Freedom

Ogni volta che penso alla parola freedom — per non dire nulla del fatto che quel fenomeno di Veltroni abbia voluto ribattezzare il partito di Primo Greganti Partito Democratico — penso alla libertà di sterminare un intero popolo; a tre secoli di schiavitù; allo sfruttamento sistematico dei poveri; alla distruzione dell’ambiente; alla trasformazione di un intero Paese in un enorme centro commerciale. E, buon ultimo, al fatto che nessun Paese al mondo abbia un numero neppure paragonabile di persone senza freedom, in carcere.

Quasi l’1% della popolazione. Ben più che in Cina, Iran o Arabia Saudita.

Penso sempre a George Carlin. Oggi mi viene in aiuto Naked Capitalism.

2 Responses

  1. Enrico 20 March, 2019 / 09:44

    Certo che paragonare gli USA, con tutti i loro difetti, a Cina, Iran e Arabia Saudita, dittature nella migliore delle ipotesi, è davvero il top delle cavolate che ho letto in 43 anni.

    Se esistono le voci contrarie come Carlin e siti come Naked Capitalism è proprio grazie al freedom che secoli di storia hanno lasciato in eredità a noi occidentali. Che poi oggi se ne faccia un uso non proprio coerente ci può stare ma tacciare gli USA di non essere liberi proprio non si può leggere.

    Com’era la storia del dito e della luna?

  2. Massimo 20 March, 2019 / 10:20

    Carlin era libero perché non metteva a rischio il sistema.

    Il MLK degli ultimi anni, con toni socialisti e populisti e fortemente contrario alla guerra del Vietnam, invece, è stato eliminato.

    Come prima di lui John Fitzgerald Kennedy nel 1963, Malcolm X nel 1965 e, due mesi dopo Martin Luther King, anche Robert Kennedy.

    There goes your freedom.

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