Fare soldi con la politica

Sono “indignati” perché Grillo guadagnerebbe col blog.

Ma tanto per iniziare: indignati de che?
Siete al governo con B. e ancora volete parlare?

Altro che biowashball: sono convinti che Grillo e il riccioluto
abbiano messo su tutto questo circo per “portare ‘audience’
al blog” e quindi per “fare soldi con la politica”.

Capito? Non sono i politici incapaci e che prendono soldi
come se piovesse e benefit assurdi a fare soldi con la politica.

Non sono i loro amici che controllano “pacchetti di voti”
e piazzano in banche (MPS?), fondazioni, ASL, ospedali,
partecipate, A2A, SEA, Expo, Alitalia, Trenitalia etc.

Non sono i capitalisti grandi e piccoli attaccati alla
sottana dello Stato, da chi fa le rotonde e i marciapiedi
per i comuni e trova il modo di sapere quanto offrono
i suoi competitor nella gara, o magari viene solo lui
a sapere di una gara e poi casualmente vince…

…fino ai grandi, gli Gnutti&co a cui regalano Telecom,
i Benetton a cui regalano Autostrade, gli Agnelli a
cui regalano soldi da 50 anni (e Alfa Romeo, distrutta),
i criminali che speculano sulla salute degli altri a Taranto,
o Berlusconi a cui regalano le frequenze televisive…

No, non sono questi a fare soldi con la politica.

Quello che “fa soldi con la politica”, a sentire queste
teste di cazzo, è uno di 65 anni, uno che 30 anni fa già
si poteva permettere la Ferrari, uno che col suo lavoro
onesto nel 2005 ha dichiarato 4 milioni di Euro, e ora
gira in camper per tutta Italia e si fa un culo così gratis
perché si è rotto i coglioni di questa gente di merda.

Bisogna essere dei geni

Bisogna essere dei geni. Oppure dei criminali. Dunque: il tuo partito è presente in modo capillare sul territorio, con sedi, volontari etc. Il tuo avversario, invece, è l’uomo più ricco del Paese nonché proprietario di tre televisioni. Dove vai a trovare un modello per il tuo partito post-comunista e post-democristiano? Negli Stati Uniti, dove le elezioni costano miliardi di dollari e si vincono o perdono in televisione da 50 anni a questa parte.

Poi va a finire che arriva uno che fa quello che hai smesso di fare da anni, va in piazza, parla con la gente, si confronta, parla con le associazioni e i movimenti, usa il web e non la tivù (il web per il PD inizia e finisce con YouDem), dice ai cittadini che devono impegnarsi, prova a fare democrazia dal basso, e tu cosa fai? Prima lo chiami “fascista” e dici che è meglio votare per Berlusconi, e poi cerchi di escluderlo dalle elezioni.

Crisi ideologica

Crisi ideologica in vista per il PD: non ci sono più nè il comunismo, nè la Torino-Lione.

Ah, sì, e sono anche al governo con Berlusconi da 18 mesi…

Il nulla vestito di nulla

Il PD è il nulla vestito di nulla. Certo, non si sono mai puliti il culo con la bandiera, non hanno mai detto che Eluana era viva perché “ancora in grado di fare figli”, che il fascismo mandava i dissidenti in gita al mare, che…

Ma cosa hanno fatto? Si sono indignati. Tante volte. E basta.

Hanno mai coinvolto i cittadini su legalità, ambiente, difesa della Repubblica, partecipazione? No. Mai. Lo hanno fatto altri, in modi e tempi diversi, con più o meno successo: le Agende Rosse, il Movimento Viola, Giustizia e Libertà, i referendari, Di Pietro; tanti comitati di cittadini, e ora Beppe Grillo.

Ha mai formulato il PD un vero e proprio piano contro l’egemonia culturale della destra, delle banche, della finanza, dei “mercati” etc? No. Anzi. Si sono bullati dela fatto che Goldman Sachs sperava vincesse il PD. Di cosa hanno parlato in campagna elettorale? Del nulla: praticamente solo di alleanze; ma quali alleanze? Dipende dalla Legge Elettorale, perché per loro Monti o Vendola è uguale.

Di cos’altro hanno parlato? Di cose vaghe: il “lavoro” (eh, il lavoro; ma senza avere nessuna idea), l’Europa, i giaguari da smacchiare, questo partito qui, quella roba là… Per forza che hanno bisogno di Berlusconi: senza Berlusconi, non sono nulla. Per forza che hanno paura di Grillo: Grillo è un vulcano di idee, condivisibili o meno. Loro sono il vuoto assoluto. E adesso? Si divideranno le due “anime” del partito? Non penso: il PD non è un partito, bensì un ufficio di collocamento. Il Kennedy della Brianza metterà in piedi un suo partito? Sarebbe bello, ma temo di no.