Rebel·lia

Una delle cose che a Madrid non hanno capito o forse non vogliono capire è che il movimento indipendentista è un movimento popolare, dal basso, che arriva da molti settori della società civile e del mondo associativo catalano.

Da Madrid amano dire che è un’invenzione “dell’alta borghesia catalana”.

Quella che stava col franchismo, e che ora sta coi post-franchisti.

Più franchisti che post, a giudicare dal secondo funerale di Stato di Franco.

Una delle canzoni simbolo del movimento, Agafant L’Horitzó, che potremmo più o meno tradurre come “Prendersi il futuro”, dice…

Qui sembra rebel·lia, recull la llibertat.

Chi semina ribellione raccoglie libertà.

Parole proprio da alta borghesia.

Forse a Parigi nel 1780.

Antonio Baños dice: Ara els catalans també estem en rebel·lia.

Non una ribellione utopica, con idee perfette e che quindi non verranno mai realizzate in nessun luogo, bensì una ribellione eutopica, il cui obiettivo è conseguire gli strumenti per provare a stare meglio, a costruire una società non perfetta ma migliore, e perfettibile.

Consigliato: La rebel·lió catalana / La rebelión catalana.

Buona rebel·lia, questo giorno prima delle ennesime elezioni politiche spagnole.

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