Mettiamo i puntini sulle i (e prima degli zero) : di Web2.0 (o Internet2.0) hanno parlato quelli di Clarence molto prima di O’Reilly e degli altri segaioli d’oltreoceano. Per chi non c’era, si parlò dei dialer e di loghi e suonerie come della salvezza di Internet. Era il 2001: Google era solo un motore di ricerca – e speriamo che ce la facciano a sopravvivere almeno loro, mi dicevano in molti – Adsense te lo potevi sognare e nessuno aveva le simpatiche nuvolette (le tagcloud). Giustamente, quindi, la bla-bla conference dei prossimi giorni a Parigi si chiama Le Web 3 ;-)
Niu economi
La vera bolla è offline
Va di moda parlare di bolla. O di bolla2.0, se pensi di essere trendy. Ora, io Facebook per un miliardo di dollari non lo comprerei neanche se mi puntassero una pistola alla tempia, e se lo dovesse fare Yahoo! spero crollino le loro azioni. Ma se guardo MySpace o YouTube o Splinder io non vedo nessuna bolla; piuttosto, vedo delle scommesse che è giusto fare.
La vera bolla è altrove. Una birra a Milano può costare 10 euro, o il doppio di quello che costa a Stoccolma dove guadagnano il doppio di noi. E le pizze? E gli affitti? E la Moratti che vende Metroweb perchè così ha i soldi per lanciare le televisioni tematiche di Milano? E tutto sto parlare di web-tv e cento canali non ti ricorda i famosi cento talenti di Concento?
E che dire di Autocar, prestigiosa rivista cartacea del gruppo editoriale britannico Haymarket che viene lanciata in Italia proprio oggi da De Agostini Periodici con una campagna da 2,5 milioni di euro curata dall’agenzia Catullo e Sylwan? Dai, siamo seri. Con quei soldi ti compri Autoblog. Col doppio di quei soldi forse ti vendono tutto Blogo. E allora, dov’è la bolla?
Unopuntozero e duepuntozero
Ieri mi è arrivata una newsletter che diceva che è online il nuovo Mangelo. Oddio, nuovo forse è una parola grossa. In effetti, se ancora non hai capito cos’è sto web2.0, dai un’occhiata a ilMangelo e a 2spaghi : colori e tono, grafica e angoli, presenza o meno di cartine, tassonomia contro folksonomia (e anche presenza vs. assenza di un business model, potremmo dire), direi che non esistono al momento due siti che meglio esemplificano il cambio generazionale. Ora, non è vero che ciò che è nuovo e di moda è necessariamente migliore di ciò che c’era ieri. Però, lo potrebbe certamente diventare, vista la natura partecipativa e bottom-up di 2spaghi.
Ci sono tramezzini e tramezzini…
Mi sa che ha ragione Fabio. Io sono stato invitato, mercoledì 14 alle ore 11, alle Biciclette di via Torti, alla presentazione di Yahoo! 2.0, Web 2.0: la visione di Yahoo! Ricerca, community, contenuti e personalizzazione. Wifi in sala, e mi dicono di invitare pure altri blogger, cosa che faccio volentieri. Il mio amico Marco è stato invitato, il giorno dopo, alla festa di Yahoo! Italia. Il mio amico Thomas, pare, ad andare ad assistere a Italia-Repubblica Ceca ad Amburgo…
