Seguo la cosiddetta ‘politica’ dal 1990, quando l’arrivo sulla ribalta dello statista di Cassano Magnago rese i dibattiti politici se non più interessanti, almeno più coloriti.
In questi anni, il PD-e-precedenti-brand ha dato del fascista a chiunque abbia osato mettersi fra loro e il potere. Il che, considerato quanto sono scarsi, non era così difficile.
Prima Bossi, uno che invece di venerare il tricolore come i fascisti, ci si puliva il culo. Poi Berlusconi, uno per il quale lo Stato era solo uno strumento per poter fare soldi. Più di recente, Grillo, un comico. Un comico che era amico di Dario Fo e Sandro Pertini.
Forse ancora più interessante il caso della nuova Lega, dapprima rispettata da Napolitano ai tempi di Maroni e poi ignorata i primi tempi con Salvini. Fino a quando sono cresciuti, al punto di diventare un competitor e di venir chiamati fascisti. Non trovando di meglio da fare, il PD ha addirittura fatto un governo coi fascisti di prima, quelli del comico.

