nanopublishing

No, non voglio mica dare una mano a quel sant’uomo che, proprietario di tre televisioni e di una grande casa editrice, si è buttato anima e corpo in politica tralasciando (risanando, anche) le sue aziende al punto che queste gli si sono rivoltate contro…

Più semplicemente, voglio lanciare dotcoma nanopublishing perchè ho sentito dire che qui si diventa ricchi e ci si compra la villozza in Sardegna. Vorrei iniziare da tre blog. Tre è il numero perfetto, e mai vorrei far arrabbiare il Cardinal Ruini.
Cerco tre blogger femmina che si presentino bene (e non solo) per altrettanti blog su Kamasutra, Tantra e Sesso Orale. Le candidate che fossero interessate sono pregate di presentarsi opportunamente poco vestite. Astenersi grasse, brutte etc. Grazie.

Tv sul web

Pare che sarà la tv a passare dal web – e non il web dalla tv, à la Freedomland. Ma cosa vuol dire? ieri a IAB Forum, Paolo Durante di Nielsen Media Research ha parlato di Tivo come dalla fine della pubblicità, lasciando più o meno intendere – o almeno io ho capito così – che sarà anche per effetto di Tivo che i soldi della pubblicità passeranno al web. Subito dopo, Danny Meadows Klue, CEO di IAB Europe, ha parlato di TV-style ads on the Internet. Infine, Virgilio diventa Alice, il broadband è centrale e… forse finalmente potremo andare in bagno fra una pagina e l’altra anche su Internet. IAB di ieri ci parla di un web che finalmente – non ne vedevamo l’ora – avrà i suoi formati pubblicitari televisivi. La tv – quella che conta, cioè la pubblicità – finalmente anche sul web. Spot, altro che banner. Un canale da 20 milioni di telespettatori. Più rock di Celentano.

The Search di John Battelle ci parla di uno scenario opposto. Non sarà la pubblicità televisiva che irrompe su Internet, bensì i programmi tivù che ci arriveranno via IPTV e che cercheremo non più su Tv Sorrisi e Canzoni ma con la stessa interfaccia con cui facciamo le altre nostre ricerche. Non saranno gli spot a invadere il web, a casaccio, a seconda del target di ciascun canale, ma un motore web-based di adserving che deciderà quali pubblicità mostrare a chi. La G grande saprà tutto di noi, ma non dirà nulla a nessuno. Neppure al Governo Cinese, si spera. Ma prima di farci vedere il programma scelto, o durante il programma, ci farà vedere delle pubblicità a seconda di chi siamo e di cosa abbiamo cercato negli ultimi giorni. Interessante e inquietante, anche se in parte sembrano un po’ i discorsi tipo anno 2000, del tracciare gli utenti, sapere tutto di tutti etc.