Pensavo che il mio post mismarketing non fosse piaciuto a nessuno, ma forse non è così. Sembra sia stato letto e apprezzato molto in alto a Libero. Ho avuto una cordiale chiacchierata con una persona della redazione di Libero Blog che mi ha detto che sono sorpresi e soprattutto dispiaciuti di come sono andate le cose e che proveranno a ripartire coinvolgendo i blogger e rispettando le licenze CC e le volontà (e qualche volta i capricci) di ognuno di noi. Molto bene. A questo punto, penso che la cosa da fare sia di avere un po’ di pazienza e di provare a fare una lista di cosa vorremmo avere (o non avere) da parte di Libero Blog. Direi qui sotto nei commenti, per ora.
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inizio io, che voi siete timidi…
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1.disclaimer. vorrei veder scritto: Libero è un servizio “for profit”. E’ per questo motivo che può permettersi di creare una sezione Libero Blog senza pubblicità e di mantenere una redazione che cerca le notizie e le opinioni più interessanti sui blog.
2.se sei totalmente contrario all’uso dei tuoi contenuti su un sito commerciale, no problem. Libero Blog infatti pubblicherà solo i post di chi concede espressamente a Libero Blog il diritto di attingere dal proprio blog, ad esempio “iscrivendosi” al servizio.
3.meglio ancora, bisognerebbe trovare il modo di segnalare quali post sono “prelevabili”, perchè ad es. muovere un attacco contro una società o una persona dal proprio blog è una cosa, farlo dal più grande portale d’Italia è un’altra (rischio denunce amplificato).
4.verrà sempre rispettata l’eventuale licenza originale sotto cui si era pubblicato e verrà segnalato non solo il link (permalink) come viene fatto adesso, ma anche il nome e cognome dell’autore (diciamo come se fosse un giornalista. Perchè no, in effetti? :-)
5.Libero Blog a fondo pagina avrà scritto qualcosa tipo “scelti dalla redazione di News2000”, non solo “News2000” – altrimenti quelli come me che hanno bloggato più anni di quanti non ne hanno lavorati finiranno per chiedere la pensione alla cassa dei giornalisti :-)
LiberoBlog Reloaded?
Ci riproveranno, ma stavolta fatto bene, dicono.
Io voglio quello che ho gia’ chiesto: la rimozione dell’articolo (chiesta due giorni fa).
E aggiungo il rispetto della diffida che e’ partita questa mattina.
E rispetto del mio non volere finire ripubblicata da loro.
Detto questo, facciano quello che gli pare, dato che non mi riguardera’ :)
(no mi spiace, ma non mi piace chi torna indietro dopo aver fatto i danni e i casini)
è ben per questo che secondo me è meglio se ora scelgono di essere super-trasparenti.
Boh, per me resta comunque troppo tardi, avessero risposto alla mia mail dell’altro giorno, o cancellato l’articolo o ripristinato la sua forma originale, ancora ancora avrei forse potuto almeno pensarci.
Ma cosi’ no, per due giorni hanno fatto finta di non esistere, poi parlano con te, non espongono tutt’ora nulla di ufficiale lasciando l’articolo che ho chiesto di cancellare e senza aver ancora risposto alla mia mail.
E non penso proprio di cambiare idea. Se se ne sono fregati una volta, potrebbero farlo di nuovo (io personalmente credo che il lupo perda il pelo ma non il vizio, quindi di base di loro non mi fido piu’).
Personalmente non credo che finirò mai li sopra, quindi il mio è un consiglio:
considerato che i post ripubblicati su Libero Blog sono commentabili, nel disclaimer deve essere indicato CHIARAMENTE che la responsabilità del commento ricade sull’autore del commento (non post), inoltre sarebbe utile avere un indirizzo un link a cui segnalare eventuali commenti da cancellare, ne ho già letti alcuni che se fossi in Libero avrei già tolto la possibilità di commentare.
E, il mio post è stato cancellato, penso sia solo questione di tempo.
P: asoslutamente sì! deve essere chiaro che la responsabilità del commento è del commentatore. Al tempo stesso, visto che qualche responsabilità finisci per averla anche tu in quanto autore e/o loro in quanto persone che pubblicano, bisognerebbe capire CHI e COME può eliminare i commenti più molesti (come, direi con un login e account in cui puoi eliminare solo i commenti ai tuoi articoli).
per chi ha il blog CON Libero o vuole avere un solo posto dove controllare e seguire i commenti, Libero potrebbe anche offrire un servizio gratuito tipo quelli forniti da YACCS, Haloscan etc, raccogliere i commenti da due “entrate” e gestire i commenti che vanno eliminati in un solo posto – e contare ogni pop-up richiesto coi commenti come una pagina del portale. Ops, va a finire che mi prendono come consulente. Non sarebbe male :-)
I commenti andreabbero tolti. Chi volesse può lasciare un commento sul post originale, lasicando csoì il controllo all’autore.
quindi più che un “blog”, diventa un sistema di raccolta contenuti con giornalisti che scelgono i pezzi invece che scriverli e lettori che “giudicano” – mi piace questo Andrea Beggi, fammi sapere la prossima volta che scrive qualcosa! – invece che commentare. potrebbe essere interessante.
Principe, io non ho la minima intenzione di dover controllare chi commenta come i miei articoli rielaborati da Libero, mi spiace.
E comunque io ho i commenti moderati, gradirei che i miei articoli in senso lato avessero i commenti moderati (a parte che non gradisco che i miei articoli compaiano dove non ho il controllo e a parte che non ho tutto il tempo di controllare anche altri posti quindi non se ne parla che i miei articoli vengano ripubblicati in senso lato)
Massimo, il mio intanto e’ ancora li’ (ho refreshato con F5 adesso, non e’ in cache sul proxy quindi)
si potrebbero mettere nello stesso “calderone” sia i giornalisti di news2000, sia i blogger che vogliono contribuire a Libero Blog. poi, voglio leggere i post/articoli (ognuno nella sua categoria, sport/cronaca/politica/hi tech etc) di questi 10-20-50 giornalisti o blogger di cui mi fido, e/o gli articoli delle persone di cui si fidano loro e/o gli articoli che i miei 10-20-50 hanno apprezzato di più (dando 4 o 5 stelle su una scala da uno a cinque) e infine anche (ma non so come farlo) articoli di persone che NON la pensano come me, altrimenti ognuno finisce per vedere il mondo solo con gli occhi dei suoi simili. E’ da quando Google ha comprato Blogger che sto aspettando (invano, penso) qualcosa del genere! E loro hanno sia redazione, sia articoli: perchè non fare OhMyNews2000 ? :-)
Sottoscrivo i tuoi punti, in più vorrei vedere la firma cliccabile del blogger anche nel lancio.
OK DEly allora togliamoli, come dice Andrea però io mi riferivo a chi vuole che compaiano i suoi post, tu non vuoi, quindi è come il questionario della Telecom, tu hai messo la croce sul no alla prima domanda. ;)
Si, ho messo la croce, il problema e’ che se ne fregano…
Comunque io personalmente sono anche d’accordo con mafe, chi vuole essere ridistribuito (solo chi vuole ovviamente), dovrebbe avere anche il link di fianco al titolo dell’articolo nelle pagine di sommario.
E dovrebbe anche decidere lui in che categoria infilare l’articolo (il mio era finito in economia, da me era in tecnologia, io in economia non l’avrei mai messo).
E i commenti no, quelli non dovrebbero essere su libero, ma solo sull’originale (cosi’ l’autore non si deve sbattere a moderare su un sito non suo e soprattutto tutti i commenti stanno nello stesso posto).
D’accordo sul sistema dei punti o voti, che mi ricorda The Filter.
hai link a The Filter? grazie :-)
http://www.bookcafe.net/blog/filter/
Servito :)
(ho il bookmark pigro oggi)
quanta demagogia…ma siete in campagne elettorale?
ammetto di aver giocato ben poco con l’aggregatore di g.g.
noi no. tu?
voci mi dicono che libero se la stia facendo sotto dato che virgilio sta per chiudere o ha chiuso un accordo con una grossa societa’ americana di cms .. aka piattaforma seria di multiblog.. eccco quindi che il grande team grafico e team tecnico di libero ha tirato fuori dal cappello questo oggetto.. che non e’ che il preambolo di cosa arrivera’ su libero nei prossimi mesi… se vi preoccupate per queste inezie.. adieu.. non sapete che vi aspetta dal signore dei portali marchettari. btw.. ma il commento apparso al post di massimo firmato dal direttore responsabile?? come mai e’ ancora li? sara’ forse vero quindi???? O)
è strano. il post non c’è più, il commento sì. si vede che è vero ,-)
Quelli di LIBERO hanno fatto delle cazzate, su questo non c’è dubbio. La più grossa è stata quella di avervi dato importanza. Sinceramente DElyMyth, ho saputo della tua esistenza grazie a Libero. Ho dato un’occhiata a quello che scrivi e credo proprio che a Libero la mattina si facciano le canne per colazione. State facendo un teatrino della madonna su una questione ridicola! Da un bel pò nn navigavo tra i blog italiani: a parte un Brodo Primordiale, che se non altro ha il dono della scrittura, per il resto ho sempre letto solo stupidate. Il massino che vi siete inventati (imitando gli americani, come al solito) è stato qualche google-bombing, peraltro mal riuscito perchè molti sbagliavano a scrivere la descrizione del link (tutti espertoni eh!!). Mantellini il talebano, come lo definisce giustamente qualcuno, (e io aggiungo: NAUSEABONDO) sa soltanto criticare (si vede che non ha un’occupazione seria nella vita); Paolo Valdemarin, l’esperto di nonsochè, che non hai MAI scritto un post tecnico interessante (come solo gli americani sanno fare); Mauro Lupi, l’espertone di motori di ricerca, che anzichè scrivere di Page Rank, di algoritmi, di rilevanza dei risultati, ci racconta le feste cinesi a San Francisco e dei bourbon che beve quando è di passaggio a New York. Gianluca Neri, uno dei pochi che leggevo volentieri, da quando ha un lavoro serio, non posta quasi più. Dobbiamo aspettare che trovate TUTTI un lavoro serio? Ha ragione Proserpina: quanta demagogia da 4 soldi!!!
Ragazzi, i Creative Commons – al momento attuale – sono *iconine*.
[Ste]
Marco su quanto offrano, sulla presupponenza media, sul parlarsi addosso dei blog italiani ci sarebbe da dire molto. Però sinceramente ne ho fin quì forse anche di più di quelli che, come te, dopo aver chiesto sobrietà si stracciano le vesti, scherniscono e predicono la prossima fine del mondo. Tipicamente italiano anche questo.
All’estero (forse) i blog e altre risorse in rete sono più seri, anche perchè nessuno prende sottogamba questioni come la correttezza o il rispetto della paternità intellettuale.
Come personalmente ho imparato a fare interessandomi di software libero.
A me piace in fondo l’iniziativa di Libero: originale l’idea di fare un lavoro redazionale invece di affidarsi ai solito automatismi: aggregazione, motori di ricerca, algoritimi di abbinamento. E non mi disturba che un’operazione del genere sia fatta da chi ha soldi, banda e quant’altro da investire.
Quindi se rispettano le clausole di licenza (che nel caso di quelle libere tutelano soprattutto chi legge, la comunità, prima che l’autore) e prendono in considerazione le problematiche sollevate in questi giorni ben vengano. Oddio non lo dovrei dire io che non pubblico niente.
Bravissimo a Massimo e agli altri; questo sì che è un esempio di partecipazione in rete se vogliamo fare retorica.
ciao
per Marco: quelli di Libero stanno decidendo di cambiare approccio e di venirci incontro, quindi con tutta probabilità le nostre critiche non erano poi così stupide. Per il resto, aspettiamo un tuo blog per poter leggere cose più interessanti di quelle che troviamo in giro ora :-)
Non avevo ancora letto questo post. Mi hanno scritto via mail, hanno levato i post come richiesto, e si sono detti disponibili al dialogo. Rilancio anche a casa mia il dibattito per “aiutarli” a far qualcosa che soddisfi tutti, e che permetta a chi vuole di restarsene zitto zitto a casa propria :)
… rispondere è cortesia
E alla fine la risposta è arrivata. Libero Blog ha preso atto e rimosso i due post del sottoscritto: li ringrazio, alla fine, per averlo fatto e per la cortesia che, finalmente, traspare dalla loro mail. A quanto pare non…
in generale non considero di mia proprietà cio che scrivo su un blog. perchè non ha valore intrinseco, e perchè considero imbecille chiunque abbia mai bisogno di citare qualcosa scritto così male da me. sono altri i luoghi dove chiedo di rispettare la proprietà, e dove metto qualcosa che abbia per me valore.
per marco: nessuno ti chiede di frequentare blog dove non vengono rispettate le tue pretese di qualità.
chiunque faccia del mio blog ciò che vuole, tanto non vale un tubo.
rispetto comunque chi vuole difendere le proprie idee da chi le diffonde senza chiedere.
Anche uno dei miei post è stato trattato da LiberoBlog. La cosa mi ha fatto piacere da una parte (ne deriva pur sempre una maggiore visibilità, e chi ha un blog non può certo lamentarsi di questo) e mi è dispiaciuta dallaltra (per lovvia ragione che fare un link o quotare sono una cosa, copiare/incollare integralmente è unaltra).
I cinque punti da te indicati sono una buona base di discussione. Direi che il secondo e il quinto mi sembrano i più centrati e pragmatici. Il quarto, invece, mi sembra inessenziale, mentre il terzo non mi è molto simpatico, dal momento che se uno riassume la responsabilità di dire peste e corna di qualcun altro dal suo blog dovrebbe anche accettare che le proprie affermazioni abbiano risonanza anche allesterno. Magari uno può fare a meno di offendere sia nel suo blog sia fuori
Il primo punto, infine, mi sembra eccessivamente puntiglioso, nel senso che ribadisce unovvietà. Ma forse, da un punto di vista legale, ci può anche stare.
il terzo: secondo me dire una cosa in un posto è diverso dal dirlo in un altro. prendi questo blog: è personale, è non professionale, è fortemente critico verso tutto e tutti – ma anche verso me stesso. è, chiaramente, un luogo di satira, un posto dove le cose vengono dette e non dette, un luogo che non frequenti se non hai un senso dell’ironia. ora, prendi un post da qui, lo togli da un blog con le Cadillac del Cadillac Ranch in cima e il “gli è tutto sbagliato, gli è tutto da rifare” di Gino Bartali in fondo e lo metti su un servizio serio di uno dei due più grandi portali italiani e su una testata come News2000 che è, pare, più grande di Repubblica online. come va a finire? Ho dieci volte la probabilità di prendermi una denuncia, senza contare che devo seguire i commenti anche su Libero Blog e che, per ora, non posso eventualmente cancellare i commenti più molesti. O, ancora più banalmente, vi sono magari dei post che non voglio “di là” solo perchè li ritengo personali. Magari la redazione di Libero Blog in perfetta buona fede li ritiene interessanti anche per il grande pubblico, ma alla fine vorrei, se possibile, essere io a decidere :-)
Nel caso specifico riconosco le tue buone ragioni: in effetti c’è una questione di “generi letterari” che non è indifferente, anche se mi sembra una casistica piuttosto rara.
Un’altra questione importante è quella dei commenti: ecco un punto da aggiungere. I commenti andrebbero fatti solo sul blog di origine (dove si può rispondere tempestivamente ed eventualmente cancellare).
sì, è un problema che è già sollevato. spero ne tengano conto, e/o che offrano il loro sistema di commenti – uno solo da usare sul proprio blog E su Libero Blog, il che, però, farebbe “mischiare” commenti più “generici” che arrivano da Libero Blog a quelli più “comunitari” che arrivano dal proprio blog – a chi fosse interessato alla cosa (e considerato come gestisce i commenti ad esempio Blogger, ad alcuni potrebbe interessare)
L’idea di dare dei consigli a Libero e di fare loro della “consulenza gratuita” non mi piace molto.
Forse ora hanno capito qlc e hanno contattato Massimo, però non basta.
I tempi sono cambiati. Come molte altre aziende, se vogliono lavorare ancora su Internet, devono iniziare a capire la Rete e magari a creare qualcosa di più innovativo, che questa mezza porcheria sui blog. Ed io una mano non mi sento di dargliela. Che si arrangino. Preferisco far crescere Wikipedia o Dmoz.
ma le due hanno un servizio simile?
PS. anch’io preferierei la “consulenza a pagamento” ;-)
No, ma è simile la risorsa necessaria, il Tempo delle persone…
meglio aiutare loro che
Libero>Wind>Enel.
Inoltre coniugare le CC (la maggior parte dei bloggers non concede l’uso a fini commerciali) con le necessità pubblicitarie di Libero mi sembra un po’ un controsenso.
Ma di fondo la mia domanda è questa: perchè i blogger dovrebbero aiutare Libero a fare soldi?
boh, per ora stiamo aiutandoli a non fare cose che non ci piacciono coi nostri post. poi… vediamo cosa vogliono fare. Arianna Blog male certo non fa, e in teoria un loro anche più ampio interesse verso i blog potrebbe anche essere utile al web, per così dire.
Maurizio centra il problema, direi. Anche se i consigli a Libero, finché sono utili a non far usare roba altrui senza permesso, sono benvenuti, per quel che mi riguarda. Alla fine, il polverone che abbiamo tirato su è servito a qualcosa.
Per il resto, appunto, sono assolutamente d’accordo con Maurizio: preferisco impiegare il mio tempo per far crescere risorse free.
Trovo l’attuale servizio di Libero Blog totalmente inutile. Sarebbe meglio sfruttare un sistema basato sui tag e aggregare i blog selezionati dalla redazione di Libero (per giustificarne la presenza). Ci dovrebbe essere la possbilità di personalizzare il modo di aggregare i contenuti sia per metodo di visualizzazione che per aree di contenuto. I commenti verrebbero fatti sui blog originari e non su Libero.
Quanto poi al fatto che alcuni vorrebbero mantenere alcuni post a un livello “personale” ritengo più logico che l’autore non pubblichi tali contenuti. Che senso ha pubblicare qualcosa sperando che questo non venga divulgato. Tanto se non ci arriva Libero ci arriva Google…
mah… che Google ci arrivi non è mica detto. io ero sicuro che l’avrebbero fatto subito dopo l’acquisizione di Blogger per far fuori il NY Times, invece ancora nulla…
Devo dire che quando ho letto i tuoi contributi, Massimo, ho pensato anch’io la stessa cosa di Maurizio (Benzi): dopo i contenuti gratis, ora gli danno anche la consulenza gratis.
Il punto e’ sempre quello che ho gia’ detto altrove: qui si incontrano due mondi, la blogosfera (modello sociale, condivisione gratuita, valori legati alla espressione della individualita’ e reputazione) e il mercato (modello commerciale, vendita, soldi).
Io avevo proposto che per ‘accontentare’ tutti (cioe’ per far corrispondere i valori dell’uno con quelli dell’altro) ci fosse un ‘corretto’ scambio di visibilita’ (sia del blogger che del portale) e moneta.
Come, d’altra parte, fanno in USA, a partire da Marqui…
Tu cosa ne pensi?
ciao Gino, io per ora non capisco. Marqui cos’è, quel sistema di CMS che ha pagato dei blogger in cambio delle loro spassionate recensioni? Ottima idea, e averne, di società così. Ma qui? Cosa devo fare, chiedere a Libero dei soldi per aver parlato (male, per ora) di loro?
tra l’altro, sarò naif, ma non escludo (non che mi aspetti nulla, ma non escludo del tutto) che questo mio entusiasmo free possa tramutarsi magari in una consulenza pagata, vuoi da loro, vuoi da un loro competitor, oppure in una qualche altra opportunità nel medio periodo. non tutti coloro che rilasciano un software free lo fanno proprio 100% gratis et amore dei – anzi! E il fatto che Linux sia “anti-americano” – grazie Ballmer, come faremmo senza di te? – non solo è una cazzata *enorme* perchè non vi è nulla di più americano del barn-raising – Ballmer: leggi Alexis de Tocqueville prima di dire cazzate a vanvera! – ma anche assolutamente disonesto perchè free sta per libero e non per gratis e perchè tutto ciò che si vuole sostituire è un approccio software-centrico in cui è il software a dire all’azienda cosa deve fare (qualcuno ha detto SAP?,-) e i profitti vanno al mega-costruttore di software, al costruttore della Cattedrale (vi si venera Il Software, of course!) – con un approccio in cui è l’azienda a dire cosa deve fare il software, se lo fa creare da un artigiano del software e i soldini vanno a lui – al piccolo, non al grande Orco – e buona parte di ciò che è stato creato per aiutare l’azienda viene rimesso nel pubblico dominio, nel Bazar. vedi: The Cathedral and the Bazaar. In altre parole, è esattamente QUESTA la società della conoscenza e dei piccoli imprenditori e del capitalismo vivo e collaborativo che va a braccetto con le idee di democrazia dei Founding Fathers e il contrario dell’America degli Shopping Mall e delle grandi Corporation!
amen