Eccellente articolo del cazzo sui blog

Eccellente articolo del cazzo sui weblog su Newsweek. E’ un articolo tutto sommato ben scritto ma che si rifiuta di vedere le cose per come stanno? A clinic case of denial:

Blogs are a terrific addition to the media universe. But they pose no threat to the estabilished order.

E ancora…

When the Web first emerged, we heard similar predictions that Big Media were sitting ducks for upstart competitors with cool Web sites. Didn’t happen.

Chi è stupido, io o loro? Perchè fanno finta di non capire che i primi modelli di web-journalism erano comunque modelli di giornalismo di vecchio stampo? Top-down, dipendenti dalla pubblicità, in mano ai nuovi baroni dei “nuovi media”…

Ci vuole tanto a capire che questo dei weblog è un fenomeno totalmente nuovo e invero mai visto prima nella storia dell’umanità? Che chi scrive è gente a cui non frega niente di crearsi una “audience” su cui spiattellare pubblicità? Outsider totali, molto più liberi di scrivere quello che vogliamo, fregandocene del bon ton dell’estabilishment.

Ma non basta. L’articolista scrive anche che la più grande differenza è che…

traditional journalists uh, get paid

e che quindi, alla fin della fiera,

Old Media, instead of being toppled by them, will successfully co-opt them

L’articolo cita Mickey Kaus, che ha (s)venduto Kausfiles.com a Slate, la rivista-che-avrebbe-dovuto-essere-cool di Microsoft…
E il bello è che la parte migliore deve ancora venire. Il nostro Steven Levy parla del weblog di Dan Gillmor e si chiede:

would his boss, Knight Ridder, host it if the company really believed that blogs were stilettos in the ribs of Old Media?

La risposta ve la dò io, ma viene da Theodore Levitt. Negli USA, non avrebbero fatto meglio le ferrovie ad investire (anche) nel settore automobilistico e gli aeroplani, invece di pensare che everything will be fine, e che le auto e gli aerei fossero solo mode passeggere? Similmente, non farebbero bene ad investire in fonti di energia alternativa le compagnie petrolifere, piuttosto che adagiarsi sugli allori ed essere (presto, speriamo) spazzate via?
Ancora da Newsweek. Forse a qualcosa servono, questi dinosauri Old Media. Un articolo su Wal-Mart, 220 miliardi di dollari in sales nel Marzo 2002, più di Exxon-Mobil e di General Motors (!), e piani di aprire 3000 (!) supermercati in Cina nei prossimi 30 anni…
Un’azienda che riesce a dire cazzate tipo…

Our presence in Britain has helped lower the cost of living

e che viene dipinta come “aggessively anti-union” addirittura da Newsweek. Più di 1 milione di dipendenti, neanche uno iscritto al sindacato. Sciur Caprotti, Lei ne ha da fare, di strada…
Un’azienda che vende anche pistole (Bossi, Castelli e compagnia, prendete nota…) e che ha smesso di vendere i dischi di Sheryl Crow perchè questa ha denunciato la cosa in Love Is A Good Thing,

Watch out Sister, watch out Brother, watch our children as they kill eachother, with a gun they bought at Walmart Discount stores

Un’azienda che ne combina di tutti i colori… leggi, leggi! E fai un dispetto a Wal-Mart: compra l’album su Amazon: nuovo oppure usato!
OK, avete capito che non amo Wal-Mart. Ma il punto è un altro. Dopo aver elogiato tutte le società Internet, adesso sputano su tutte. L’articolo di Newsweek dice anche che…

The assumption of Silicon Valley gurus was that new technologies would accelerate the “creative destruction” of capitalism, wiping away old ties between businesses, their suppliers and customers. Wal-Mart embodies the opposite idea.

L’idea opposta. Eppure, va molto meglio di Pets.com e di eToys. Non sono molto sorpreso,
a dire il vero. La mia domanda è un’altra, piuttosto: va – e, soprattutto, andrà – meglio di eBay? Si accettano scommesse.
Anche Marek non ama Wal-Mart, I guess…

I am really glad my great grandmother had no idea that when she was saving Jewish families from Nazis, she may have been saving Eyeballs for Web Advertisers, and Consumers for all the crap you find in Wall-Marts…