Milano 2011

Ho scritto all’Officina per la Città di Giuliano Pisapia, gruppo “Città metropolitana” che si occuperà di: sviluppo urbano, casa, ambiente, agricoltura di prossimità, mobilità, Expo.

Buongiorno,

vorrei porvi alcune domande:

1. vi capita mai di mettere il naso fuori dall’Italia? Avete mai visto automobili – decine di migliaia di automobili! – parcheggiate sui marciapiedi come a Milano? Io no. Io non l’ho mai visto in nessuna città d’Europa; non l’ho mai visto negli Stati Uniti; o in Argentina, o in Brasile…

2. siete d’accordo con me se dico che una città in cui le automobili sono parcheggiate ovunque fa immediatamente capire che chi possiede un’automobile, poco importa se da 10 mila o da 100 mila Euro, è più importante di chi va a piedi, paga 1 Euro per i mezzi o usa una bici da 100 Euro?

3. siete d’accordo con me se dico che a Milano ci sono semplicemente troppe automobili, e questo addirittura anche prima e indipendentemente da qualunque problema di inquinamento, e che quindi nessun eventuale e improbabile passaggio alle auto elettriche risolverà il problema?

4. siete d’accordo con me se dico che fare nuovi parcheggi non fa altro che aiutare chi usa l’automobile, aumentare il traffico e peggiorare la situazione, e che è arrivato il momento di decidere se Milano vuole essere una città per le automobili oppure una città per i cittadini?

5. siete d’accordo con me se dico che il modello basato sul trasporto privato ha fallito, o pensate che le automobili siano state progettate per stare in coda a 10 km/ora tutte le mattine e tutte le sere? Non è ora di provare a pensare a un sistema di trasporto migliore e più efficiente?

6. siete d’accordo con me se dico che la situazione è tale che va cambiato profondamente il modello di trasporto iniziando per la prima volta nella storia a fare degli interventi non a favore delle ma contro le automobili, e che c’è tutta una fascia trasversale di popolazione, da chi usa i mezzi, non ha l’auto o usa la bici, fino agli anziani, agli immigrati e soprattutto alle mamme con figli piccoli che potrebbe essere interessata a una proposta di una città diversa e a misura di cittadino?

Internet e Milano

Trovo incredibile e ridicolo – ma per nulla sorprendente – che quando si parla di “Internet e Milano” tutti pensino praticamente solo a una roba, il wifi gratis per tutti, col quale forse puoi diventare sindaco di un bar su facebook, ma è meno probabile che tu riesca a diventare sindaco di Milano, che non è detto che serva, che costa troppo fare in maniera top-down, che è dubbio che debba essere compito di una amministrazione cittadina fornire, e tanto più dubbio in un Paese che ha venduto a privati le autostrade e le telco.

E nessuno, invece, che reclami che vengano messi online i programmi di governo e i nomi dei futuri assessori, e una piena trasparenza sui piani, sui compiti, sulle responsabilità, sui costi etc. O nessuno che dica che il wifi va messo sugli autobus, comodi, e non da socialismo reale, coi quali bisognerà portare in città i pendolari, e magari anche passare una legge che obblighi i datori di lavoro a lasciare che i propri dipendenti possano lavorare 30 minuti delle 8 ore giornaliere sull’autobus la mattina mentre vanno in ufficio.

Ma, si sa, in Italia le politiche (policies) sono solo politica (politics), e il discorso è sempre e solo identitario e di appartenenza, di un noi contro loro che dura da 500 anni, e adesso pare che ci sia ormai anche la lobby di internet, insomma, sì, i blogger coglioni del web duepuntozero che in cambio del tramezzino virtuale di una promessa di free wifi per tutti (as in free beer) scriveranno qualcosa sui loro piccoli diari a favore del tuo candidato. E magari diventeranno anche fan sulla tua pagina su Facebook, e allora sì che…

E ora come si vince?

Non so come – e dove: in centro? – Pisapia abbia vinto. E’ stato bravo, ma non si può fare a meno di sottolineare che quelli del PD sono delle pippe, e di ricordarsi che 30.000 voti sono poca roba rispetto a quelli che serviranno per vincere a maggio.

Oggi si apre un’altra gara. Come la si vince? Secondo me, certo non continuando a dire che si è pro-rom e a favore di un registro per le coppie di fatto. E’ evidente che Milano non può fermarsi – o dividersi – per trovare una casa a 25 famiglie rom italiane.

E’ evidente che se Torino o Padova hanno un registro per le coppie di fatto, lo deve avere anche Milano, indipendentamente dal fatto che serva a qualcosa oppure no. Ma questi temi possono contare per centomila elettori, non per un milione.

Ora serve un progetto per Milano che sia fatto di mobilità sostenibile, di centro, di periferie e di area metropolitana e di maggior indipendenza economica e fiscale per Milano. Serve un progetto per una città che funzioni, più che un progetto “di sinistra”.

Perchè il progetto “di destra” della Moratti è stato di non fare nulla, e a questo non-progetto va contrapposta l’idea di una città diversa e migliore e più efficiente e che funzioni, a iniziare dal traffico, con tanto di ticket e tassa sul traffico privato.

Non sarà facile, ma o si riesce a dimostrare a Milano che il pubblico, in particolare il trasposto pubblico, visto che della sanità si occupa la regione, è più efficiente e più intelligente e migliore in ogni modo del privato, oppure è una gara persa.

E assolutamente l’ultima cosa che serve, in questo momento, è essere dei “moderati”. In altre parole: Pisapia, dicci qualcosa di sinistra! Ma non le solite cose. Dicci che fino a quando votiamo la moglie di un petroliere, non si può cambiare la città!

Progetto irrinunciabile per Milano

Il Comune: Milano non può fare a meno di un Apple Store – e io che pensavo il contrario.
Ma ci rendiamo conto del livello a cui siamo arrivati, in questo paesotto di provincia?

Milano è la città, dopo New York, a cui Steva Jobs tiene di più per la progettualità architettonica, quindi non possiamo deluderlo

– Letizia Moratti

Te lo vedi, vero, il sindaco di Londra o di Barcelona a dire una roba ridicola del genere?