Questo tipo con questa camicia spettacolare si chiama Nicola Landucci ed è la mente che sta dietro al nuovo Virgilio. Puoi anche richiedere il suo e-book Irreverent Web Design. Visto che – bontà sua – è gratis, ne ordino una copia anche per David Filo e Jerry Yang e una per Pierre Omidyar. Non si sa mai, potrebbero imparare qualcosa.
Il titolo, btw, è fuorviante. Avrebbe dovuto essere Irrelevant Web Design. Un portale è, fondamentalmente, una roba inutile. Meno design ci metti, meno mi rompi i coglioni.
O no ?

Mente forse andava virgolettato?!
Bhè, si vede che è un creativo :-) Anch’io ho appena prenotato una copia del libro e sono curioso di leggerlo, magari ci trovo qualche spunto interessante… anche se sull’uovo sono irremovibile: è una boiata (a mio modesto parere, ovviamente).
Max, conoscendo Pierre, mi sa che preferirà la camicia :-)
Pierre è un grande! La leggenda narra che girasse in braghe corte, capelli lunghi e cabrio scassata per la Silicon Valley infighettata di fine anni ’90. Si dice che la prima volta che è andato da un VC si sia presentato senza biglietto da visita e, addirittura, senza un powerpoint !
Ho letto anche io il pamphlet dell’autore dell’uovo di Virgilio …. diciamo che non sono molto d’accordo sugli argomenti portati. Le note che fa allo stato del web sono interessanti en condivisibili, ma la conclusione mi pare veramente illogica. Avete presente come rispondevano i neopositivisti a Heidegger quando scriveva “il nulla nullifica”? …. Mi sento molto neopositivista :-)
mi spiace deluderti, Fabio, ma no, nonho proprio presente. Heidegger era la mezzala del Bayern di Monaco, vero ? ;-)
mah…il solito grafico creativo che crea siti inutilizzabili…figuriamoci se il sito è un portale che dovrebbe essere il più usabile possibile dovendo contenere tanta informazione.
Quel bel ragassuolo dovrebbe leggersi il libro di zeldman…scommetto che è uno di quei classici architetti o designer di interni che nell’epoca del boom di internet ha deciso di trasferirsi nel web ;P . Il pirla è chi gli ha dato corda!
Ciauz, Marco.
oppure organizzava mostre di pseudo-arte allo “spazio prada” a Milano, il miglior posto dove portare gli amici turisti che vogliono vedere del sano kitsch milanese ora che hanno chiuso Fiorucci in c.so Vittorio Emanuele…
oppure ancora, più semplicemente, lavora a Ootworld. Il colpevole, comunque, è chiaramente chi ha scelto Ootworld – non certo il nostro amico Nicola. Anch’io avrei fatto una minchiata simile sulla home di Virgilio se me lo avessero chiesto.
io avrei fatto di peggio….
confermo tutto su pierre, macchina compresa. ma la parte più spassosa è quanto ti racconta dei primi meeting ocn gli investitori : “quali asset avete?” – “abbiamo la community” – faccia ebete dell’incubator – “altro?” :-)
:-)
Uhm… La camicia dà un 403…
Ore 00:23 del 25/03/2004 | Il link a Nicola Landucci mi restituisce “Forbidden. You don’t have permission to access / on this server”. Sarà mica colpa della camicia?
it’s forbidden unless you buy one of his shirts! ;-)
Landucci presidente del consiglio!!!!
allora corro subito a comprare una camicia QUI ;-)
magari quelli di e-shirt potrebbero produrre le camicie firmatte da Landucci…
che ne dite?
dici che se compro la #60 divento un ueb-desainer anche io ? ;-)
li contatto!
Nicola Landucci, additato come ‘stregone’ dalla Santa Inquisizione del Web….
e’ nella natura dell’uomo avere paura di tutto quello che non conosciamo.
Quello che mi lascia perplessa
è che i web designer la creativita’ dovrebbero conoscerla.
E’ nato il ‘caso’ Landucci, un x-files del web.
Landucci ti amiamo
Landucci è l’ennesimo venditore di fumo dell’Italietta dei Furbetti di questi ultimi anni. Stà pateticamente cercando di spacciare per innovativo un sito ributtante, spregiando tutto ciò che precedeva la sua comparsa. Ha il livore qualunquista di Sgarbi e la faccia a deretano di Mengacci. Si tenga pure la sua botta di culo, vada a S. Domingo a ciucciar mojito e si levi dal web. Il buongusto e lo stile ringrazierebbero commossi. Il PDF che ha scritto è il Bignami del Paraculo Rampante. Mi ricorda tanto un suo degno maestro, uno che prende per il culo il popolo da qualche anno, dai cartelloni pubblicitari alla TV. Ma di entrambi, se vai oltre le camice vomitevoli o i sorrisi imbonitori o il populismo da bar, ti rimane solo un infinito senso del ridicolo.