“Col nostro CMS proprietario”

Ci sono ancora “web agency” – non so perché, ma l’espressione mi ha sempre fatto un po’ sorridere – che abbindolano le aziende magnificando le virtù del proprio “CMS proprietario”? Proprietà di chi, poi? Della web agency, appunto. E, più spesso che non, anche il sito diventa “proprietà” della web agency, gli unici che ci possano mettere le mani, cambiarlo etc, fino a quando, esasperata, l’azienda non deciderà di buttare tutto nel cesso e di rifare il sito ex novo con qualcun altro. E per l’Ecommerce? E’ finalmente arrivata l’ultima ora anche per i “software di Ecommerce proprietari”, grazie a Shopify?

I parcheggi di sinistra

E’ uno strano Paese, l’Italia. Ci sono gli immobiliaristi di destra, e gli immobiliaristi di sinistra (Ligresti, per dire, era dato molto vicino a Ferrante, il candidato sindaco del PD nel 2006). Le polo di destra (Ralph Lauren) e le polo di sinistra (le Lacoste).

Oggi sono stato all’incontro sul tema della mobilità dell’Officina di Pisapia. Ho mollato a metà, dopo aver scoperto che ci sono anche i parcheggi di sinistra. Loro, la destra, vorrebbero parcheggi in centro per chi va e viene, per lavoro o per svago, e sempre in auto, ovviamente, neanche fossimo a Los Angeles. Noi (per così dire) vorremmo invece i parcheggi di quartiere per i residenti, perché tutte le notti ci sono 70.000 auto sui marciapiedi, senza contare quelle abbandonate al centro dei viali alberati, e tutto ciò, oltre a dare l’idea di una città che in effetti è un parcheggio a cielo aperto di automobili, rende impossibile la creazione delle corsie preferenziali per i mezzi e delle piste ciclabili. Quindi, che fare? Scoraggiare l’acquisto di nuove automobili e incoraggiare la vendita di parte dell’attuale parco automobili facendo pagare 100-200 Euro al mese per il diritto di lasciare l’auto parcheggiata in strada? No, che “sembra una patrimoniale” (c’è poco da fare, Silvio ha vinto). Dare le multe sempre a chi parcheggia dove non si può? No, che si perdono voti.

La soluzione? I parcheggi. Ma certo! Peccato che centomila parcheggi al costo di quarantamila Euro l’uno fa 4 miliardi di Euro, che è il budget annuale totale del Comune di Milano. E chi li tira fuori? Non si sa. Ho preso la bici, e me ne sono andato a fare un giro.

Milano 2011

Ho scritto all’Officina per la Città di Giuliano Pisapia, gruppo “Città metropolitana” che si occuperà di: sviluppo urbano, casa, ambiente, agricoltura di prossimità, mobilità, Expo.

Buongiorno,

vorrei porvi alcune domande:

1. vi capita mai di mettere il naso fuori dall’Italia? Avete mai visto automobili – decine di migliaia di automobili! – parcheggiate sui marciapiedi come a Milano? Io no. Io non l’ho mai visto in nessuna città d’Europa; non l’ho mai visto negli Stati Uniti; o in Argentina, o in Brasile…

2. siete d’accordo con me se dico che una città in cui le automobili sono parcheggiate ovunque fa immediatamente capire che chi possiede un’automobile, poco importa se da 10 mila o da 100 mila Euro, è più importante di chi va a piedi, paga 1 Euro per i mezzi o usa una bici da 100 Euro?

3. siete d’accordo con me se dico che a Milano ci sono semplicemente troppe automobili, e questo addirittura anche prima e indipendentemente da qualunque problema di inquinamento, e che quindi nessun eventuale e improbabile passaggio alle auto elettriche risolverà il problema?

4. siete d’accordo con me se dico che fare nuovi parcheggi non fa altro che aiutare chi usa l’automobile, aumentare il traffico e peggiorare la situazione, e che è arrivato il momento di decidere se Milano vuole essere una città per le automobili oppure una città per i cittadini?

5. siete d’accordo con me se dico che il modello basato sul trasporto privato ha fallito, o pensate che le automobili siano state progettate per stare in coda a 10 km/ora tutte le mattine e tutte le sere? Non è ora di provare a pensare a un sistema di trasporto migliore e più efficiente?

6. siete d’accordo con me se dico che la situazione è tale che va cambiato profondamente il modello di trasporto iniziando per la prima volta nella storia a fare degli interventi non a favore delle ma contro le automobili, e che c’è tutta una fascia trasversale di popolazione, da chi usa i mezzi, non ha l’auto o usa la bici, fino agli anziani, agli immigrati e soprattutto alle mamme con figli piccoli che potrebbe essere interessata a una proposta di una città diversa e a misura di cittadino?

Ho fatto un sogno

Oddio, un sogno… Un lontano amico di famiglia che all’inizio neppure riconoscevo si presentava a offrirmi di punto in bianco un lavoro “sicuro”, e a quel punto non potevo rifiutare. Era uno di quelli assolutamente in buona fede, e quindi assolutamente perniciosi. A lasciarlo fare, sono sicuro che prima o poi mi avrebbe trovato anche una da sposare. Per fortuna, invece, mi sono risvegliato tutto sudato fradicio, letteralmente dalla testa ai piedi. Dev’essere per questo che sono finito dentro in questo mondo. Perchè non volevo “un lavoro”. Four years instead of forty, insomma, quell’idea lì. But it’s too late for that. Che, poi, l’unico lavoro che mi è piaciuto è stato il primo, che era un po’ come fare dotcoma fulltime, solo che a fine mese mi pagavano. E sì, ogni tanto dovevo usare Excel, che non sapevo usare, ma non poi così tanto. Rido a pensare che oggi uso Linux; e forse è arrivato il momento di cambiare di nuovo, e anche di appendere le scarpe duepuntozero al chiodo.