Bugie e piste ciclabili a Milano

Milano è stata totalmente ferma per 8 settimane per il Covid-19, dall’8 marzo al 3 maggio. Quante piste ciclabili pop-up hai visto nel frattempo? Già, nessuna.

Bogotà, intanto, le aveva fatte davvero; e così pure Berlino. A Oakland hanno chiuso 74 miglia di strade alle auto. Se è di moda ditecelo, che lo facciamo anche noi!

Il 21 aprile The Guardian pubblica un articolo imbarazzante, e prima che compaia sul sito del Comune il piano per ben 35 km 22 km di piste ciclabili, il 24 aprile.

La storia è troppo bella per non essere pubblicata. Ci cascano anche The Irish Times, The Independent, CityLab, The Atlantic, Bloomberg, Fast Company e la BBC.

A Lie Can Travel Halfway Around the World While the Truth Is Putting On Its Shoes

Jonathan Swift

Gisela Méndez, architetto e urbanista di Città del Messico, scopre che un anno prima Marco Granelli aveva promesso, ma non costruito, 85 km di nuove piste ciclabili.

Dispiaciuta di essere stata presa in giro, pubblica un post con un titolo che non ha bisogno di traduzione: El día que Milán engañó a todo el activismo ciclista mundial.

Un giro sul sito del Comune, e scopro le differenza fra ciò che era stato promesso, in azzurro, rosso e viola, nel 2018 e ciò che ci presentano come la grande novità del 2020.

Quale futuro per Milano?

Il giorno dopo l’articolo di The Guardian, Milano sospende Area B e Area C e le (ex?) zone a traffico limitato. L’associazione Cittadini per l’Aria non la prende bene.

Per quanto tempo ancora vogliamo continuare a illuderci e a farci prendere in giro?


Link ai documenti consultati:

PUMS del 2018

Tavola 6 del PUMS del 2018

Progetto ciclabilità del 2020

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