Ma quale governabilità?

Incredibile: ancora a parlare di “governabilità” e di “bipolarismo”. Ma gli schieramenti sono tre – a meno che l’incontro di ieri fra Renzi e Berlusconi non significhi che finalmente verranno allo scoperto e presenteranno liste comuni. Ma non penso.

E in un Paese diviso in tre, non c’è legge elettorale che tenga: il Paese non sarà governabile, a meno di fare una legge come quella cilena con cui era stato eletto Allende nel 1970 (e con cui aveva perso per pochissimo nel 1958): chi arriva primo governa.

Però la Consulta probabilmente non sarebbe tanto a favore di una legge elettorale del genere. E anche allora in Cile non andò benissimo, con fasce della società cilena (e gli Stati Uniti, ovviamente) che non accettarono il responso delle urne…

Invece di continuare con questa solfa della “governabilità”, non sarebbe il caso di fare cambiamenti di altro genere, tipo imporre un numero massimo di mandati; imporre la non eleggibilità dei condannati; e soprattutto fare in modo che i cittadini sappiano sempre chi è la persona che stanno votando, prima di votare, e chi è la persona che hanno eletto nel loro collegio (e cosa fa o non fa e cosa vota) dopo le elezioni? Io sarei per collegi uninominali e sistema all’inglese, winner past the post. Altrimenti, collegi comunque molto piccoli, e premi di maggioranza il più piccoli possibili, per evitare che un “nome” importante possa aiutare a portare in Parlamento dei nominati a ruota. E nessuna “alleanza” fra i partiti. Tanto, ripeto, le alleanze le dovranno fare dopo le elezioni comunque! Vedrai: avremo l’esatto contrario. D’altronde, in Italia la “politica” è solo potere e soldi, e sono anni che non si parla di altro se non di formule magiche favorevoli agli uni o agli altri, e quindi all’apparato di potere e clientele della destra o a quello della “sinistra”. Ma tranquilli, che adesso ci pensa Matteo. E Silvio.

Leggi elettorali improbabili

Proporzionale: non ci sarebbe un vincitore. E’ stato abolito da un referendum.
domande senza risposta:
Quanti mandati?
Condannati eleggibili?
Alleanze elettorali?
Chi sceglie chi va “in lista”?

Alla spagnola: un proporzionale (abolito da un referendum) con liste chiuse
(contro cui si è pronunciata la Consulta). Ma di cosa stiamo parlando?
domande senza risposta:
Quanti mandati?
Condannati eleggibili?
Alleanze elettorali?
Chi sceglie chi va “in lista”?

Mattarellum: un uninominale corretto da un 25% di proporzionale. Non penso ci
sarebbe un vincitore con un uninominale secco al 100%, quindi tanto meno così.
domande senza risposta:
Quanti mandati?
Condannati eleggibili?
Alleanze elettorali?
Chi sceglie chi va “in lista”?

Mattarellum corretto: Renzi lo vorrebbe corretto invece da un 15% di premio
a chi ha vinto in più collegi uninominali e un 10% di rappresentatività per gli altri.
Chissà, magari ci potrebbe essere una maggioranza. Ma è una forzatura.
E la Consulta non si é dichiarata contraria ai premi di maggioranza?
domande senza risposta:
Quanti mandati?
Condannati eleggibili?
Alleanze elettorali?
Chi sceglie chi va “in lista”?

Uninominale secco all’inglese: non penso ci sarebbe un vincitore.
Ormai anche il Regno Unito è un sistema tripartitico e fanno le alleanze dopo.
domande senza risposta:
Quanti mandati?
Condannati eleggibili?
Alleanze elettorali?
Chi sceglie chi va “in lista”?

Modello dei sindaci: un mistero. Che si fa, un’unica scheda con scritto
“Vota Peppone” o “Vota Don Camillo” e poi chi vince ha il 60% dei parlamentari
e gli altri si dividono il resto? Oppure ogni (grande) collegio è l’equivalente
di un “sindaco” (o più probabilmente, di un presidente di una provincia, con un
centinaio di collegi) e in ogni grande collegio chi vince si porta dietro n persone
che erano “in lista”? Nel primo caso, saremmo divenuti una Repubblica Presidenziale
senza neppure toccare la Costituzione, e con l’opposizione in un angolo.
Nel secondo, non è assolutamente detto che ci sarebbe una maggioranza.
domande senza risposta:
Quanti mandati?
Condannati eleggibili?
Alleanze elettorali?
Chi sceglie chi va “in lista”?

Howl 2.0

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– Ryder Ripps, Howl 2.0

“Telecomandati”

Quante volte i piddini, cioè quelli che hanno votato tutti per la fiducia alla Cancellieri, hanno dato dei “telecomandati” ai parlamentari del M5S?

E quante volte, invece, hanno chiamato “telecomandati” in questi 20 anni i parlamentari del loro ex alleato proprietario di tre televisioni? Mai? Ecco.