Come in tanti, anche io mi ero sbagliato su Renzi. Quando l’hanno fatto segretario del PD, pensavo sarebbe stato l’inizio della sua lenta fine. Pensavo fosse un uomo d’azione e che lì sarebbe ammuffito. Peggio, che non sarebbe stato in grado di tenere in pugno il partito.
Poi invece Re Giorgio l’ha fatto Presidente del Consiglio con una manovra che non si era mai vista neppure nelle repubbliche delle banane del Centro-America, ed è successo l’esatto contrario: bravissimo a tenere in pugno il partito, promuovendo nullità assolute, minacciando i pochi falsi ribelli, e promettendo qualcosa a tutti, compresi quelli che avrebbero dovuti essere rottamati. E invece totalmente incapace nel fare le cose. Le cose di cui il Paese avrebbe bisogno, non gli interessa farle. Ma neppure nelle altre sembra avere grandi doti. Oltre ad annunci, tweet, slide, burinate varie, gaffe con l’inglese, secchi d’acqua in testa, scenette da gelataio e presenzialismo, non mi sembra di aver visto nulla.
