I superficiali…

I superficiali sono coloro che non giudicano dalle apparenze.

– Oscar Wilde

Non so voi, ma io di certo non amo QuintoStato. Innanzitutto, perchè è… patinato. Essere belli è cosa di cui vantarsi, essere patinati no. E’ segno di essere dei fighetti da Niu Economi, il che calza a pennello la mia personale idea di QuintoStato. e dà ragione a Oscar Wilde. Dai, forza, guardate il loro sito. Bello, eh? No, è un sito da fighetti.

In secondo luogo, è una testata registrata. Uè, siamo giornalisti seri, noi, mica un branco di pirla come voialtri blogger. Non solo, ha anche una “R”, è un trademark, insomma, un po’ come Coca-Cola, Sony… Ciaoweb e Freedomland. E un link a Creative Commons. Perchè fa figo. Ma a parte GNUeconomy, non c’è un link – dicasi uno – a un altro blog di noi plebei.

Una scelta, si dirà. Lo dico anch’io. Altra cosa: puoi scrivere a redazione@QS, staff@QS, webmaster@QS. Sono un’azienda seria, mica dei ragazzini. Un ufficio stampa no? E un’agenzia PR? Io se volete ho un contatto con una PR che si firmava Angel@, penso che si possa stare sotto i 5,000 euro al mese ;-)

Dico così perché non basta voler far ripartire la Niu Economi. Eh, no, bisogna anche comportarsi di conseguenza, come le dotcom d’antan. Volete anche un bel bottone su Virgilio? dai, ve lo vendo io, vi faccio lo stesso prezzo fatto ad Aucland nel 2000. 900 milioni va bene? :)))

Mi chiedo… sperano davvero di fare i soldi con QuintoStato? Passi per Carlo Formenti, ma due degli altri hanno lavorato per Clarence! Troppe trasferte in Ismizia! Ma come faranno i soldi? Se vogliono organizzare Pink Slip Party, ormai il periodo del boom (dei party) è finito.

Mirano a un pubblico New Age post bolla ? Massaggi shiatsu per ex-manager Niu Economi e weekend di pensiero positivo in Toscana? Mica male. Però, ecco, almeno la parola manifesto avrebbero potuto risparmiarsela. Perché se è un manifesto il loro, mi sa che erano dei manifesti anche i powerpoint dei consulenti di Forrester Research…

E già che ci siamo. Carlo, credi a me che l’ho letto: il Cluetrain Manifesto non è certo una raccolta di novantacinque tesi programmatiche per lo sviluppo di pratiche di marketing politicamente corrette e Locke, Levine, Searls e Weinberger possono essere a favore di tutto, ma certo non di una rivoluzione del marketing sul tipo di quella auspicata da Godin, come scrivi in Mercanti di Futuro a pagina 107/8. Così, tanto per iniziare.

Brand ecstenscion

Le FAQ sono importanti… me ne sto facendo una ragione. Un po’ meno del fatto di non avere un forfait giornaliero per quanto spendo in cibo. E’ la nuova new economy, ragazzi! Ma… laisse tomber, come dicono qui. Lasciamo stare.

Piuttosto, ho deciso di sfruttare il contrattempo e di lanciare una nuova iniziativa: dot-coma city guide! Già, solo una paginetta, per ora. Mannaggia… nel 1999/2000 avrei avuto già in tasca 1 milioncino di Euro da un qualche VC…

Pensa che idea! Una guida sulle città delle dotcom scritta da uno che lavora per una dotcom! wow! Parigi, poi Londra, Berlino, Stoccolma, New York e San Francisco/Silicon Valley… questa si’ che e’ una grande idea!

Ma come fatturiamo? Nel 1999… ah, uhm, eh… boh. Ma sto imparando come gira il mondo, ragazzi. Sbrigatevi a stampare la mia paginetta, perché da gennaio 2003 sarà accessibile solo chiamando un numero a valore aggiunto.

A costo aggiunto, sarebbe piu’ onesto dire. Ma cosa vi aspettate, da un mondo che chiama economia l’insieme delle attività umane volte a produrre e consumare piu’ del dovuto al solo scopo di produrre… soldi?

Paperback Writer

Dear Sir or Madam will you read my book?
It took me years to write, will you take a look?
It’s based on a novel by a man named Lear
And I need a job so I want to be a
Paperback writer
Paperback writer

– Paul and John

E’ pronto: I want to be a paperback writer too! L’ho scritto sperando potesse diventare… un instant-book che rimane nel tempo, per così dire. Chissà cosa ne sarà fra un anno, o dieci.

Feedback super apprezzato. Merci.

Ah, già, ops, quasi dimenticavo. Sono a Parigi. A… lavorare per una dotcom :-)

Nuova sede per dot-coma?

già, quasi quasi mi viene voglia di spostare la sede illegale della società dal Café del Tio al NasdaqCafè. Ma come cazzo si fa a chiamare un locale… NasdaqCafé?

A fine 2002, per di più! (è un locale nuovo di pacca!). Lo so, è incredibile. Andateci. Secondo me se raccontate la vostra esperienza di stochopscions un drink gratis ve lo danno… Una volta ve l’avrebbero dato. Una volta questa era la città cunt el coeur in man. Una volta non avrebbero mai aperto il… NasdaqCafé. Povera Milano.