giornali senza giornalisti (e giornali senza editori)

Dal comunicato sindacale dell’assemblea di redazione del Corriere della Sera:

Non si può discutere sulle basi poste oggi dagli editori: probabilmente, il loro obiettivo reale è di fare dei giornali senza gionalisti. E, quindi, senza informazione.

Ora, a parte il fatto che, se non fosse Natale (che dobbiamo essere tutti più buoni) uno potrebbe anche dire che ci sono già riusciti… La vera domanda è: e voi cosa fate? Ovvero: se loro vogliono fare dei giornali senza giornalisti, voi cosa aspettate a fare dei giornali senza editori?
Perchè se il blog di Beppe Grillo, lanciato circa 20 mesi fa, ha più lettori de La Stampa, 10 blog di giornalisti che hanno qualcosa da dire, che non possono dirla tutta sui giornali di proprietà di banchieri, assicuratori, imprenditori di tutti i settori, dall’edilizia alle telecomunicazioni, come giustamente dicono sempre nel comunicato sindacale, e che sono trattati male, precari etc. e che quindi hanno poco da perdere, sommati fra di loro potrebbero fare altrettanto. E non è neppure necessario che firmino con nome e cognome, tra l’altro, che giustamente quando si è in guerra si è in guerra, e io di sicuro non li accuserei di doppiogiochismo se volessero tenere i piedi in due scarpe. Ma perchè non provare? Perchè non dimostrare a chi vuole dei giornali che non la contano giusta che vi sono persone là fuori che vogliono invece del giornalismo vero?
Ah, forse lo so io, perchè. Ieri sera ho sentito Piero Ottone al Tg1 dire che il grande nemico della carta stampata è la televisione. Quest’invenzione nuova, la televisione…

Pinochet santo subito

Certo, è vero, portava dei cappotti osceni e si accompagnava con uomini equivoci come questo, corresponsabile di 30 milioni di africani sieropositivi… ma per non pochi simpatizzanti (contro i quali io avrei fatto sparare la polizia, tanto per essere chiari) quello lì sì che era un grande uomo…

duepuntozero e trepuntozero

Mettiamo i puntini sulle i (e prima degli zero) : di Web2.0 (o Internet2.0) hanno parlato quelli di Clarence molto prima di O’Reilly e degli altri segaioli d’oltreoceano. Per chi non c’era, si parlò dei dialer e di loghi e suonerie come della salvezza di Internet. Era il 2001: Google era solo un motore di ricerca – e speriamo che ce la facciano a sopravvivere almeno loro, mi dicevano in molti – Adsense te lo potevi sognare e nessuno aveva le simpatiche nuvolette (le tagcloud). Giustamente, quindi, la bla-bla conference dei prossimi giorni a Parigi si chiama Le Web 3 ;-)