Creare posti di lavoro è il mantra dell’Italia. A volte dicono addirittura “creare occupazione”, che è noto che se uno non è occupato, poi gli possono venire strani grilli — parola scelta non a caso — per la testa, tipo che non ha bisogno di tutte le cose che ha e per le quali scambia il tempo che gli rimane da vivere su questo pianeta.
Tutto in Italia deve “creare occupazione” o, meglio ancora, mancanza della stessa, stress per la sua mancanza, e ovviamente una lotta impari con chi non ha nulla e che è disposto a qualsiasi cosa. Tutto, anche ciò che chiaramente dovrebbe distruggere occupazione o, come preferisco dire io, far risparmiare ore-uomo di lavoro alla società.
Ecco, quindi che si “crea lavoro”, o per il momento più che altro tasse e contributi, tanto per cambiare, per chi incautamente ha fatto una S.r.l. qui invece di una Limited Company a Londra. Ecco che ci sono più incubatori e gente in giacca e cravatta — con “posti di lavoro” distribuiti dai partiti, immagino — che start-up e startupper.
Ma per arrivare al top, dobbiamo scendere fino in Sicilia. Altro che E-Stonia, dove lo Stato può contare solo su una popolazione pari a quella del Comune di Milano o a quella della regione metropolitana di Palermo e, pur fra una crisi economica e l’altra, cerca di ottimizzare il settore pubblico per liberare risorse per il settore privato.
In E-Sicilia, la Regione è pronta a “dare un lavoro” (o uno stipendio, più che altro) a ben 94 esperti in comunicazione su Facebook che, cosa peculiare — c’è qualche esperto di statistica in giro? — hanno ottenuto tutti lo stesso identico punteggio: 80 punti su 100, ragion per cui se si provasse ad assumerne solo 90 verrebbe fuori il finimondo.
Gente che ha questa fortuna coi numeri, i soldi pubblici li dovrebbe giocare al Lotto.
Mi chiedo e ti chiedo: quante persone gestiscono tutta l’infrastruttura informatica dell’Estonia, un Paese in cui si vota online, si pagano le tasse online, immagino tengano online tutti i record degli esami medici e da almeno un decennio non si pubblicano più leggi su alberi morti, che è tutto online, e liberamente consultabile dai cittadini?
E cosa faranno questi “94 Esperti in comunicazione su Facebook”? Non è chiaro, ma dubito che digitalizzeranno i lavori della Regione Siciliana, che se no si “distruggono posti di lavoro” e al prossimo giro subito prima delle elezioni non si potranno assumere altri “camminatori” per portare i documenti da un ufficio all’altro…

RT @dotcoma: Creare posti di lavoro è il mantra dell’Italia. E non funziona. http://t.co/NmylD4R6N7
É un ossimoro: lo stato non “fa”, ” consuma”.
Da noi, in media anche se non sempre, sì. Purtroppo. Ma non è scritto da nessuna parte che debba essere così. Il problema per me è che lo Stato vorrebbe fare come il privato. Prendendo però solo i lati negativi del privato. Vogliono “aumentare il loro giro d’affari”. Con soldi altrui, però, e prelevati in modo forzoso. Mentre dovrebbero voler diminuire il loro giro d’affari, come succede in Svezia dove i servizi pubblici devono erogare gli stessi servizi dell’anno prima ogni anno spendendo l’1% o il 2% in meno.
Sandro Trapella liked this on Facebook.
Un reato é sempre un reato, indipendentemente dalla latitudine in cui viene commesso: Italia, Germania, Francia, Svezia…..
Ma di che reato stiamo parlando?
La tassazione
Ah. Sapevo, io. Conosco i miei polli :)
Grazie per il “pollo” ;-)
i polli veri sono gli italiani, che accettano le tasse più alte d’Europa e servizi fra i più scadenti…
Del resto, le pecore stanno bene tosate….
A nation of sheep will beget a government of wolves — Edward Murrow
Simpatico questo Michele Marchi :-D
Grazie Giacomo, contraccambio ;-)
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“Creare posti di lavoro” – com’era? Dalla crisi si esce uniti? La sussidiarietà? La solidarietà? A fondo… http://t.co/vQ57Q9fMBQ