Quante volte l’abbiamo sentito dire? Internet è un medium interattivo… puoi usare formati impattanti… puoi targettizzare molto bene… puoi tracciare i risultati delle campagne…
Quante volte ancora lo vogliamo dire e sentir dire? Quanti altri Powerpoint vogliamo sorbirci? Quelli di Eurisko, ad esempio. Quelli con le 16 caselle, quelli che ci fanno vedere cose incredibili, mai immaginate, e cioè che, stranamente, in un Paese di tecno-ignoranti o ignoranti del tutto, visto che siamo il Paese dell’UE dove si leggono meno libri e con il maggior numero di maghi pro-capite chi naviga su Internet è un target interessante perchè ha un profilo alto-spendente e con un alto livello di educazione…
Mi sa che anche chi va alla Prima alla Scala ha un profilo alto-spendente e un alto livello di educazione. Vi risulta che rompano loro le balle con spot prima dello spettacolo come al cinema o come durante le partite pagate! su Sky? Quante volte, invece, ci hanno detto la verità, e cioè che Internet è pericoloso non nel senso che è pieno di porno o di virus o di pirati che scaricano mp3 gratis ma, ad esempio, nel senso che su Internet il pubblico non è più un pubblico ma è salito sulla scena a far casino?
Se devo vendere la Punto, scelgo Totti come testimonial. Per la Fiat 600 sporting, va bene Schumacher. Se devo vendere la nuova Jaguar, se ho un minimo di cervello mando un invito personale per una cena per due e uno spettacolo esclusivo e senza spot per ripagarti della bella serata che hai offerto! – a una ristretta lista di persone che mi hanno cercato e che so che amano quel genere di auto. Anche quello di Internet è un pubblico speciale. Non tutto il pubblico di Internet, certo. I blogger sì, però.
Ora, mettiamo che io, un grande portale, debba lanciare un progetto per i blogger. No, non per i blogger, in effetti. Diciamo però che i blog mi possono far comodo per gli affari miei. In un certo senso anche il fondatore di bloglines che pure ha lanciato qualcosa per i blogger – ha usato il fenomeno dei blog anche per fare soldi (ha venduto il servizio ad Ask Jeeves per svariati milioni di dollari). Non c’è nulla di male. La domanda è: come mi comporto? Prendo Totti come testimonial o li invito a una bella cena?
Lavoro in gran segreto al mio progetto neanche fosse il Manhattan Project o mi apro al mio pubblico – quello che tanto ormai è salito sul palco a far baldoria? Ho un’idea, la tengo top secret, faccio un bel focus group, mi convinco ancor di più di avere tutte le carte in mano per sbancare… e poi metto sul mercato la Fiat Stilo. Copio i contenuti altrui senza dir nulla, senza nessun riguardo per le licenze con cui sono stati pubblicati, se non mi convincono li modifico o li taglio, cambio il titolo, tolgo le parolacce…
Li metto sul mio portale che è for profit scrivo addirittura di avere il copirait di questi testi, poi correggo il tiro e dico che la redazione di News2000 è responsabile dei contenuti, ma al tempo stesso nel disclaimer scrivo che la responsabilità è di chi ha scritto i testi. Insomma, un casino. E pensare che magari avevo le migliori intenzioni. Chissà come saranno contenti tutti quei blogger, metto un link al loro blog, cosa vogliono di più? Come noto, sono sempre i peggiori, quelli che hanno le migliori intenzioni.
Eppure, non sarebbe stato poi così difficile. Navigo un po’, individuo 5 o 10 fra i blogger più seguiti, più rompiballe e più interessati alle novità. Dò loro la possibilità in esclusiva di essere indicizzati gratuitamente su Arianna Blog, poi dò loro degli inviti da girare a qualche amico blogger. GMail ha fatto più o meno così, non pensi? Chiedo consigli, cosa vorrebbero, cosa non vogliono, di cosa hanno paura. Chiedo loro di tacere certi dettagli, ma lascio che inizino a parlare del progetto di cui sono parte…
La prossima volta, forse, avremo capito come fare marketing in questo medium interattivo.

beh io quasi quasi questa markettata la prendo bene e mi ci iscrivo.. :P
adesso metto rel=”nofollow” nei commenti firmati thomas ,-)
susu.. quando ti decidi su wordpress scopri un mondo di cose che mt manco se le sogna sul fronte dell’antispam.. ;) prova a commentare da me.
cazzo max. ho capito ora che sta combinando libero. ma sono scemi completi. non solo non hanno piu’ un contenuto fatto in casa che sia uno.. non solo hanno un interfaccia che fa ormai pensare a quanto siano deplorevoli i portali senza identita’.. ma diamine.. addirittura cercare di alzarsi i pagerank zanzando i blog e manipolando i contenuti.. certo che cercano di fare di tutto per farsi dare una pedata nel culo da enel!!! :)
a me ciò che sembra davvero pazzesco è questo, http://www.pfaall.com/articoli/949/molto-rumore-per-nulla-o-quasi
ma…
http://www.interlex.it/copyright/abruzzo11.htm
Massimo (si lo so che c’è un post nuovo, ma la risposta è più InTopic qua), secondo me la legge che tu linki dà ragione a Libero, tranne che per alcune cose. Come ho scritto tra i commenti da Pfaall.
Ciò che Libero dovrebbe fare è:
Assumersi la responsabilità di quello che pubblica.
Indicare Nome, Cognome (quando disponibili e non coperti da nick), oltre al link.
Siccome quella è una testata giornalistica, secondo me l’articolo 65 si applica alla grande. L’articolo 70 di cui tu citi le limitazioni che Libero non seguirebbe, non c’entra nulla: si riferisce all’utilizzo per “divulgazione della cultura”. Il 65, invece, al “diritto di cronaca”, e non ha le limitazioni di cui tu parli nel tuo commento da pfaal.
Però, se Libero si rende disponibile a cambiare la cosa, tanto meglio. Mi sembra ottimo. Però, non esageriamo anche noi con le richieste…