Non è difficile essere contro la cd “austerità”. Basta girare per Milano per vedere parecchi negozi vuoti, segno inequivocabile che la “ricetta” di Monti, Letta, la Troika e la Troia (le troie, c’è anche quella francese del FMI) sta funzionando. Due anni fa a gennaio ho incontrato a Milano il fondatore di una start-up greca (eh, sì, greca ancora mi manca). Eravamo in Piazza Diaz, a cercare un biglietto per La Scala. Mi disse: vedi, ad Atene, in una zona così centrale, metà dei negozi oggi sono vuoti.
E’ facile, dicevo, essere contro l’austerità. Ma poi, per essere a favore di cosa? Pensare che questo Stato, in mano a queste persone, possa investire denari pubblici per sperare di innescare un “effetto-volano” sull’economia mi sembra assurdo. Questi, meno soldi toccano per mega-progetti, che siano Expo o la Torino-Lione poco cambia, e meglio è. E da questo punto di vista, ho dei dubbi anche sui cittadini onesti: una cultura di investimenti pubblici per aiutare le aziende non si improvvisa.
Quello che invece si può e si deve fare, e subito, è usare la più grande risorsa che questo Paese ha, e in grande abbondanza: la corruzione! Se si attacca la corruzione – e qui invece non ho dubbi che i cittadini del Movimento possano farcela! – vi sono le risorse per fare di tutto: diminuire le tasse alle aziende, ai lavoratori, dare le giuste risorse alla scuola, alla cultura, al Nord come al Sud, e tornare ad avere un’idea e una visione di un Paese con una speranza e un futuro. E sì, si può!

Purtroppo la ricetta che proponi è errata.
Intendiamoci, la corruzione è qualcosa di inammissibile e va combattuta in ogni dove. Come e con quali strumenti si può discutere, per evitare di scadere nelle grida manzoniane.
Ma la lotta alla corruzione non ci tira fuori dai guai.
Sul piano macroeconomico, l'effetto di una lotta alla corruzione riuscita è minimo; può essere addirittura nullo o persino controproducente.
Macroeconomicamente parlando, infatti, la lotta alla corruzione si traduce in un semplice trasferimento. Niente di più.
Il che sarebbe comunque una cosa sacrosanta, perché si toglierebbe al ladro per dare allo studente o al lavoratore meritevole.
Ma non rimuoverebbe le cause che sono all'origine della crisi.
E le cause, invece, quali sono?
(e non possono essere combattute da questo prendere ai ladri per ridare agli altri?)
Sfasatura del livello dei prezzi del 25% rispetto ai concorrenti tedeschi e impossibilità di riaggiustamento del cambio dovuto alla moneta unica.
Faccio sempre questo esempio: prima dell'Euro una risma di carta veniva prodotta al costo di un euro in una fabbrica italiana e in una fabbrica tedesca.
Dopo diversi anni dall'introduzione della moneta unica, a causa della diversa dinamica dei prezzi (cioè alla diversa inflazione) la risma nella fabbrica italiana costa, diciamo, 1,40 euro, mentre nella fabbrica tedesca, senza che il titolare abbia dovuto fare alcuna miglioria o alcun investimento, la risma costa 1,05 euro.
Tutto qui.
Non c'è nessuna bravura dei tedeschi a spiegare il loro successo, se non la furbata di tenere sotto controllo l'inflazione con delle politiche di contenimento del costo del lavoro che si sono tradotte in sussidi mascherati alla loro industria. Infatti in tema di investimenti in innovazione i tedeschi non sono affatto meglio dei loro partner europei.
Naturalmente, quando faccio questo esempio l'effetto è nullo.
"Vuoi competere nel mercato globale con il prezzo?" mi dicono.
Sì. In economia l'unica cosa che conta è il prezzo. Due viti uguali, una costa un centesimo e l'altra un centesimo e mezzo. La prima si vende, la seconda no. I casi tipo I-pod sono l'eccezione, non la regola.
Soprattutto, se fin anche i vicini di casa competono così, con politiche di fatto beggar thy neighbour, c'è poco da fare. Uscire dall'Euro, il prima possibile!
Molti economisti danno per certa la disgregazione dell'area Euro.
Di altrettanto certo c'è il fatto che i politici non vogliono tornare indietro.
Poi ci sono i mercati, al momento silenti.
Difficile fare previsioni.
Mesi fa si riteneva che l'elemento di rottura sarebbe stata la Germania stessa, qualora gli venisse richiesta una politica solidale.
Adesso si guarda con attenzione alle europee e a un'eventuale vittoria di Marine Le Pen. Ma non è detto che un evento del genere cambi qualche cosa.
io guardo al referendum per l'indipendenza in Catalogna del 9 di novembre.
Se lo fanno, votano sì. Se votano sì, la Spagna va in default. Fine dell'Euro.
massimo esci da questo blog!
Ma prima chiudici dentro Armando e Carlo M.