Ricevo e pubblico volentieri le risposte di Guido Bellomo e Stefano Vitta, i due fondatori di Bloggers.it. Interessante, anche se mi viene la pelle d’oca a pensare ai blog via UMTS…
il Vostro: do you think there really is a need for another blogging service – and the opportunity to make money out of it? How will this happen, and when?
Guidone: Certamente! Tutto è nato dal fatto che le piattaforme esistenti non mi soddisfacevano, per cui ho iniziato a creare un mio blog e l’ho messo on line. Pochi giorni dopo un lettore ci ha chiesto se mettevamo a disposizione la piattaforma, e da lì è nato tutto.A mio avviso ci sono diverse possibilità di ricavo, sia offrendo servizi avanzati a pagamento, sia sfruttando la straordinaria capacità di sviluppare contenuti della comunità dei bloggers. Un paio cose di cui ci stiamo rendendo conto io e Stefano in questi mesi: l’inaspettata propensione di molti bloggers a pagare per avere un servizio superiore alla media e l’elevata qualità dei post, la notevole capacità di scrivere di una larga fetta dei bloggers. A settembre partiranno i primi servizi a pagamento e le prime partnership, per cui staremo a vedere.
Aghenor: Le nuove tecnologie ci permettono di realizzare sistemi di amministrazioni dei contenuti di facile comprensione anche per il neofita di internet. Tutti possono aprire il proprio blog ed essere on line senza la minima conoscenza di linguaggi di programmazione. Il blog è la vera essenza della libertà di espressione e di pensiero. Se non ha un valore questo, cosa ne può avere??
– il Vostro: what do you think is the future of blogging? Do you plan to offer some kind of a weblog aggregation/personalisation platform in the near future?
Guidone: Il futuro del blogging lo vedo molto in espansione. Lo testimoniano le numero piattaforme che stanno nascendo soprattutto in Italia. Rispetto all’estero i blog nostrani sono molto meno “tecnici” e molto più “fuffaroli”, questo contribuisce a rendere il fenomeno come una moda e mantenere grossi ritmi di crescita anche per i prossimi mesi. Proprio per l’andamento modaiolo del fenomeno, un po’ come accadde anni fa per il cellulare, sono convinto di una rapida penetrazione dell’uso dei blog in Italia, probabilmente con crescite superiore a quello di altri paesi.
Aghenor: Abbiamo deciso di non sviluppare piattaforme di aggregazione per due semplici motivi. Primo, sono già esistenti aggregatori eccellenti nel panorama italiano e ce ne sono in via di debutto altri che promettono di essere ancora superiori. Secondo, avendo identificato la “fuffa” come target principale, punteremo su un aggregazione di tipo territoriale concludendo partnership con portali regionali o comunali, ai quali offriremo la nostra applicazione.
– il Vostro: what effect do you think moblogging will have on news gathering industry? Just more people catching and posting a slice of the action as it happens, or a potentially much bigger challenge to Reuters etc?
Per rispondere a questa domanda sarebbe necessario attendere ancora lo sviluppo del fenomeno italiano. Indubbiamente i blog possono influenzare l’informazione, soprattutto a livello locale o distrettuale. Ogni cittadino può raccontare, in tempo reale, ciò che accade sul suo territorio. Quando l’UMTS permetterà di postare via cellulare, senza problemi di connessione, il fenomeno arriverà sicuramente alla luce della ribalta. Oggi, abbiamo scarsi esempi, inoltre, la scarsa normativa esistente in materia è ancora fonte di dubbio per chi volesse investire in iniziative del genere. Le ultime sentenze americane, in materia. lasciano ben sperare. Non resta che attendere il nostro legislatore, che, come al solito, arriverà in ritardo.
