Il buono sconto per le bici

Andiamo diretti al punto: Il buono sconto per le bici non dovrebbe esistere.

Meglio ancora: Il buono sconto per le bici non dovrebbe essere necessario.

Se lo Stato e gli enti locali facessero il loro dovere, nessuno dovrebbe essere incentivato a comprare una bicicletta. Sì, magari potrebbe aver senso lo stesso per il 10% dei più poveri. Aiuto! Stavo per scrivere meno abbienti, ma detesto il politicamente corretto.

Invece, le nostre città sono state svendute, anzi regalate, a Fiat e compari da cinquant’anni; il settore pubblico non fa il proprio dovere e non consente a chi vuole di spostarsi in città nel modo più veloce e sensato e senza inquinare di poterlo fare in sicurezza.

E quindi?

E quindi, è un classico: il settore pubblico che lavora male si appella al mercato.

A soluzioni tecnologiche — auto a idrogeno, car sharing, auto elettriche e magari anche auto volanti — che dovrebbero risolvere tutti i problemi per magia, in un futuro non meglio specificato, un po’ come il ritorno di Gesù sulla Terra o l’arrivo del comunismo.

E ai buoni sconto. Per fortuna sta la crisi e FICA FCA è ormai un’azienda olandese, e quindi invece del mitico (!) ecobonus (sic) di Prodi per comprare un’auto nuova adesso ci danno qualche centinaio di Euro per comprare una mountain bike da usare al lago…

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