Quali startup?

In Europa è in atto una gara ridicola, tutti a voler scimmiottare la Silicon Valley.

A Barcellona si vantano di essere la quinta città in Europa per capitali investiti in startup tecnologiche dopo Stoccolma, Londra, Parigi e Berlino (no, non so in che ordine).

Chi ha detto che ha senso aiutare solo le startup tecnologiche?

E cosa vuol dire tecnologiche, in ogni caso?

Ha davvero senso puntare a far crescere startup che si spera verranno acquisite da Google, Microsoft, Facebook etc, e che quindi presto passeranno a non pagare le tasse?

Non avrebbe più senso cercare di aiutare giovani aziende che abbiano più a cuore la tutela della privacy? O addirittura, non sia mai detto, il bene comune?

Non sarebbe ora di pensare a una specie di movimento Slow Food delle startup?

Perché sognare la Silicon Valley, se puoi provare a cambiare la Puglia, come VaZapp?

5 Responses

  1. caio 3 March, 2019 / 09:43

    io toglierei solo “privacy”, perché ammuffita come cosa. tutto il resto è molto avanti.
    grande Max.

    (“tecnologica” secondo me vuol dire che ha almeno un pulsante, che puoi premere.)

    • Massimo 3 March, 2019 / 10:24

      La Privacy è ammuffita?

      Secondo me è l’unico cambiamento di questo decennio, post rivelazioni di Snowden etc, che potrebbe permettere la nascita — sta già succedendo, fino a un certo punto, anche se non in Italia, ovviamente — di un’industria tecnologica europea.

      • Massimo 3 March, 2019 / 11:27

        P.S.

        Per me “tecnologica” vuol dire: puoi premere un bottone e succede qualcosa,
        e non capisci bene come o perché :)

        Però ci sono ormai certo un numero di attori, che siano la Vestager, commissario alla concorrenza della UE, o il Federal Cartel Office tedesco o il Parlamento del Regno Unito che iniziano a capirne qualcosa e si fanno delle domande…

      • caio 9 March, 2019 / 04:40

        ok, magari ammuffita è un po’ troppo. è comunque riferita al pezzo che hai scritto. tipo, che, leggendolo, arrivato alla fine, clicco VaZapp e quello sì che è senza traccia di muffa…

        e (tanto per movimentarti stò sabato mattina, un po’) mi ricorda anche Liberati di Google!. o duckduckgo, o addirittura (stavo pensando a questo, prima) al fatto che non hai cookies, qui.

        spero di farti l’esempio giusto (siiicuro che non lo sarà): non te ne frega proprio nulla di vedere cosa leggo di te, quando e/o quanto lo faccio? è solo un biscottino, come coi frollini, uno, ogni tanto, mica ti può far troppo male.

        aggiunta: i tuoi pezzetti, qui, come vedi, io me li gusto lentamente. ma tu ne spari uno dopo l’altro come non ci fosse un domani… e mi piace, molto. assai assai!

        passamelo fantasticamente, sto’ weekend.

  2. Massimo 9 March, 2019 / 06:18

    Ciao Caio, sì, sono tornato a scrivere come un treno.

    Penso sia successo perché ho smesso di leggere cazzate.

    (tipo su Facebook)

    Feedly mi dà una vaga idea dei post più letti.

    Mi basta e avanza. Non voglio essere popolare.

    In nessuno dei possibili significati della parola.

    Poi se lo dovessi diventare, evviva. Ma non di proposito.

    Se ci pensi, è (anche) così che si è sputtanato, il giornalismo.

    E i blog stessi, ovviamente.

    Ma quel non aver cookie è (anche) per motivi di privacy.

    Rispettare la privacy potrebbe aiutare i business.

    I giornali, ad esempio.

    Nel mio caso, mi potrebbe aiutare a scrivere più libero.

    Senza vedere cosa è popolare o no.

    Col risultato, magari, di tornare a esserlo.

    Per le cose che scrivo, non per le pompe mutue e
    reciproche come una volta, quando ero una blogstar.

    Passami anche tu un weekend fantastico!

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