20 miliardi di stronzate

Lyft sta per andare in borsa, con una valutazione di 20-25 miliardi di dollari.

Poco dopo sarà il turno di Uber, che viene valutata fino a 120 miliardi di dollari.

C’è un solo piccolo problema: queste aziende perdono soldi e non faranno mai utili.

I nuovi taxi

I taxi, negli Stati Uniti, tendono a essere guidati dagli americani più poveri.

Non voglio dire che i tassisti stanno in piedi solo con le mance, ma poco ci manca.

Lyft e Uber sono, fondamentalmente, taxi più belli a prezzi più bassi.

Aggiungi centinaia di milioni di dollari di pubblicità e migliaia di dipendenti pagati stipendi di San Francisco, ed è ovvio che stiamo parlando di un eccellente business, vero?

E quindi?

E quindi finalmente chi ha investito miliardi di dollari in queste aziende si è reso conto di aver fatto una cazzata, e adesso cercano di rifilarle a te, al famoso parco buoi.

Ma come fanno a calcolare il valore di aziende che perdono (e perderanno) soldi?

Io arrivo a pensare che il prezzo che queste aziende dovrebbero aver in borsa al momento della quotazione sia il prezzo al quale gli investitori possano non perdere nulla.

In Lyft sono stati investiti, per così dire, 4,9 miliardi di dollari. Se gli investitori hanno in mano un quarto della società, a 20 miliardi di dollari ne escono senza un graffio.

In Uber hanno investito 24 miliardi di dollari. A 100 miliardi di dollari lasciano il cerino in mano al parco buoi. A 120 fanno pure degli utili. Buona fortuna a tutti gli incauti.

Quali startup?

In Europa è in atto una gara ridicola, tutti a voler scimmiottare la Silicon Valley.

A Barcellona si vantano di essere la quinta città in Europa per capitali investiti in startup tecnologiche dopo Stoccolma, Londra, Parigi e Berlino (no, non so in che ordine).

Chi ha detto che ha senso aiutare solo le startup tecnologiche?

E cosa vuol dire tecnologiche, in ogni caso?

Ha davvero senso puntare a far crescere startup che si spera verranno acquisite da Google, Microsoft, Facebook etc, e che quindi presto passeranno a non pagare le tasse?

Non avrebbe più senso cercare di aiutare giovani aziende che abbiano più a cuore la tutela della privacy? O addirittura, non sia mai detto, il bene comune?

Non sarebbe ora di pensare a una specie di movimento Slow Food delle startup?

Perché sognare la Silicon Valley, se puoi provare a cambiare la Puglia, come VaZapp?

Opportunità con Internet of Things

Vi sono un sacco di opportunità per l’Italia con l’arrivo dell’Internet of Things.

Ad esempio, mentre Mozilla implora Amazon, Target, Walmart e Best Buy di smettere di vendere insecure connected devices (come se invece ve ne fossero di connected e secure…), le associazioni di produzione di mobili, letti, oggetti di design etc italiane potrebbero fare una bella campagna mondiale dicendo:

Noi siamo italiani, non ci facciamo i cazzi vostri. Le nostre lampade, i nostri armadi e i nostri letti non sono connessi.

Perché è inutile e anzi dannoso e ridicolo correre dietro a una modernità per la quale non siamo tagliati e che è un’autentica distopia.

Perché inserire strumenti di controllo e sorveglianza in prodotti fatti bene o di lusso è una follia. Come la TV in camera in un agriturismo.

In un agriturismo, nel 2019, devi mettere una cassaforte in cui gli ospiti possano lasciare i telefoni. Se la vogliono aprire, sono 50 Euro.

Perché bisogna avere il coraggio di dire no. Bisogna avere il coraggio di essere diversi. Bisogna avere il coraggio di prendere posizione.

Perché When The World Zigs, Zag.

Blue screen

Venti anni fa era di moda vantarsi di aver letto uno dei libri più ideologici di tutti i tempi, The Cluetrain Manifesto. Chris Locke, in particolare, parlava di come una certa avanguardia della Rete non passasse più le serate solo in ricezione, abbagliati dalla luce blu del televisore, bensì in Rete, a parlare gli uni con gli altri, a costruire un nuovo mondo.

Magari vi era anche del vero, solo che poi le cose sono cambiate e in modo molto veloce.

La Rete è diventata di massa, le “conversazioni” sono diventate un becero berciare su Facebook, e ci siamo ritrovati con un presidente ex tronista televisivo.

Stasera ho visto addirittura uno col telefono in mano in sauna, intento a seguire gli importantissimi post dei suoi amici su Facebook. E la luce blu che veniva riflessa sul suo viso mi ha ricordato di quanto eravamo stati ridicolmente ottimisti.