Seguici su Facebook

No, non dotcoma. Ogni volta che vedo un link da un sito aziendale alla pagina Facebook della stessa azienda, di solito con tanto di scritta “Seguici su Facebook”, io penso:

Seguici su Facebook. Siamo dei pirla.

E’ farina del loro sacco o è il brillante lavoro di un qualche genio di un consulente? Avete speso dei soldi per un sito aziendale, lo fate giustamente conoscere al mondo da ogni vostra pubblicità e adesso cosa fate? Mandate via chi viene sul vostro sito per mandarli su Facebook? Ma siete impazziti? Lo stesso discorso vale, ovviamente, anche per Twitter.

Perché lo fate? Perché il vostro sito fa pena, non lo si può toccare e ovviamente non se lo fila nessuno? Eh, vi posso anche capire, ma è da Facebook e Twitter che dovete trovare il modo di portare gente sul vostro sito, non il contrario. E se non siete in grado di farlo o non potete essere interessanti abbastanza da farlo a causa di ridicole policy aziendali da anni ’50, sapete cosa potete fare? Potete comprare pubblicità su Facebook e Twitter.

No, non “like ” e “follower” — con cui pensate di fare cosa? La birra?

Pubblicità. Pubblicità dura e pura. Gente che vede il vostro brand, invece delle vostre “conversazioni”, date in outsourcing due volte: sia come piattaforma, appunto su Facebook e Twitter, perché ve ne vergognate sul vostro sito, e pazienza se poi non vi rimane in mano nulla; sia come “produzione” (che brutta parola!) dei “contenuti” (idem), di solito affidati a una qualche agenzia sedicente specializzata nella cosa.

Perché va bene che il marketing è ormai come la “politica”, cioè un mondo totalmente separato dalla realtà. Ma a tutto dovrebbe esserci un limite. Non se ne può più di gente che crede alla panzana del decennio, ovvero che i consumatori prima mettano “Like” a un prodotto e poi lo comprino. Il mondo funziona esattamente al contrario. Dovete vendere prodotti, non “fare follower” o ottenere dei “Like”. Non siete dei blogger.

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