Sapessi com’è strano…

Bellissimo spettacolo ieri sera a Milano. Ho sentito la parola fabbrica forse qualche volta di troppo e registrato un attacco di Dario Fo un po’ fuori luogo e quasi senza applausi, peraltro, alla Milano della moda. Per il resto, sono tornato a casa convinto che i DS abbiano buttato al vento un’altra grande opportunità e che Dario Fo possa farcela.
Ho trovato e fotografato un pericoloso comunista in metropolitana. Poi, una volta arrivato all’ex PalaTrussardi della Milano da bere socialista che fu, mi hanno addirittura chiesto se potevo essere interessato a falce e martello. O cazzo, ma da usare al posto del treppiedi, stavo per chiedere? Poi ho capito che era solo un innocuo foglietto ostalgico.
Bravissimi Dario Fo ed Enzo Jannacci, buoni gli interventi di Basilio Rizzo e Paolo Cento e molto interessante la testimonianza del sindaco di Londra Ken Livingstone: ticket per entrare in città, meno auto, autobus che iniziano ad arrivare prima del dovuto e tabelle degli orari che devono essere riviste, passeggeri autobus che passano da 4 milioni a 6 milioni al giorno, eliminazione delle auto blu e sindaco, staff e dipendenti del comune che usano tutti i mezzi pubblici, lotta contro i parcheggi nella città (chi semina parcheggi raccoglie traffico), 900 km di piste ciclabili già oggi e l’obiettivo di arrivare a 3.000 nel 2010, quando a Milano saremo a 20 km circa, e intralciate da auto in parcheggio e motorini… Insomma, un’altra città è possibile. Basta volerlo. Basta votarlo.
Domenica 29 gennaio vota Dario Fo.

L’IKEA

Dio come sono di buon umore oggi. Dopo una settimana da incazzato, così, senza motivo. Se solo sapessi perchè, brevetterei quello che ho mangiato ieri sera e diventerei ricco. Sono così di buon umore che sono addirittura felice di essere andato all’IKEA – per la terza volta in una settimana. Sempre meglio che comprare pop-up, dirai. Devo arredare l’ufficio.

Odiavo l’IKEA. Non più. E’ pieno di roba incredibilmente brutta – design nordico, dicono. Ma anche di roba ragionevole e minimalista a prezzi ragionevoli e minimalisti. Inizia a piacermi, l’IKEA, forse anche per via di quelle ragazze svedesi lunghe lunghe vestite un po’ come delle contadinotte. Uè, Susana, vien ki ke te fu vedé stu bel divan che hu truà.

Ok, forse non sono svedesi, forse sono le tuse dell’ultimo contadino di Carugate, ma mi piace l’IKEA. Siamo a zero gradi ma si mangia salmone e aringhe fredde, così anche se stai mezz’ora in coda non si fredda nulla. Ne sanno una più del diavolo, sti svedesi.

Oggi parliamo di traffico

Oggi parliamo di traffico. Argomento scottante, eh?

Puzzolente, più che altro. Ma va! L’aria a Milano è ottima…

Ok, si sono resi conto che bloccando il traffico sarebbe successo il finimondo. Ma: esiste un piano per provare a migliorare la situazione per l’anno prossimo, l’anno dopo, fra 5 anni etc? O la cosa migliore che possiamo fare è iscriverci a un corso di danza della pioggia?