Facciamo due conti. Nell’Area C entrano, da quanto dice l’Assessore Maran in questo video, 500.000 persone tutti i giorni, di cui 100.000 in auto. L’obiettivo del provvedimento è di ridurre questo numero del 20%. Quindi, tutto sto casino per far entrare 20.000 auto in meno, quando a Milano città entrano da fuori Milano ben 700.000 auto al giorno. Ma andiamo avanti. Se otterremo una diminuzione di 20.000 auto al giorno in centro, ne entreranno 80.000 al giorno. Al prezzo di 5 Euro l’una, stiamo parlando di 400.000 Euro al giorno, ai quali vanno aggiunti i soldi pagati dai residenti. Diciamo che in Area C abitano 100.000 persone, e che vi è un’auto ogni due persone, come nel resto della città. Facciamo finta che metà di queste 50.000 auto entreranno e usciranno tutti i giorni, al costo di 2 Euro al giorno. Altri 50.000 Euro. In totale, 450.000 Euro al giorno di incasso. Meno di quanto incassa l’Inter quando gioca col Lecce o col Chievo. Moltiplichiamo 450.000 Euro per 20 giorni feriali al mese, e otteniamo 9 milioni di Euro al mese. Per 18 mesi di sperimentazione, fanno 162 milioni di Euro. La mia domanda è: saranno sufficienti per cambiare davvero le cose a Milano, una città in cui, in teoria, almeno, dovremmo “investire” 10 miliardi di Euro per quella cagata di Expo 2015?
Milano
Biciclettiamo Milano
Ieri sera a Palazzo Reale. Riassunto: qui
Le note positive: che questo evento ci sia stato; la grande partecipazione di pubblico; il fatto che vi sia un piano del Comune; l’assessore Maran, sereno e determinato, che mi ha fatto un’ottima impressione anche dal vivo; il Console dei Paesi Bassi, intervenuto, che va in ufficio in bici – noi, ti ricordo, abbiamo un Presidente della Provincia che ha fatto sapere a tutti che lui “vuole l’Audi”.
Le note negative: la burocrazia, i tempi, i finanziamenti che bisogna raccattare un pezzo alla volta da Roma (“ah, se dipendiamo da Roma siamo messi bene”, sentito in sala); la mancanza, secondo me, di un piano strategico (quando fare cosa) e di marketing per vendere l’idea alla città; infine, qualche dubbio sul fatto che ce la si possa fare con un approccio così gentile, anche se questo della gentilezza è un po’ un marchio di fabbrica di Pisapia e dei suoi.
Niente bici sui marciapiedi?
Io sono sempre stato contrario a questa idea, ma ha cambiato idea anche Pisapia? Vedo che nel nuovo Piano Quinquennale si parla di 100 km di piste ciclabili per un costo totale di 30 milioni di Euro, il che vuol dire 300.000 Euro al km, che è la forchetta più bassa del costo, se l’articolo è corretto, delle piste ciclabili in sede dedicata. Niente biciclette sui marciapiedi, quindi? Io non ci ho mai creduto, ma loro hanno cambiato idea? Si sono resi conto che sui marciapiedi ci sono le auto parcheggiate dei milanesi, e guai a chi le tocca?
Meglio ancora, quanto costerebbe chiudere del tutto un pezzo di città al traffico delle auto e dedicarla solo alle bici per prova, senza cambiare neppure la sede stradale, per sei mesi o un anno? Si potrebbe iniziare dalla Cerchia dei Bastioni, dove passano (passavano?) i tram 29 e 30, e poi aggiungere da 5 a 10 piste o strade solo per le bici a raggiera dalle periferie verso la nuova Cerchia dei Bastioni al 100% solo bici, sfruttando anche pezzi di piste ciclabili e/o parchi già esistenti. Troppo facile?
Piazza Leonardo Da Vinci
Sarei curioso di andare a Bucarest, o a Sofia, o a Tirana. Perchè sono convinto che nessun Paese in Europa, o forse al mondo, tiene la piazza antistante l’Università più prestigiosa del Paese nelle condizioni vergognose in cui versa Piazza Leonardo Da Vinci a Milano, di fronte al Politecnico: con l’erba tutta gialla, che nessuno annaffia nulla; con la strada piena di buche; con 3 o 4 tipi diversi di dissuasori contro i parcheggi, di ferro, di cemento, di fogge diverse, molti rotti e lasciati lì lo stesso, quando dovrebbe essere chiaro che di auto in transito o parcheggiate davanti all’Università non dovrebbero essercene del tutto; con un autentico accampamento diurno e notturno (ci sono materassi arrotolati e appesi agli alberi) di extra-comunitari. Che schifo. Che vergogna, Milano.
