere apostrofi di provincialismo i dialetti oppure chi, come francesi o spagnoli, tende a tradurre tutto nella propria lingua in modo che i propri cittadini possano capire le cose. Cosa ne può sapere mia nonna o tuo zio di cosa dovrebbe fare esattamente il Ministro del Welfare?

Meglio, se non lo capiscono. Che ci pensiamo noi. Noi che abbiamo la conoscenza. Il potere, più che altro. Che se il più grande economista arrivato al governo negli ultimi decenni era uno che ha detto che “Con l’Euro guadagneremo come se lavorassimo un giorno in più, ma lavorando un giorno in meno”, di conoscenza ce ne deve essere poca.

Se fossi un giornalista di sinistra

Disclaimer: non sono né un giornalista, né di sinistra.

Ma se fossi un giornalista di sinistra e mi trovassi di fronte a un Paese o a una parte di Paese contraria alle adozioni di bambini da parte di coppie gay, penso che farei così: andrei a cercare un Paese simile all’Italia in cui tali adozioni sono legali da un po’ di anni, tipo la Spagna; cercherei di scoprire quale percentuale di adottanti sono coppie gay (immagino fra l’1% e il 5%, non il 50%); cercherei di far capire che anche le coppie gay devono passare da tutti i controlli dai quali passano le coppie etero che adottano (mentre per chi non adotta e il bimbo lo fa in casa, basta non usare il goldone); cercherei, perché è giusto farlo, eventuali prove, o mancanza di prove, del fatto che i bambini adottati da coppie gay hanno problemi che gli altri non hanno; infine, e soprattutto, ricorderei agli scettici che i bambini adottati non vengono di solito prelevati da famiglie tipo Mulino Bianco col papà di successo e la mamma 25 enne e bellissima e con 3 figli di cui uno di 12 anni (…) ma, più spesso, da orfanotrofi (dove magari vengono inculati dai preti).

Però non ho mai visto fare un articolo così da nessuno.

Eppure non mi sembra che manchino giornalisti di sinistra, in Italia…

Sinistra Italiana

Sinistra Italiana: un nuovo partito di sinistra “che può puntare al 15%”. Fra coloro che vestono le Clark e i pantaloni di velluto anche al mese di luglio.

Poi quando fallirà o farà l’ennesima alleanza elettorale col PD, qualcuno dirà che lui l’aveva detto, che era chiaro che “non era vera sinistra”. Perché la vera sinistra è sempre altrove, meglio se in un Paese di cui sappiamo poco, oppure un’altra.

Una volta era il comunismo in cui sarebbero scorsi latte e miele per strada a essere rimandato per sempre, come il cristiano “regno dei giusti” che hanno preso a modello. Oggi è addirittura il “partito della sinistra” che è difficile da raggiungere.