Talebano, anticapitalista e permaloso. E contrario alla giacca e cravatta, come avete sottolineato tutti nei commenti. Cazzo, uno che non fa entrare una persona perchè è in giacca a cravatta, quello sì che è un talebano. Io, no. Giuro. Non so fare il nodo, ma quello è un altro discorso.
Assodigitale vuole sponsorizzare il BarCamp di Torino. Bene. Ne abbiamo bisogno? Per cosa? Il caffè? Le hostess? (e grazie ad Andrea per la focaccia dell’ultima volta). Se sì, cerchiamo uno sponsor. Che paghi. Non uno sponsor aggratis, che quello sono capace di farlo anche io.
Perchè se diciamo di sì solo per poter dire in giro oh che fighi che siamo, oh che bello, ci “sponsorizza” Assodigitale, facciamo la figura degli sfigati. Sembriamo quelli che, ai tempi, mettevano i banner di Amazon sul proprio sito per sembrare importanti, altro che web2.0.
Al BarCamp di Londra Yahoo!, eBay e la BBC hanno messo la sede e pagato tutti i pranzi. Lo stesso giorno in cui abbiamo fatto il BzaarCamp a Milano, in Irlanda hanno tenuto un BarCamp in questo bellissima struttura per start-up a Cork. Voglio dire: tirarsela fa molto Niu Economi, ma visto che il primo BzaarCamp è stato un grande successo, perchè non ci diamo un po’ un tono?
21 Responses
Comments are closed.

Massimo 4 president!
scusa ma se lo sponsor non paga che sponsor e’?
Sponsorizzare = “Mettici i soldi”
Gratuitamente si fanno solo i patrocini, ma di quello un BarCamp non ha bisogno.
Piuttosto, quello si, di strutture e infrastrutture che, per quanto possa essere informale, una convention ne ha bisogno.
Cattivissimo! Per questo ci piaci! :)
Mantellini, il Moruzzi intendeva “patrocinio”, che di norma non finanzia ma fa da garante.
Ciao
oh, ringrazio il cielo di non essere l’ultimo comunista rimasto in Italia! ;-)
(un Paese dove abbondano i capitalisti senza capitali e gli imprenditori coi soldi dello Stato)
ah beh se la questione e’ “patrocinare” allora ci vuole ciampi, non assodigitale.
se volete patrociniamo noi. (No, non sottorete. no, non Google. Porto 10 donne di un metro e ottanta in costume da beachvolley e mikasa gialoblu). Vi va bene così?
no, Stefano. Perchè me l’hai già raccontata più di una volta, questa gag ;-)
Se però assodigitale prova prurito al primo mini-confronto tra blogger, è forse meglio che “garantisca” qualcos’altro.
Té immagina se ci metteva i soldi… :D
alcuni blogger son sporchi e cattivi. E menomale.
Oh io sulle prime quando ho letto la cosa di Assodigitale mi è venuto fuori un bel chissenefrega.
Però detta così, dal punto di vista di Massimo, beh, devo dire che condivido in pieno. Non ci serve mica uno che garantisca la nostra autorevolezza. Bravo, Massimo!
PS: non per fare il genovese pidocchio, ma son genovese, quindi rientra nel personaggio temo. La focaccia l’abbiam portata anche io e la mia lei… :))
e allora vi facciamo co-patrocinatori del prossimo BarCamp assieme ad Andrea! :-)
A me quest’aria da caccia alle streghe non piace per niente. Ognuno parla il linguaggio che conosce, per un’associazione il modo di dire “mi piace sta’ cosa” è patrocinarla.
Massimo ironizza sul comunismo, il comunismo “sano” significa condivisione delle risorse con tutti, non solo con i tuoi simili: mi sta bene rifiutare il patrocinio, ma secondo me abbiamo fatto la figura degli elitari talebani poco disposti al dialogo.
Io trovo interessante che lo trovino interessante, spero che venga qualcuno, spero che le porte restino aperte per tutti quelli che hanno voglia di partecipare, stando alle regole.
Se poi non stanno alle regole, li massacriamo ;-)
Diciamo che anche il punto di vista di Mafe è condivisibile (se non altro, per il discorso del bridging).
È anche vero, però, che se davvero all’associazione “piace ‘sta cosa” potrebbe osare un po’ di più che un semplice patrocinato. I casi esteri che ha segnalato Massimo mi sembra parlino da sé.
Poi per carità, ben vengano la condivisione e la partecipazione. Ma non tanto per dire “guarda come siamo belli, siamo addirittura patrocinati!”. o almeno, io l’ho intesa così.
Mafe,
il punto, secondo me, è che valore vogliamo dare alle cose che facciamo. Abbiamo bisogno del plauso o dell’approvazione di questi signori? Secondo me, no. E chi ha chiesto loro nulla, poi? Le persone, quelle sono sempre le benvenute. I ‘bollini di approvazione’ – da parte di chi sa chi, poi – invece no.
Quanto al ‘comunismo buono’, quello esiste solo a Cuba. Quando sei in spiaggia con un mojito in mano e i dollari in tasca, però ;-)
Massimo, ma certo che non siamo noi ad aver bisogno di loro. Un patrocinio non è un bollino di approvazione, è il modo per un’associazione (che di solito non sponsorizza, cioè non tira fuori soldi) per dire “io ci sono”. Altre modalità in contesti burocratici e mortalmente noiosi come un’associazione di categoria sono assai più faticose.
Come ho già detto, abbiamo fatto benissimo a rifiutare, ma tutto questo cancan a me pare esagerato.
Federico, spero proprio che nessuno di noi si sia sentito più fico perchè patrocinato ;-)
Diciamo che sicuramente la scelta del termine patrocinio è stata sbagliata… ma, magari, qualcuno ha chiesto un supporto ed ora si trova il leader dei comunisti talebani contro.
il sistema perde alcuni commenti. passano da cocomment, ma questo non me li restituisce tutti. Vi toccherà iscrivervi a cocomment. Pur in beta per davvero, è figo. Qui alcuni commenti mancanti…
Ti vedo in gran forma Massimo (la sosta di campionato a giovato anche a te?).
Cmq sono pienamente d’accordo con te. Se Assodigitale ci teneva davvero poteva proporsi con un po’ più di convinzione.
Tra l’altro vedo che Vittorio Pasteris (che mi pare abbia organizzato l’evento) è nel direttivo dell’associazione, forse è per quello che si è avvicinata.
Mafe, che fai? Salti sul carroccio del vincitore ora? ;-)
Esistono anche i patrocini onerosi, ma a giudicare da quanto leggo non mi sembra questo il caso. In effetti, il ragionamento di Massimo non fa una piega. E considerando che tra i più autorevoli c’è gente tipo Beppe Grillo, Sw4n, 7 in condotta e Roundhouse Kicks, immagino che potremmo aspirare tranquillamente alla sponsorizzazione di Topo Gigio e del Mago Zurlì…
Qaulche piccola polemica era già partita per il BarCamp a Roma ma è subito rientrata. varrebbe comunque la pensa riflettere sul tema grassroot, web 2.0, sturt up e istituzioni in Italia. http://www.barcamp.org/RomeCamp