I tram

New York era piena di tram. Furono fatti fuori da quel sindaco italo-americano a cui la città decise poi di dedicare un aeroporto, Fiorello La Guardia. Gli autobus, ai tempi, sembravano più comodi, più moderni. Ed avevano fior di sponsor nelle industrie del petrolio, dei motori e dei pneumatici. San Francisco era piena di tram, ben più di quei pezzettini per turisti che rimangono oggi. “A Streetcar Called Desire” (Un Tram Chiamato Desiderio) era ambientato a San Francisco. Rio de Janeiro aveva parecchi tram. E’ rimasto solo il “bondinho” che va a Santa Teresa. Barcellona aveva un network di tram. Tutti spazzati via tranne la tramvia blau (blu) che porta al Tibidabo (poi nello scorso decennio hanno rimesso in piedi un nuovo network). Negli anni ’50, la città con il network più esteso al mondo era Sidney. Oggi non rimane nulla. Melbourne, che seguiva Sidney a ruota ma che invece difese i propri tram, è oggi la città con il network più esteso di tutto il mondo. I tram sono rimasti un importante mezzo di trasporto nelle città della Mittel Europa, di qua e di là del muro: Vienna, Praga, Brno etc. E, ovviamente, nelle città dell’Unione Sovietica: Mosca, San Pietroburgo, Riga. A Riga producevano i tram per tutta l’URSS. Oggi, li comprano da Skoda, nella Repubblica Ceca. Tante città hanno fatto fuori i tram. Milano, che li ha in parte mantenuti, deve essere però l’unica città al mondo che ha decine o forse centinaia di km di rotaie del tram abbandonate. Una vergogna senza fine. #Expo2015