Controanalisi elettorale

Iniziamo questa nostra controanalisi elettorale dal grande vincitore: Silvio Berlusconi.

Quando mai era capitato nel mondo civile che un politico condannato in via definitiva per un reato contro la cosa pubblica rimanesse partner di un governo (Letta), che venisse ricevuto dal Presidente della Repubblica (Napolitano) o che addirittura venisse invitato nella sede di un partito, il PD, che si dichiarava suo avversario, invitato dal nuovo segretario (Renzi), quello che doveva “cambiare tutto”, per fare “le riforme”, non solo la Legge Elettorale, ma addirittura anche per cambiare la Costituzione? Chi poteva aspettarsi che un condannato, come tale incandidabile, decidesse di tirar fuori dall’armadio un vecchio brand, i cui co-fondatori erano uno in galera e l’altro alla macchia in Libano, e riuscisse, senza quasi fare campagna elettorale, a prendere quasi il 17% dei voti?

Il M5S non è riuscito a pescare fuori dal proprio bacino — e questo è ovviamente un limite, e ha anzi perso voti andati sia a Renzi, sia alla Lega. Ma è stato penalizzato soprattutto dalla scarsa partecipazione alle elezioni europee. Sono voti che torneranno alle prossime elezioni politiche? E’ presto per dirlo, e dipenderà da molti fattori.

Renzi ha fatto il pieno dei suoi, democristiani, ex-comunisti e montiani. Potrà prendere più voti — in numero assoluto, non in percentuale — solo se manterrà almeno metà delle mirabolanti promesse che ha fatto. Il che è possibile, ma non tanto probabile.

4 Responses

  1. Carlo M 28 May, 2014 / 16:11

    dovresti andare a cena fuori con travaglio, e passare insieme la serata a raccontarvi le favolette.

  2. Massimo 28 May, 2014 / 16:38

    Mi piacerebbe molto.

  3. Massimo 28 May, 2014 / 16:39

    Mille volte meglio che con la Boschi.

  4. Armando 28 May, 2014 / 22:02

    Il problema è che non si sa che cosa Renzi abbia in mente.

    Tutti i giornali dicono che deve negoziare con la Merkel.

    Però non dicono su cosa, se non una generica richiesta di politiche meno depressive.

    Da qualche parte ho letto di un piano di infrastrutture a livello europeo.

    Era una vecchia idea di Delors, ma più che un'idea era una presa per il culo, un'idea che già allora era stata con tutta probabilità vagheggiata per mascherare il più a lungo possibile le divergenze di reddito che sarebbero prima o poi esplose fra centro e periferia.

    Che vuoi farci, ci toccherà sentire per qualche settimana le grida di esultanza dei piddini.

    Almeno fino alla prossima manovra che sarà sui 5-10 miliardi (non tanti, in verità.)

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