giornali senza giornalisti (e giornali senza editori)

Dal comunicato sindacale dell’assemblea di redazione del Corriere della Sera:

Non si può discutere sulle basi poste oggi dagli editori: probabilmente, il loro obiettivo reale è di fare dei giornali senza gionalisti. E, quindi, senza informazione.

Ora, a parte il fatto che, se non fosse Natale (che dobbiamo essere tutti più buoni) uno potrebbe anche dire che ci sono già riusciti… La vera domanda è: e voi cosa fate? Ovvero: se loro vogliono fare dei giornali senza giornalisti, voi cosa aspettate a fare dei giornali senza editori?
Perchè se il blog di Beppe Grillo, lanciato circa 20 mesi fa, ha più lettori de La Stampa, 10 blog di giornalisti che hanno qualcosa da dire, che non possono dirla tutta sui giornali di proprietà di banchieri, assicuratori, imprenditori di tutti i settori, dall’edilizia alle telecomunicazioni, come giustamente dicono sempre nel comunicato sindacale, e che sono trattati male, precari etc. e che quindi hanno poco da perdere, sommati fra di loro potrebbero fare altrettanto. E non è neppure necessario che firmino con nome e cognome, tra l’altro, che giustamente quando si è in guerra si è in guerra, e io di sicuro non li accuserei di doppiogiochismo se volessero tenere i piedi in due scarpe. Ma perchè non provare? Perchè non dimostrare a chi vuole dei giornali che non la contano giusta che vi sono persone là fuori che vogliono invece del giornalismo vero?
Ah, forse lo so io, perchè. Ieri sera ho sentito Piero Ottone al Tg1 dire che il grande nemico della carta stampata è la televisione. Quest’invenzione nuova, la televisione…

17 Responses

  1. Andrea Martines 22 December, 2006 / 12:22

    Al puntualissimo cronista Ottone non potrà certo essere sfuggito il recente sit-in dei rappresentanti dei copisti sotto la sede della Canon.
    Se Eco ha ragione, fra poco vedremo anche il sindacato dei galoppini manifestare contro la diffusione capillare della telescrivente.

  2. Massimo Moruzzi 22 December, 2006 / 12:44

    e i blogger stessi, il giorno in cui Ottone & co. si rendessero conto della loro esistenza, remano contro anche loro…

  3. Tonino 22 December, 2006 / 14:05

    Va bhe ma Ottone non è un bersaglio onorevole dai: è un vecchio nonno un po’ trombone che ad ogni pezzo rampogna placidamente qualche aspetto della ‘modernità’. Come quella volta che se la prese con i motociclisti come simbolo del degrado del consorzio civile e fu subissato di proteste dai centauri imbufaliti.
    Però a differenza di altri con qualche decennio in meno sulle spalle, non fa niente per nascondere la sua trombonaggine, è proprio dichiarata.
    Perché i giornalisti non decidono di lanciarsi in mare aperto non lo so. Ma perché non ci provano i blogger, se bastano davvero due studenti che ci si dedicano a tempo perso a fare il culo a un quotidiano? E le start-up del web 2.0 ‘ndo stanno?
    Oggi ho letto in una delle segnalazioni da fine anno, che non so quale rivista indicava Wikio come una delle realtà più innovative.
    Ho provato finalmente ad andare a vedere: avranno ragione loro eh, a me mi sembra la solita roba con una strizzatina d’occhio al fenomeno wikipedia (quello sì dirompente).
    ciao

  4. Enrico 22 December, 2006 / 14:31

    Massimo ti quoto al 100%.
    ;-)

  5. Maurizio Goetz 22 December, 2006 / 15:19

    Il pane senza panettieri si può fare? :)

  6. Massimo Moruzzi 22 December, 2006 / 16:45

    p.s.
    Antonio, no, secondo me non bastano due blogger a fare il culo a un quotidiano. Dieci professionisti bravi, preparati e capaci e desiderosi di mettersi in gioco forse sì, però.

  7. Roberto Anderlini 22 December, 2006 / 18:16

    > Ma perchè non provare?
    Perchè i lorsignori non vogliono perdere i privilegi che hanno acquisito grazie al nostro denaro di contribuenti; si, perchè è chiaro come il sole che senza sovvenzioni di denaro pubblico (come sarebbe giusto) questi rappresentanti dell’informazione sarebbero tutti a darsi da fare per guadagnarsi la pagnotta.

  8. Massimo Moruzzi 22 December, 2006 / 18:22

    possibile, probabile, auspicabile, anche. ma perchè non ci provano almeno quelli che la pagnotta garantita non ce l’hanno, i precari etc?

  9. Lawrence Oluyede 22 December, 2006 / 18:29

    Domanda stupida: chi paga loro lo stipendio se smettono di lavorare sulla carta stampata e si buttano a fare le blog star?

  10. Tonino 22 December, 2006 / 18:52

    Oddio ci mancava il solito che ce l’ha coi giornalisti/insegnanti/tassisti/tramvieri/inserisci una categoria a caso mangiasbafo che gli rubano la pagnotta. Va bhe lasciamolo alle sue.
    Massimo: sì scusa, è che è un refrain fortunato quello sul paio di volenterosi che sconfiggono un esercito. Il mestiere del giornalista è in crisi strutturale. Qualcosa succederà di certo in futuro. Io mi son fatto l’idea che il processo di trasformazione dell’infomazione non sarà nitido e ordinato, ma ci sarà una pletora di tentativi, provenienti da soggetti diversificati (tra cui anche i giornalisti) che si incroceranno in campo aperto per un certo lasso di tempo. Poi a un certo punto dalla polvere emergeranno delle tendenze dominanti e si farà il conto di morti e feriti.
    Ieri stavo pensando che anche in questo settore il punto di sintesi non sarà necessariamente trovato da ‘belle’ e raffinate: myspace è davanti agli occhi di tutti (anche se negli States ora si parla di Bebo) e i numeri di BeppeGrillo pure.
    p.s. il nanopublishing andrà analizzato tra un paio di anni per vedere quanto è sostenibile

  11. Tonino 22 December, 2006 / 18:57

    “da [realtà] ‘belle’ e raffinate”

  12. Roberto Anderlini 22 December, 2006 / 19:01

    > Oddio ci mancava il solito che ce l’ha coi giornalisti/insegnanti/tassisti/tramvieri/inserisci una categoria a caso mangiasbafo che gli rubano la pagnotta. Va bhe lasciamolo alle sue.
    Forse non ti rendi conto dell’enorme stronzata qualunquistica che hai detto.

  13. Massimo Moruzzi 22 December, 2006 / 20:38

    @Lawrence : io dico : continua a fare il precario e a guadagnare quello che puoi, ma ciò che non ti lasciano pubblicare, pubblicalo su un tuo blog, firmato solo con le iniziali e su un dominio .com comprato senza lasciare nome e cognome. Un qualcosa in più, un tentativo, non un abbandonare tutto e subito senza test prima.

  14. Edoardo Danieli 24 December, 2006 / 09:10

    >Ovvero: se loro vogliono fare dei giornali senza giornalisti, voi cosa aspettate a fare dei giornali senza editori?
    Semplicemente perchè saremmo più informati e meno liberi

  15. vittorio pasteris 26 December, 2006 / 08:32

    inserisco 2 ragioni
    – Perche per molti giornalisti e’ moolto piu’ comodo fare i giornalisti presso un editore perche da molta sicurezza e privilegi che non potrbbero avere altrove
    – Perche’ in quel caso dovrebbero maggiormente fare gli imprenditori cosa che pochi saprebbero fare
    In effetti Ottone ha ragione il problema in italia e’ davvero lo strapotere della tv che negli ultimi anni e’ stato ovviamente sviluppato da Silvio B e i suoi

  16. Massimo Moruzzi 26 December, 2006 / 17:49

    ciao Vittorio,
    ma io mi riferisco a quei giornalisti (che pare esistano) che prendono 2 euro a pezzo – cioè molto meno che a scrivere per un nanopublisher. Quanto alla tivù, quella rappresenta i problemi passati degli editori. Il loro nuovo problema – e l’opportunità per quelli che prendono 2 euro a pezzo – è il web. Ma come giustamente dici tu, se uno dice ok a 2 euro a pezzo, probabilmente non ha molto spirito imprenditoriale – e probabilmente neanche molto da dire, aggiunto io.

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