Il grande accentratore

Piuttosto che decentrare il potere come avevano predetto i suoi primi fautori, Internet lo sta concentrando. – Eli Pariser

Al posto di centinaia di mercatini, hai eBay; al posto di un’agenzia di viaggi a ogni angolo, hai Booking ed Expedia; i taxi rischi di ordinarli tutti con Uber (io spero di no, ma…). Le pagine gialle sono blu, rosse, gialle e verdi, e iniziano con la G. Almeno metà delle email inviate nel mondo sono inviate da tre soli servizi americani. L’album delle foto è lo stesso indipendentemente da dove vivi, e così pure il tuo diario. Raccogliere informazioni sul tuo conto non è mai stato così facile e poco costoso. Sì, certo, puoi aprire il tuo blog con tre click, ma poi chi lo legge? In compenso, il processo di concentrazione dei media va avanti. Ma se vuoi, puoi credere che va tutto bene, che è tutto “progresso”.

Twitter: numeri da vera dotcom!

Twitter è stata fondata 7 anni e mezzo fa (marzo 2006).

In Twitter sono stati “investiti” 1.16 miliardi di dollari, o quasi quanto Google ha speso per *comprarsi* YouTube. Nei primi 6 mesi del 2013, Twitter ha perso 70 milioni di dollari. Però adesso la portano in Borsa (che fegato!). Intanto, per portarsi avanti e per tranquillizzare i gonzi che “investiranno”, hanno già pronto un piano per non pagare le tasse il giorno – dovesse mai arrivare – in cui faranno profitti.

Ciao, Marco

Tantissima gente che avrei però voluto rivedere in un’occasione molto, molto diversa.

Una task force per le start-up

Ecco cosa mancava in Italia: una serie di riunioni inutili e congressi inutili e parole al vento con la pretesa di costruire in modo top-down un ecosistema per le start-up. Io mi chiedo: il distretto industriale, che so, del tessile a Biella, o a Prato, o a Carpi, è nato così? Dubito.