io sono un superficiale

Io sono un superficiale, ma secondo me chi fa questa lunga analisi avrebbe tanto bisogno di provare a fare un passo indietro per vedere lo scenario più ampio.

Per come la vedo io, le cose sono straordinariamente semplici: se sei Procter & Gamble, meno budget, energie, tempo e pensieri perdi sul web, e meglio è.

Perché? Perché tu sei Procter & Gamble. Tu sei Crest e Tide e Pampers. Tu puoi comprare spazi media in televisione e sui giornali e dove gli altri non possono.

Tu non devi mischiarti coi tanti sconosciuti competitor che si azzuffano per comprare (dubbi) spazi sul web. Tu sei il leader, e devi distinguerti e proteggerti.

Un piccolo può rischiare qualunque cosa. Tu non puoi rischiare di finire su un sito neo-nazi. E, da leader, non devi mai dare l’idea di essere alla pari con gli altri.

Ma gli altri mangeranno ciascuno una piccola fetta del mio mercato! Certamente. Ma nessuno costruirà un grande brand sul web. Finora non è mai successo.

Se vuoi proteggerti dai piccoli, non devi metterti a giocare al loro livello, ma creare dei tuoi piccoli brand. Dentifrici naturali e pannolini per vegani, che ne so.

E per questi nuovi prodotti sì, per questi puoi far giocare i tuoi esperti di web, i tuoi campioni, o sedicenti tali, di programmatic e di social media marketing.

Ma per le tue galline dalle uova d’oro, almeno fino a quando sopravviveranno, sbagli e di grosso se ti sputtani per niente in quell’inutile mare di immondizia che è il web.

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