il Partito con la P maiuscola

La logica del Partito con la P maiuscola, intendendo per tale ovviamente l’unico vero erede – anche economico, o forse ormai solo economico – del fu PCI, è molto semplice: Tutti gli altri, compresi i fuoriusciti di sinistra, sono solo gente che andrebbe arsa viva. Però, e qui c’è un cambio di direzione totale, vanno tutti bene se, dopo aver detto peste e corna contro il Partito, sono disposti a portare acqua al mulino del Partito stesso: ad accordarsi elettoralmente con Esso (SEL), o se fossero disposti ad accontentarsi di qualche poltrona (M5S, ma così non è), o se sono disposti a farsi comprare per passare al Partito (i fuoriusciti del M5S), o disposti a trattare, o anche solo a far sembrare il Partito importante (Berlusconi), o a preservare lo status quo (pensa la Lega a braccetto con un Presidente della Repubblica di Napoli). Vanno TUTTI bene, purché facciano quello che il Partito vuole.

La bolla di Renzie

Non voglio neppure parlare della bolla di un partito passato dal 41% al 23% in un anno. L’unica vera domanda è: Renzi è intelligente a non lasciare dichiarazioni post-voto, o è sotto choc perché credeva di essere non più Spadino ma Fonzie per davvero?

E’ davvero un anno che crede alle sue stesse balle e alla Boschi che gli dice che è bello, intelligente, magro, amato da tutti e bravissimo con l’inglese? E, Matteo, sapessi quanto è stata felice la Merkel per il regalo della maglia della Fiorentina!

Remano contro

Ieri ho addirittura sentito usare l’espressione “remano contro”. Che era, se te lo fossi dimenticato o se sei giovane, quello che diceva il papà di Matteo per prendersela con i “gufi”. Mancano solo gli spot tivù che dicono: “Fatto!”, e poi siamo in pieno Berlusconi-I.

Con una sola e non trascurabile differenza: che allora era pieno di giornali e di associazioni e di “intellettuali” (di regime) che si stracciavano le vesti per avvertire il Paese del gravissimo pericolo e del fascismo incipiente, mentre ora “stanno tutti bene”, pare.

Che è uno dei motivi per cui, se mai andrò in futuro a votare in un qualunque ballottaggio, voterò per la “destra”. Questo disgraziato Paese sta bene o almeno meno peggio in mano a una “destra” che fa poco e a una “sinistra” che chiagne e fotte, che non il contrario.

Capitali freschi

La logica di chi è felice ogni volta qualcuno decida di “investire” in Italia, di portare qui “capitali freschi”, come amano dire, io, francamente, non la capisco. Vedi, il problema è che purtroppo NESSUNO decide di “investire” in Italia perché qui ci sono belle teste, ottime università, un sistema di tassazione equo e semplice, gente meritevole di fiducia, poca burocrazia, un sistema di aiuti a chi vuole provare a mettersi in proprio e di tutele per chi non dovesse farcela, perché mica sempre si ha successo. No. L’Italia è l’esatto opposto di quanto sopra descritto. Nessuno viene qui a investire. Vengono qui a comprare aziende di chi è riuscito a farcela grazie a genio e duro lavoro e nonostante l’Italia, non grazie al sistema-Italia, e che magari non ce la fa più, vuoi per le tasse, vuoi per la crisi del Paese, vuoi per la mancanza di cultura manageriale che fa sì che quando scompare il fondatore della fabbrichetta, tutto vada regolarmente a mignotte, soprattutto se prende in mano l’azienda il figlio-con-MBA e abituato ad andare in giro in Porsche fin da quando aveva 20 anni. Non stanno “investendo sull’Italia” perché credono nell’Italia. Stanno comprandosi chi ce l’ha fatta nonostante l’Italia. Possibile che sia così difficile da capire?