Funziona il Social Media Marketing?

Mi ero più o meno ripromesso di non postare più di cose web in italiano. E invece è successo che al post di Diegoli di qualche giorno fa sull’advertising che si sta spostando su Facebook e che starebbe sostituendo lo storytelling ha risposto un po’ piccato Gallizio.

E allora, proviamo a chiederci in modo semplice: Funziona il Social Media Marketing?

Ovvero: raggiungi tante persone? Tante quante? Dipende: vendi Pringles o vendi Jaguar? Se vendi Jaguar, forse devi chiederti se non sei nel posto sbagliato. Quanti dei tuoi fan o follower riesci a raggiungere, vuoi per colpa di un algoritmo che limita l’esposizione dei tuoi messaggi, vuoi perché, dove un simile algoritmo (ancora?) non c’è, i tuoi messaggi vengono comunque dispersi nel mare magnum dei messaggi di altre persone e aziende?

Oppure: hai contenuti così interessanti che, anche se visti da pochi, vengono però condivisi dai tuoi clienti ai loro amici? Non mi pare. Anche perché spesso non sono di qualità, forse anche perché sono stati esternalizzati – e spesso prodotti da stagisti – proprio quando sembrava che la via maestra per avere successo fosse di produrre tanti contenuti, in modo industriale. Infine, che contenuti interessanti puoi avere, se vendi patatine fritte?

Power Out? No problem

Proviamo con un (supposto) caso di successo. Questo tweet dei biscotti Oreo (i biscotti Ringo Boys originali americani) durante il SuperBowl del 2013, scritto quando saltò l’illuminazione allo stadio, è passato alla storia come uno dei tweet commerciali più di successo di sempre. Non lo dico io; lo dice Wired. E tutti i premi che hanno vinto.

Secondo il Professor Mark Ritson, autore di questo meraviglioso video dal titolo Social Media is a waste of time for Marketers, meno dello 0,2% degli americani che comprano i biscotti Oreo ogni anno hanno visto quel tweet. Ora, benissimo tutti i premi del cazzo vinti. Ma che sia il caso di chiedersi che impatto potrà mai aver avuto sulle vendite?

Quindi, per tornare a noi: è davvero così assurdo o così da restauratori da Congresso di Vienna dire, come dice Gianluca, che ha molto più senso produrre meno contenuti che tanto non si fila nessuno e cercare di far sì che siano migliori di quelli attuali e meritevoli di essere poi promossi sui Social Media a pagamento? A me sembra solo buonsenso.

8 Responses

  1. Enrico Bianchessi 25 June, 2015 / 09:45

    Sante parole. E’ come su Youtube: sparare video (magari non skippabli) a mitraglia (‘ndo cojo cojo) non è digital marketing, è paleolitic advertising. E anche una rottura indicibile…

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