Pare che sarà la tv a passare dal web – e non il web dalla tv, à la Freedomland. Ma cosa vuol dire? ieri a IAB Forum, Paolo Durante di Nielsen Media Research ha parlato di Tivo come dalla fine della pubblicità, lasciando più o meno intendere – o almeno io ho capito così – che sarà anche per effetto di Tivo che i soldi della pubblicità passeranno al web. Subito dopo, Danny Meadows Klue, CEO di IAB Europe, ha parlato di TV-style ads on the Internet. Infine, Virgilio diventa Alice, il broadband è centrale e… forse finalmente potremo andare in bagno fra una pagina e l’altra anche su Internet. IAB di ieri ci parla di un web che finalmente – non ne vedevamo l’ora – avrà i suoi formati pubblicitari televisivi. La tv – quella che conta, cioè la pubblicità – finalmente anche sul web. Spot, altro che banner. Un canale da 20 milioni di telespettatori. Più rock di Celentano.
The Search di John Battelle ci parla di uno scenario opposto. Non sarà la pubblicità televisiva che irrompe su Internet, bensì i programmi tivù che ci arriveranno via IPTV e che cercheremo non più su Tv Sorrisi e Canzoni ma con la stessa interfaccia con cui facciamo le altre nostre ricerche. Non saranno gli spot a invadere il web, a casaccio, a seconda del target di ciascun canale, ma un motore web-based di adserving che deciderà quali pubblicità mostrare a chi. La G grande saprà tutto di noi, ma non dirà nulla a nessuno. Neppure al Governo Cinese, si spera. Ma prima di farci vedere il programma scelto, o durante il programma, ci farà vedere delle pubblicità a seconda di chi siamo e di cosa abbiamo cercato negli ultimi giorni. Interessante e inquietante, anche se in parte sembrano un po’ i discorsi tipo anno 2000, del tracciare gli utenti, sapere tutto di tutti etc.

qualche porcata (leggi censura) Google la fa in Cina…
veramente è il governo cinese a porre veti su Google….
e Google pur di entrare in quel mercato quando qualche utente cerca qualche parola tipo democrazia,libertà non funziona….Clicca sotto per ulteriori info
non era questo il mio punto. la domanda era: avremo gli spot con la valeria marini anche sul web – figata, non vedo l’ora! – e quindi il modello degli spot a cazzo basati sul target e sulla pressione televisiva vinceranno anche sul web o invece fra cinque anni metà del pubblico avrà un Google Tivo e metà della pubblicità televisiva quindi passerà via un sistema che interagirà con adwords?
Chi lo ha detto che ci sarà uno scenario unico? Ci saranno più modelli che coesisteranno, quelli che hai descritto più tanti altri.
mmm mi sa di una delle solite boutade per sparlare di buziness dove nn c’è piu’ buzinezz.
la pubblicità (ve lo dice uno che ci lavora) si fa spendendo SOLDONI tra pellicola (o le nuove macchine da presa in HighDefinition), macchine per la post produzione che costano quanto una ferrari, teatri di posa con green screen che ad affittarli ci pago il mutuo della casa in un anno… e adesso arriva uno che mi dice che la pubblicità sarà solo trasmessa dentro un triste monitor ad una tristissma risoluzione di 300pixel… ma valà…
non ti seguo. io, al contrario, penso che sarà trasmessa in tv, ma sarà un motore tipo quello di adwords a decidere chi vede cosa…