Fluidificare il traffico

Vorrei provare a riprendere la proposta di Stefano Parisi sul traffico. Bisogna “fluidificare il traffico”, ha scritto Parisi nel suo programma, al punto 4. Ecco alcune considerazioni:

1. Se devo dire la verità, non mi sembra un’idea così innovativa. Siamo sicuri che questa brillante idea non fosse venuta a nessun altro prima che a Parisi? Se qualcun altro ci aveva pensato, ci era poi riuscito o no? Insomma, è una cosa che è possibile fare?

2. Diverse città del mondo impostano i semafori per far sì che siano i mezzi pubblici a trovare sempre i semafori verdi. A Copenhagen fanno sì che li trovino sempre verdi le bici, purché mantengano una velocità di 20km/h. Qui vorremmo favorire le auto?

3. Se anche la cosa fosse possibile (punto 1) e una buona idea (punto 2), siamo sicuri che la maggior fluidità del traffico non causerebbe più incidenti? Oppure: quanti morti e feriti in più siamo disposti ad accettare per poter andare più spediti?

4. Ultima cosa: e poi, anche fosse, non funziona! Non funziona perché il momento in cui andare in auto dovesse diventare più veloce e più comodo e più facile, ci sarebbero più persone che direbbero: ma no, dai, prendiamo l’auto, che è più comodo!

Più ci penso, e più c’è una sola cosa che ha senso e che si dovrebbe fare davvero per “fluidificare il traffico” e non rallentarlo “attraverso regole oscure e impossibili da rispettare”, come scrive Stefano Parisi nel suo programma. Solo che Parisi immagino si riferisse alle zone-30, o agli inibitori di velocità. Io, invece, mi riferisco alle auto in doppia fila che, guarda un po’ che caso, non vengono mai citate né nel programma di governo di Stefano Parisi (di 88 pagine), né in quello di Beppe Sala (di ben 133 pagine).

E il modo più semplice di combattere la doppia fila è di prendere tutte le strade ampie abbastanza, e fare ovunque una corsia riservata alle bici. Se la strada è stretta, una corsia di fianco al marciapiede e protetta dalle auto al centro. Se la strada è più larga, protetta da una fila di auto parcheggiate parallele alla strada (e con multe e poi ritiro della patente per chi parcheggerà in altro modo). L’obiettivo deve essere: la puoi lasciare “per un minutino” solo per strada, dove fermerai le altre auto, non chi va a piedi o in bici.

Invece, nella Milano “progressista” di Pisapia più che parcheggi a pettine e spesso parcheggi a pettine con le auto per metà sui marciapiedi non si è fatto, negli ultimi 5 anni.

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