Ciao Layla,
mi chiamo Massimo e sono il responsabile di Meetic in Italia.
Una società francese, Meetic ha 3 milioni di iscritti, è presente in 7 Paesi ed è il leader in Europa nel dating online, un settore che negli USA vale 302 milioni di dollari (2002). In Italia siamo presenti da 10 mesi, abbiamo oltre 400,000 iscritti e iniziamo a fare utili. Abbiamo investito oltre mezzo milione di euro – tutti su Internet. Mi sto candidando per una speaking opportunity al prossimo Forum IAB? No, non direi.
Innanzitutto, I don’t love banners.
Con frequenza bassa servono a fare risultati, con frequenza alta a fare brand, ci ha raccontato un professionalissimo Bob Ivins [video] di Yahoo! giovedì scorso. Sarà.
Di certo ti posso dire che meno del 3% degli iscritti a Meetic arrivano dai banner, il mezzo più labour-intensive di fare iscritti che io abbia mai provato.
Ma IAB ormai parla soprattutto alle aziende cosiddette offline, mi dirai. Peggio ancora. Se non sono in grado di usare bene i banner per fare risultati io che lavoro su Internet da 3 anni, che speranza ha un’azienda che si affaccia su Internet per la prima volta?
Ma i banner fanno brand – qualunque cosa voglia dire. Davvero siamo così pieni di noi stessi da pensare che BMW o SONY abbiano bisogno di comprare banner su Libero o su Virgilio di fianco a qualche logaro o ai casinò per fare brand?
Sicuramente Internet può portare grandi risultati alle aziende. Il Forum IAB è stato organizzato bene ed è stato un successo. Sicuramente i casi aziendali erano interessanti. Ma… I love banners ? Deve cambiare chi vende pub, o… chi compra? Siamo sicuri?
Non sarebbe ora di abolire un formato poco pratico e poco utile – oltre che sputtanato da 2 anni di loghi-e-suonerie ? Giovedì hai detto che è un errore associare bolla finanziaria e pubblicità su Internet. Secondo me banner e bolla sono legatissimi l’uno all’altro (vedi il Capitolo 1) del mio libricino. Non sarebbe ora di provare a guardare oltre ?
A presto,
Massimo

ma che barba, basta autocitarsi … Non puoi recitare la parte del guru del marketing interattivo e poi linkare i power point di quel cimelio della Antognazza oppure i tuoi preziosi capitoli dove sul finire del 2002, da bravo disoccupato, sparavi merda su tutti.
Ma cosa sei, Savonarola?
guarda, chi e cosa sono io è abbastanza facile da capire – nel senso che è tutto qui, online. Posso chiederti invece di farci gentilmente sapere chi sei tu? Tuo nome e cognome, tuo lavoro attuale, tue esperienze passate…
già che ci siamo, perchè tiri in ballo Elena ?
mio nome e cognome permettimi di tenerli buoni per parenti ed amici :) per quello che riguarda la cariera… vediamo
nel 94, 95 studio Scienze della Comunicazione a Roma e contemporaneamente inizio a lavorare per una piccola agenzia creativa che ha tra i suoi clienti Telecom Italia su Internet. Dopo qualche anno di lavoro tra 98 e 99 passo un pò di tempo a londra per curare la start up italiana di una web company europea (all’epoca avevamo 14 sedi) dopo di che sul finire del 99 mi trasferisco a Milano nei nuovi uffici e li faccio un pò di tutto, da montare la rete a webmaster a responsabile promozioni (mi tocca parlare anche con il primo amministratore delegato di Jumpy, una cosa da BRIVIDI….).
Tra una cosa e l’altra riesco anche a laurearmi, 110 e lode con una tesi sperimentale su … Web Advertising :)
E insomma, vivo a milano nel biennio d’oro del Web, quando le convention degli Ad Network si fanno a Les Deux Alpes, tutto pagato per chi paga :) ; ho avuto a che fare con tutti i personaggi più tristi del settore, te lo garantisco. Gente che in 6 mesi cambiava 8 lavori passando dal pulisci cessi al responsabile corporate adwatching o CEO … e ritorno chiaramente.
Nauseato da questo modo di lavorare e di fare soldi (?!?!), scappo da milano, ma conoscendo la tristezza della capitale per quello che riguarda il Web (Mauro Lupi è un uomo preparatissimo e dolcissimo, ma se magari ogni tanto aggiornasse il sito…) mi fermo a metà strada.
Qui mi occupo prima di gestire la campagna di comunicazione per la quotazione in Borsa, poi, a quotazione avvenuta, divento Responsabile Marketing. Come puoi immaginare, anche in questo ruolo, mi tocca spesso andare per nebbia (milano) e vivo così l’epoca del riflusso … faccio riunioni con persone che rappresentano … se stesse. Vedo uffici, dove una settimana prima avevo visto centinaia di persone, segretarie, centraliniste, completamente svuotati con il CEO che mi dice “stiamo sistemando i bilanci”…
Comincio a pensare che il male peggiore per il mercato web in italia sta nei suoi dirigenti (mi ci metto dentro anche io) Country Manager, Web Marketing Direcotr, Ad Sales che Salesano nulla se non se stessi da un posto ad un altro. Personaggi che fino a qualche anno fa facevano i PR in discoteca ed ora, senza capacità alcuna, fanno i dirigenti web e marketing di importanti realtà finanziarie.
E allora … mollo il web, o meglio; decido che ho davvero bisogno di una sana dose di REALISMO .. ed eccomi qua; dall’aprile del 2002 mi occupo, per un importante gruppo editoriale del centro italia, di curare il marketing, la nostra presenza su web e l’infrastruttura tecnologica …
Allora, con queste linee guida sul chi sono, ora ho diritto di parola sul tuo blog, o devo necessariamente essere una Blogstar, aprire un dibattito con La Pizia o linkare Mlist per essere abbastanza COOL per te?
PS. Un libro no, non lo scriverò mai; 3 anni fa ho firmato un contratto con un editore romano e dopo 6 mesi ho disdetto io, pagando la penale… sul mio blog la fuffa è di casa, ma non mi sembra corretto far pagare un lettore, magari attirandolo con un titolo del tipo “Come fare soldi su Internet avendo una piccola impresa”, per poi incantarlo con la traduzione dell’ultima ricerca made in USA…
Massimiliano, dai, non è molto fine prendersela con l’ex fidanzata…
so a chi ti stai riferendo, ma sfortunatamente io non gestisco mailing list e .. sono di roma :) hai preso una bella cantonata, complimenti!
Per quello che riguarda Elena, la tiro fuori come esempio di Marketing sottovuoto, non credo ci sia nulla di memorabile in quello che fa, se non il suo modo di venderlo…
Lei, come altri, consulenti che popolano le mailing list in cerca di imprenditori disperati :), ma non voglio sparare sulla croce rossa..
adesso mi ricordo perché era un po’ che non tornavo più su questo blog… questi post da gnomo che dà del tappo ai puffi fanno francamente un po’ tristezza… e poi quel lei non sa chi sono io al contrario ne fa ancora di più…
c’hai ragione dav, chiedo perdono, ma è stato più forte di me; poi quando m’ha chiesto le generalità … non ho resistito a giocare a chi ce l’ha più l…!
Prometto che provo a trattenermi, salut
Bah… hai detto una cosa verissima “Comincio a pensare che il male peggiore per il mercato web in italia sta nei suoi dirigenti” … sono assolutamente d’accordo con te, ma credo che lo siano in molti, ovviamente tranne loro… :-)
In Italia abbiamo un modo tutto nostro di portare avanti le cose, che spessissimo prescinde dalle competenze, per fare spazio alle relazioni, agli yes-man ed ai politicanti di ogni livello.
Detto questo, se tu fossi stato al Forum IAB, avresti visto come le considerazioni di Massimo, non sono certo campate in aria.
Aggiungo:
– una presenza del 70% (stima mia) di operatori del settore (alias venditori)
– una mancanza di qualsiasi novità (ZERO)
– i soliti discorsi di persone che lavorano sulla Rete, ma che l’unica cosa che sanno dire che la Rete è diversa dalla televisione (giusto dire, perchè poi nella pratica applicano gli stessi identici criteri)
– esordio del convegno “Non conta il CTR, ma l’awareness: i banner fanno brand!”, ma chi ci crede? CHI CI CREDE?!?
Ciao
Mau
ti devo una birra, Mau! :)
uhm, ritenevo chiuso il discorso ma vedo che si è rianimato e visto che leggo cose intelligenti mi sento di re-intervenire per dire che: non ho ascoltato con attenzione gli interventi degli altri relatori, ma è chiaro che ognuno ha parlato per tirare l’acqua al proprio mulino. O dovevamo aspettarci che publitalia parlasse delle e-mail? o yahoo del costxclick? questi si che sarebbero stati veri scoop…Io di certo non ho parlato bene dei banner, anzi non ne ho parlato proprio. E poi, ho letto delle critiche su come si è comportato lo IAB finora, ma sinceramente lo IAB post-Rampolla è molto diverso e pieno di buona volontà. Infine, lasciatemi spendere una parola in favore di Elena che, per quel poco che la conosco, è molto competente, sicuramente molto di più di quelli sul palco (me compreso :O). Un saluto.
Sullo IAB post-Rampolla hai perfettamente ragione Blogico … diciamo anche che fare di meno era proprio dura. Non solo; direi che liberarsi anche dai conflitti di interessi è dura e non parlo solo di interessi “di mercato”, ma anche di interessi di parte particolarissimi. Abbiamo di fronte a noi una lunga strada prima di essere, a titolo, considerati un mercato maturo…
Grazie a gypo (sono tardo ma non ti ho riuconosciuta/o, sorry) per il “dolcissimo e preparatissimo” . Per “il sito da aggiornare” stiamo lavorando… ;-) Il discorso su IAB Forum e le invettive di Massimo su tutto e tutti mi fanno ricordare quello che mi diceva il mio papa’: “Guarda sempre chi è meglio di te”. Mi piacerebbe davvero leggere di segnalazioni di storie positive, di idee intelligenti, di casi di successo che, anche nei periodi di euforia-follia e di sboom non sono mancati, sempre che uno abbia gli occhi per vederli.
OHHHHH MAURO, diglielo che non sono Massimiliano a questo tipo :) / le tue parole non si possono non condividere, e … ribadisco il giudizio … adesso mi devi l’aggiornamento del sito :)